
Roma non ci sarà, ma il Qatar sì. Il Paese arabo si è candidato per ospitare i Giochi Olimpici del 2020 e, nel segno dello spirito cui sono legate le Olimpiadi, il Qatar ha dato dimostrazione di quell'apertura mentale, di quel desiderio di superare le barriere culturali necessario per organizzare una vera edizione, qualcosa che resti nei cuori e nella mente di chi vi partecipa, di chi vi assiste e di chi per le Olimpiadi lavora.
Perché lo spettacolo, la cerimonia di apertura, i palazzetti rinnovati, le gare e gli ori sono importanti, ma le Olimpiadi non sono solo questo, anzi. Sono soprattutto altro. Sono l'occasione perché i popoli dimentichino il difficile momento che stiamo attraversando e possano vivere un momento di unione, un momento in cui uno davanti all'altro vedano solo esseri umani, senza distinzione di razza, colore...e genere.
Proprio in questo senso, fa parlare la decisione del Qatar di aprire i Giochi Olimpici alle donne: per la prima volta due atlete potranno rappresentare il loro Paese. Accadrà a Londra, tra pochi mesi. A darne notizia il segretario generale del Comitato Olimpico Internazionale, lo Sceicco Saoud bin Abdulrahman.
Lo sceicco ha inoltre precisato che a gareggiare saranno la nuotatrice Nada Arkaji e la sprinter Noor al-Maliki, una campionessa vera che ha già vinto due ori ai Giochi Asiatici.
Una vera svolta per uno dei 3 Paesi che, fino ad oggi, non sono mai stati rappresentati da atlete donne. Gli altri sono Brunei e Arabia Saudita, ma mentre il Brunei non ha escluso che questo possa cambiare ricordando che non si è mai opposto alla partecipazione delle donne ai Giochi Asiatici, l'Arabia Saudita sembra ferma sulla sua posizione a tal punto da far intervenire il Cio che, tramite una lettera, ha chiesto all'Arabia spiegazioni.
Che ovviamente non sono arrivate. Il Cio ha allora chiesto l'intervento della Federazione Sport Equestri ricordando che lo scorso anno l'amazzone Dalma Rushdi Malhas ha preso parte con successo alle Olimpiadi Giovani di Singapore chiudendo la sua esperienza con un bronzo. La speranza è ovviamente che la Federazione riesca a far sentire la sua voce e che qualcosa cambi. Intanto che questo accada, però, un in bocca al lupo a Nada e Noor, eroine dei giorni nostri.
di Caterina CAMERLENGO
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