Ne hanno parlato tutti in questi giorni. Il primo a parlare è stato Andrea Agnelli, dicendo che quest'anno sarebbe stato l'ultimo di Alessandro Del Piero alla Juventus. A ruota sono piovuti commenti sull'esternazione del presidente bianconero, tra cui quello di Luciano Moggi, che ha additato questo proclama come un grosso errore.
Per una volta mi sono trovata d'accordo con l'ex dg della Juventus: io al posto di Agnelli non avrei detto nulla. Non mi intendo molto di finanza, ma la Juve è una società quotata in borsa e può darsi che una rivelazione simile possa avere delle ripercussioni anche a livello economico.
Tralasciando comunque gli aspetti più materiali, mi immagino che cosa voglia dire per i tifosi una notizia simile. Ovviamente l'hanno presa tutti malissimo e sinceramente anch'io.

Sono pochi i calciatori che stimo davvero e Alex è uno di questi. Mai sopra le righe, sempre gentile e al massimo trincerato dietro il proprio silenzio nel momento in cui gli era impossibile (per ragioni societarie) rispondere alle domande più scomode, anche questa volta il buon Pinturicchio ha dato una lezione di stile a una società che una volta dello stile faceva il proprio vanto.
Ribadisco, ne hanno parlato tutti, tranne lui. Il diretto interessato, che di solito è molto attivo nel mondo del web sia con il suo sito personale, sia sulla sua pagina Facebook, non ha detto nulla. Ha detto qualcosa soltanto una volta pizzicato da Valerio Staffelli con l'immancabile Tapiro d'Oro. E una volta braccato, ha pubblicato la foto con il giustiziere di Striscia la Notizia commentando: "
In un mondo calcistico di mercenari (nomi come per esempio Ibrahimovic ed Eto'o non dicono nulla?), ormai le bandiere sono sempre più rare. Lo era Paolo Maldini, lo è Francesco Totti, così come Javier Zanetti e di certo lo è anche Del Piero.
Legato alla Juventus da un ventennio di gioie e dolori, il capitano della Vecchia Signora
è sempre stato più forte del gossip, degli sfottò su un noto spot pubblicitario e delle allusioni pesanti sulla sua dubbia virilità, rispondendo sul campo con lezioni di calcio a chi da un tempo ormai lo considera un giocatore finito.

Marito lontano dai giornali scandalistici e padre affettuoso di tre figli, nella mia immaginazione Alex Del Piero è uomo prima che calciatore, una persona seria che ha fatto della sua squadra la sua vita e che ora viene buttato via come la classica scarpa vecchia.
Mai una parola fuori posto, nemmeno quando Fabio Capello nell'annus horribilis culminato con la retrocessione lo umiliava pubblicamente; al massimo erano occhiatacce, ma nell'ottica dei panni sporchi che si lavano in casa non disse mai nulla contro un tecnico che non lo valorizzava. Perse leggermente le staffe solo una volta, a una vigilia di Champions League, quando un giornalista gli chiese "Allora questa volta sarà in campo?" e lui, innervosito e glaciale, ma non maleducato, rispose "Decide il mister".

Accusato di aver fatto perdere all'Italia un Mondiale, pure in quel frangente non disse nulla, a testimonianza del fatto che Totò aveva ragione e che "signori si nasce".
Anche questa volta, di fronte alla più brutta delle puntate di questa telenovela scaduta nell'assurdo, Alex non si esprime, dimostrando sempre più di avere una classe che a volte nel mondo del calcio altri dovrebbero prendere come esempio.
Mi addolora sapere che Del Piero potrebbe giocare con una maglia diversa da quella che gli ho visto indossare per la prima volta quando ancora ero al liceo. Del Piero è una sorta di istituzione nazionale e le dimostrazioni d'affetto anche da parte di tifosi di altre squadre sono la riprova del fatto che certi personaggi, proprio per come sono e per come si comportano, entrano nel cuore della gente a prescindere dalla squadra cui appartengono.
Il binomio Del Piero-Juventus fino a quest'anno era inscindibile. Ora mi chiedo che Juve sarà senza il suo uomo-simbolo. E temo che si vada verso una frattura con la tifoseria più affezionata. Del resto, se con questa notizia io per prima percepisco la sensazione di una Juventus già monca, posso immaginare come si sentano i più accorati.
Del Piero, però, dalla sua può avere una grandissima consolazione, perché sarà sicuramente per sempre nei ricordi di tutti, una presenza costante alimentata dall'affetto incondizionato.

La Juve è già monca, ma deve stare attenta: spesso, in situazioni simili, la percezione dell'arto amputato rimane viva e presente... Questa amputazione è davvero necessaria? La Vecchia Signora è sempre in tempo a cambiare idea e a riparare quello che rischia di essere un torto enorme nei confronti di una persona che, come giustamente scriveva un collega qualche giorno fa, non merita un trattamento simile. Juve, per una volta torna indietro e riprenditi il tuo stile. E se il tuo è andato perso, impara da quello di Alex.
Ilaria Bottura
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