
Oggi vi presento una federazione operante da parecchio tempo sul territorio italiano, l'IWS. Una promotion, con sede a Torino, che negli anni ha coinvolto nei suoi eventi wrestler di grande spessore internazionale come Tatanka attuale campione Heavyweight della federazione, il canadese Starbuck, il cugino di The Rock Alofa dalle isole Samoa, Michael Kovac ecc.. Nei prossimi eventi è in programma l'arrivo di altre stelle con un discreto passato in WWE quali Tajiri, Carlito, Big Vito, Super Crazy ed altri ancora.
Parliamo un po' della storia di questa federazione, fondata nel 1997 da Sergio Noel, in arte El Dinamico, ex wrestler della NWA (National Wrestling Alliance) ed affermato campione nel suo paese di origine, Santo Domingo. Dapprima denominata Wrestling Superstar fu la prima federazione a portare un evento di wrestling all'interno di una manifestazione benefica, (Telethon 1998-99).
Nell'ottobre del 2001 fu la seconda federazione di wrestling (dopo la WWE) ad organizzare uno show in territorio Italiano, mettendo in palio durante la manifestazione il titolo heavyweight.
Oggi cercheremo di conoscere meglio questa federazione grazie alle parole del suo presidente Sergio Noel, conosciuto sul ring come "El Dinamico".
El Dinamico per anni è stato uno dei wrestler di spicco nel suo paese di origine, tanto da aver vissuto in prima persona eventi spettacolari come la sconfitta di Ric Flair a Santo Domingo contro Jack Veneno o episodi tragici come la morte di Bruiser Brody in quel di Puerto Rico.
Paolo Lanati: Ciao Sergio, parlaci della tua federazione e delle aspettative future.
El Dinamico: Ciao Paolo e ciao a tutti gli amici di Eurosport! La IWS è nata dalla mia grande passione per questo Sport-Entertainment che mi ha visto protagonista sui ring dell'America Latina fino al mio arrivo in Europa dove ad oggi conto più di 25 anni di esperienza. La mia prima idea fu quella di investire sui giovani insegnando per il solo amore per il wrestling ,dapprima riuscendo a riunire ragazzi provenienti da tutta Italia per poi poterli affiancare ai professionisti. Pensiero che però si rivelò tutt'al più un'UTOPIA in quanto il progetto, tutt'ora irrealizzabile, fallì miseramente per manie di protagonismo e forse mancanza di cultura e attitudine al Pro-Wrestling. Decidemmo dunque di cambiare "politica" gettando le basi di quella che è ora la IWS ovvero la prima federazione in Italia costituita da soli Pro-Wrestlers. Come si può notare a ripetersi è molte volte la parola "Pro", perché è tutto ciò che noi siamo al 100%, VERO wrestling professionistico - Old School con naturalmente una parentesi aperta all'evoluzione del wrestling stesso. La IWS non si improvvisa "federazione" e raccoglie nel suo Roster alcuni tra i migliori atleti di fama internazionale provenienti da tutto il mondo, Giappone, Messico, USA ed Europa. Dopo molti sacrifici e dure battaglie sono molto contento dei risultati ottenuti in questi anni e spero che si possa continuare così e migliorare ancora riuscendo ad esportare, come già successo in Spagna, il nostro Wrestling IWS anche oltre i confini Europei.
PL: Raccontaci la tua storia nel mondo del pro wrestling. Cosa ti è mancato per raggiungere l'olimpo ?
ED: La mia storia nel mondo del wrestling è iniziata per puro caso nel lontano 81 quando andando in palestra per la consueta ora di allenamento di Boxe incrociai un Luchador chiamato "El Toro Negro" il quale mi disse che quel giorno avevano spostato l'allenamento per lasciare spazio ad una sessione speciale di Lucha Libre in quanto era previsto un evento in città; così restando a guardare dal vivo per la prima volta quei personaggi all'epoca visti solo in TV, rimasi molto colpito. Il resto si narra da sè, una volta chiesto informazioni, cominciai con i primi allenamenti insieme all'originale Bronco #1 (ora uno dei luchadores più importanti della WWC la World Wrestling Council di Puerto Rico) per poi innamorarmi di questa magnifica disciplina. Grazie alla mia predisposizione fisica ed il grande desiderio di apprendere, un anno dopo già viaggiavo in tour con la più importante federazione dell'America latina, la "Dominicana de Espectaculo "all'epoca associata alla NWA e costituente una delle sette divisioni della National Wrestling Alliance.
