ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Tacchetti a Spillo

    La storia olimpica, ecco chi l’ha scritta

    I Giochi Olimpici sono alle porte e tutti si stanno preparando per sostenere il loro atleta del cuore in quella che è la lotta per raggiungere l'obiettivo più ambizioso di ogni sportivo: l'oro olimpico. Tra verdetti che sembrano già scritti, possibili sorprese e atleti in cerca di riscatto, ci sono donne che hanno contributo a rendere le Olimpiadi quel mix di spettacolo, sport, dolore e gioia che sono oggi.

    Donne che hanno scritto le pagine più belle della storia olimpica. Donne che non possono essere dimenticate, nonostante i loro record oggi siano stati cancellati dalle nuove leve. Per questo motivo abbiamo deciso di stilare una classifica di queste sportive del passato che tanto hanno fatto per il movimento sportivo.

    Al numero 10 troviamo Lisa Leslie, quattro volte campionessa olimpica (Atlanta 1996, Sydney 2000, Atene 2004 e Pechino 2008) con la nazionale statunitense di basket. Alta quasi 2 metri,è stata la prima giocatrice nella storia della WNBA a schiacciare a canestro durante una partita di campionato. Nel luglio 2006 Lisa è stata inserita nella WNBA All-Decade Team, la lista delle dieci migliori giocatrici dei primi dieci anni della WNBA. Ha annunciato il suo ritiro il 4 febbraio del 2009.

    Al numero 9 l'olandese Fanny Blankers-Koen, entrata nella storia come la 'mammina volante' perché madre con 'doppio mandato'. Specializzata nella velocità e negli 80 metri ostacoli, Fanny concluse le Olimpiadi del 1948 con 4 medaglie d'oro, ma soprattutto con il merito di aver sfatato un importante tabù: ai suoi tempi le donne nello sport non erano ben viste, figuriamoci donne con figli a seguito. Un primo passo in avanti, reso possibile anche dalla lungimiranza di suo marito, che ha portato 64 anni dopo ad avere ai Giochi un'atleta all'ottavo mese di gravidanza. Ma di questo abbiamo già parlato. A lei la città di Rotterdam ha dedicato una statua.

    Al numero 8 si piazza la cinese Guo Jingjing, 4 volte oro olimpico, 2 volte pizza d'onore. Guo, dopo aver dominato per circa un decennio, imbattuta ai mondiali di nuoto dal 2001 al 2009, si è ritirata dall'attività agonistica lo scorso anno. Regina del trampolino e del marketing, il suo nome in Cina vende ancora oggi e Guo è considerata una delle donne più belle e sexy del suo Paese.

    Al numero 7 ( e qui entriamo davvero nella storia), abbiamo messo la statunitense di orgini sovietiche Olga Korbut. Anche per lei 4 ori olimpici, ma Olga è stato molto altro. Nel 1972 è stata la prima ginnasta a eseguire un salto mortale all'indietro alle parallele asimmetriche. Non solo: se l'Italia ha il merito di aver dato i natali a Igor Cassina e al suo movimento, l'ex Urss (lei è nata nella zona oggi chiamata Bielorussia) può vantarsi di essere la patria di colei che inventato il salto Korbut e il Korbut Flip. Ora Olga insegna, ma è rimasta ancora il modello per tutte le ragazzine che sognano un futuro nella ginnastica.

    Entriamo nella zona calda con Vera Caslavska. La cecoslovacca ha dominato la ginnastica nelgli anni '60 vincendo di tutto di più, ma  bisogna riconoscerle il merito di aver usato le Olimpiadi del 1968e sfruttato la sua fama per protestare contro la diminazione sovietica in quella che all'epoca era la Cecoslovoacchia, denunciando ciò che accadeva nel suo Paese. Qualcosa di molto simile agli attivisti dei giorni nostri, una sensibilità per il suo Paese che l'ha portata ad essere poi esclusa da molte competizioni, considerata persona non gradita. A noi però piace moltissimo... Dopo la caduta del comunismo, è entrata in politica. Ora risiede a Praga, ma si è ritirata a vita privata.

    Come non parlare di Kristin Otto? Anche la sua vita da atleta è stata fortemente legata al periodo storico e alle tensioni politiche degli anni '80. La nuotatrice della Germania dell'Est si qualificò per le Olimpiadi di Los Angeles a cui avrebbe dovuto partecipare con i favori del pronostico. Invece il boicottaggio, argomento di nuovo di grande attualità, dei Paesi del blocco sovietico impedirono a Kristin di vincere quello che sarebbe stato un oro strameritato. O no? Il dubbio sorge... Alle Olimpiadi del 1988 vince addirittura 6 ori, ma l'ombra del doping ha rovinato la festa gettando più di qualche dubbio sui successi della ragazza. Molti atleti, dopo l'unificazione dello stato tedesco, hanno rivelato tristi retroscena e un uso sconsiderato del doping nella Germania orientale. Pratica confermata dall'ex compagna di Kristin. L'uso di sostanze proibite non è mai stato provato, gli ori li ha vinti e quindi merita di entrare in classifica.

    Quarto posto per Nadia Comaneci, da molti considerata una delle più grandi atlete del XX secolo e sicuramente la priù grande ginnasta della storia. Bè sulla rumena c'è davvero poco da dire: Nadia è stata la prima ad aver ottenuto il massimo punteggio, 10, in una competizione olimpica. Inoltre è l'unica atleta ad aver ricevuto l'Ordine olimpico (un riconoscimento per un atleta particolarmente preparato) per ben due volte (1984, 2004). La sua vita personale è fatta di alti e bassi. Finita al centro dei gossip, quando ancora giovanissima, ebbe una relazione con il figlio del dittatore Ceauşescu, scappò negli Stati Uniti dove conobbe Bart Conner, suo attuale marito. È vice-presidente del consiglio di amministrazione dell'International Special Olympics, ambasciatrice dello sport della Romania, vice presidente del consiglio di amministrazione di un'associazione per la lotta alla distrofia muscolare.

    Gradino basso del podio per Jenny Thompson. Specializzata nello stile libero e nella farfalla, ha vinto ben 12 medaglie olimpiche, di cui 8 d'oro, in quattro edizioni dei Giochi. Barcellona 1992, Atlanta 1996, Sydney 2000, Atene 2004: argento nelle staffette 4x100m sl e 4x100m misti. Nessuna statunitense ha fatto meglio di lei.

    Piazza d'onore per Birgit Fischer. Otto medaglie d'oro alle Olimpiadi è un palmares mica male. Ma di certo il suo bottino avrebbe potuto essere più ricco se la Fischer avesse potuto prendere parte alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984. Anche lei, però, fu fermata dal boicottaggio deciso del blocco sovietico. La canoista tedesca è un simbolo di longevità: la sua prima medaglia arrivò nel 1980, l'ultima 24 anni dopo.  Nel 2002 è stata eletta la seconda più grande atleta della storia tedesca, dietro solo a Michael Schumacher.

    Medaglia d'oro, l'ennesima, per Larissa Latynina. Ex ginnasta sovietica, ha vinto 9 ori olimpici per un totale di 18 medaglie, due in più del nuotatore Phelps che potrà battere il suo record a Londra. Larissa si ritirò dalle competizioni nel 1966. Attualmente vive vicino a Mosca.

    Di Caterina CAMERLENGO

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