Negli anni seguenti ebbi l'opportunità di poter lottare e conoscere alcune tra le leggende di questo sport tra le quali Ric Flair, Mil Mascaras, Roody Piper, Kamala, Mr. Onita, Dr. Wagner, Super Astro (eroe al quale si è ispirato Rey Mysterio), Carlos Colon (padre di Carlito e Primo) e molti altri. Tra l'85 e l'86 divenni per la terza volta campione Nazionale oltre ad aver conquistato in precedenza i titoli di Coppia e dei Caraibi.
Per raggiungere la "vetta"… non saprei, tutto dipende da ciò che si desidera. Certo mi si sono presentate numerose occasioni, erano infatti molte le offerte di lavoro verso gli States ed il Messico. La nostra federazione ai tempi effettuava numerosi interscambi e quindi c'era abbastanza soddisfazione nel lottare nella propria compagnia senza necessariamente voler aspirare all'allora WWF. Ad oggi molti vorrebbero salire sul ring della WWE per poter ottenere un momento di gloria di fronte a migliaia di persone mentre ai tempi già si lottava davanti a 20'000 persone la domenica perciò non c'era il motivo di fuggire all'estero.
PL: Tra i wrestler da te citati leggo due nomi a me molto cari: Mil Mascaras ed Atsushi Onita. Due wrestler molto diversi tra loro. Mascaras è il flyer per eccellenza, persino Tiger Mask I dice di essersi ispirato a lui. Onita è stato uno dei migliori hardcore wrestler della storia. Come ti sei trovato sul ring con loro ? Raccontaci qualche segreto di questi due campioni.
ED: Certo. Mil Mascaras è una leggenda e lo era già allora. Per me è stato un vero onore poterlo conoscere di persona, purtroppo però non ho avuto modo approfondire molto la sua conoscenza ma posso dire che è un uomo molto rispettoso. Mr. Onita negli anni 70 aveva già lavorato moltissimo in Repubblica Dominicana insieme a Mr. Masa Fuchi, io ebbi l'occasione di combattere in un match televisivo con lui negli anni 80 e l'ultima volta che lo vidi fu nella metà degli anni 80; un uomo dalla grande esperienza che mi aveva colpito per la sua grande cultura e filosofia.
PL: Come mai sei arrivato in Italia ? Qual è la tua storia fuori dal ring ?
ED: Nel 90, una volta deciso di prendermi una pausa dal Wrestling ebbi un'offerta di lavoro per la "Viaggi del Ventaglio" in un villaggio turistico chiamato "VivaDominicus" e a causa di ciò, effettuando numerosi viaggi, conobbi la mia ex moglie italiana.
PL: Nella tua lunga carriera sei entrato in contatto con molti wrestler di prestigio raccontaci qualche episodio che ha visto protagonista le leggende del ring.
ED: Di sicuro quella di Roddy Piper è una delle storie che preferisco raccontare. Roddy dopo aver passato più di 6 mesi di grande stint e pushing all'interno della federazione Dominicana de Espectaculo collezionò una winning streak da record, il tutto in preparazione al match con il campione e leggenda della Repubblica Dominicana Jack Veneno. Il giorno del GRANDE match con lo stadio già colmo di fans dal pomeriggio, una volta notato il consistente ritardo di Piper, gli organizzatori inviarono un taxi all'albergo. Ma una volta arrivati in Hotel si scoprì che lui era già partito al mattino, così che la gente e Jack Veneno sono ancora li ad aspettare che si presenti allo stadio per vedere quando vorrà salire sul ring! …Dopo quell'episodio la federazione sequestrò il passaporto di tutti lottatori provenienti dall'estero!
PL: Raccontaci dal tuo punto di vista la storia tra Ric Flair, Jack Veneno e Relampago Hernandez.
ED: Beh come molti sapranno la vicenda Flair — Rafael Sanchez (Jack Veneno) è una delle storie più appassionanti della Lucha Libre. Per chi non la conoscesse ancora, nel 1982 Ric Flair, all'epoca campione del mondo NWA, si recò nella Repubblica Dominicana per una serie di incontri nei quali avrebbe messo in palio la sua cintura. In quei tempi Veneno era il campione della federazione dominicana, aveva un feud con l'ahimè defunto Relampago Hernandez, "El Genio Del Mal", un lottatore con una temibile mossa finale: "El Enterron De Cabeza", ovvero il Piledriver. In quel momento della rivalità, Hernandez disse che avrebbe fatto arrivare un avversario imbattibile da far affrontare a Veneno, per distruggere la sua carriera. Da li vengono stabiliti due match con la leggenda WWE, Ric Flair. Nel primo incontro Jack Veneno fece addormentare Flair con "La Polemica" ma vinse il match per squalifica visto l'intervento di Relampago Hernandez vestito da Babbo Natale in uno stadio Olimpico SOLD OUT con più di 20'000 persone rimaste fuori. Nel secondo incontro invece in programma pochi giorni dopo, Roddy Piper all'angolo di Flair, non riuscì ad aiutare il Nature Boy a confermarsi campione NWA perché al momento dell'intervento di Piper successe qualcosa di imprevedibile. Le guardie all'interno dell'arena, visto Roddy in procinto d'interferire nel match, lo bloccarono e gli puntarono addirittura una pistola alla testa, incoraggiati dal calorosissimo pubblico dominicano. Ric Flair, sentendosi anche lui in pericolo, si lasciò battere una seconda volta dall'eroe dominicano, che vinse il titolo di campione Mondiale NWA che in quegli anni era il sogno di ogni wrestler al mondo ! Il passaggio di titolo non venne riconosciuto in quanto Veneno non accettò alcuni accordi con la NWA. In sostanza avrebbe dovuto fare un tour negli States durante il quale Flair avrebbe poi riconquistato la cintura. Come già detto in precedenza molti hanno preferito rimanere nell'isola e godere dello strepitoso successo e Jack Veneno non fu da meno. Credo che ognuno sia libero di prendere le proprie decisioni perciò penso che sebbene molti avrebbero preferito essere riconosciuti a livello mondiale Veneno abbia fatto forse la scelta più giusta per la Lucha Libre nel proprio paese. Infatti da li in poi la Lucha prese maggiormente piede e questo livello di business e popolarità durò per più di 15 anni.
PL: La prima volta che ci siamo incontrati di persona è stata durante la tappa milanese del tour NJPW. In quell'occasione per tamponare l'assenza per infortunio di Wataru Inoue, tu salvasti un match proponendo uno dei wrestler della tua federazione, Erik Isaksen, ad oggi commentatore per Eurosport Scandinavia di This Week in WWE e Vintage Collection. Raccontaci come è maturata questa scelta e come mai non ti sei proposto tu in prima persona come avrebbero fatto molti. Non a tutti capita di stare sul ring con Koji Kanemoto ed affrontare Jado & Gedo, leggende del Puroresu.
ED: Originariamente quel giorno la NJPW aveva ben due infortunati quindi oltre ad Inoue anche Black Tiger risultava lesionato. Alchè vista la necessità di due wrestler feci venire anche Erik Isaksen, all'epoca campione intercontinentale della IWS. Una volta sul posto quando appresi che Black Tiger si era ripreso e che dunque era necessario solo un wrestler, visto che io avevo già avuto la soddisfazione di lottare contro grandi stelle del Puroresu e visto il gran desiderio di Erik di poter lottare al fianco di alcuni dei suoi wrestler preferiti, in nome dell'amicizia e dell'ottimo rapporto che c'era all'epoca, decisi di lasciar spazio a lui facendogli coronare quello che lui stesso mi confessò essere stato "un sogno diventato realtà".
PL: In chiusura puoi svelarci qualche grande nome che possa invogliare la gente a seguire il vostro prossimo tour ?
ED: Ritornando alla IWS dopo la data passata del 25 Marzo a Torino la federazione partirà con una tourneè denominata "The American Wrestling Superstars on Tour" con tappa il 9 Giugno a Cavour (TO), il 21 Luglio a Ravenna ed il 24 Luglio a Roma. Per maggiori info vi invito a restare sintonizzati su Eurosport e a seguirci sull'IWS Official website www.wrestlingsuperstar.it o alla pagina Ufficiale Facebook www.facebook.com/IwsWrestlingSuperstars! A breve saranno svelati gli altri nomi dei wrestler partecipanti, al momento si riconfermano le presenze di Italian Dream, l'uomo detentore del Guinness World record per i bicipiti più grandi della Gran Bretagna, Tiny Iron, ed il Canadese STARBUCK Former IWS Heavyweight Champion, First Ever SMASH Champion, FCF Champion ed European Champion!
PL: Ciao e grazie dell'intervista.
ED: Grazie a te e a tutti i lettori! So long!
Chiudiamo così questo appuntamento con il wrestling italiano. El Dinamico è stato molto disponibile, ha risposto a tutto, glissando solo sulla domanda sulla morte di Bruiser Brodie, raccontandomi a voce la sua versione dei fatti, ma pregandomi di non divulgarla. Rispetto la sua idea, capendo che un'esperienza del genere può segnare la vita di un uomo.
La prossima volta che affronterò l'argomento faremo due chiacchiere con una delle promesse della federazione e prossimo ad un try-out con la WWE, The Italian Dream.
Stay tuned
Paolo Lanati (Twitter: @paololanati)
