
L'assurda impresa della Svezia di martedì sera è solo l'ultima di una lunghissima lista di rimonte storiche. Qui sotto, esclusivamente in ordine cronologico, trovate le più belle e incredibili rimonte nella storia del calcio. Una classifica che però comprende solamente le squadre nazionali.
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Germania Ovest-Ungheria 3-2 (Mondiali, 1954)
I magiari si presentano alla manifestazione iridata come grandi favoriti, e arrivano infatti in finale dopo aver eliminato Brasile e i campioni in carica dell'Uruguay. In quella mitica giornata, però, l'Ungheria commise il più classico degli errori: sottovalutare gli avversari nonostante il doppio vantaggio di Puskas e Czibor dopo appena 8 minuti. Dall'altra parte, infatti, c'era una Germania Ovest in piena forma fisica (usiamo questo eufemismo per descrivere una squadra che poche settimane dopo finì in ospedale per epatite alimentando il sospetto di doping) e capace di ribaltare come un calzino una delle squadre più forti e divertenti della storia grazie ai gol di Rahn (doppietta) e Morlock.
Francia-Jugoslavia 4-5 (Europei, 1960)
Provate a trovare una partita della fase finale degli europei con più gol: in pochi allora pensavano che al Parco dei Principi di Parigi, nella gara d'esordio dell'edizione inaugurale, si potesse assistere già a una delle partite più incredibili dei successivi 52 anni di storia del torneo. Galic apre i giochi per gli slavi, Vincent pareggia tra l'11' e il 12', poi più nulla sino al 43' quando segna ancora la Francia con Heutte: nella ripresa arriveranno altro sei gol, tutti nel giro di 24 minuti. I francesi vanno sul 3-1 con Wisnieski e, dopo una rete di Zanetic, sul 4-2 col solito Heutte. In quattro minuti, la Jugolavia di Ljubomir Lovric mette le mani sul match, grazie a Knez e Jerkovic.
Corea del Nord-Portogallo 3-5 (Mondiali, 1966)
A sorpresa, la squadra asiatica piazza tre gol in soli 24 minuti e assapora con gusto una vittoria che avrebbe dello storico. Peccato però che dall'altra parte giochi un certo Eusebio, autore di ben quattro reti (due su rigore).
Jugoslavia-Germania Ovest 2-4 dts (Europei, 1976)
E' possibile entrare a 11' dalla fine di una partita e segnare tre gol? La risposta è sì, anche se magari per farlo vi serviranno i tempi supplementari. E' quello che è accaduto il 17 giugno del 1976 quando Helmut Schon, ct della Germania Ovest campione del mondo nel 1974, opera uno di quei cambi che fanno mutare la storia di un torneo, oltre che di una partita. Al 79' della semifinale contro la Jugoslavia, sotto per 2-1, decide di togliere dal campo Herbert Wimmer, inserendo il debuttante Dieter Müller: il 22enne entra e dopo tre minuti firma la rete del pareggio, che manda la partita ai supplementari. Tra il minuto 115 e il 119 arrivano il gol numero due e tre di Müller, che mandano i tedeschi in finale. Poco importa che poi perderanno ai rigori con la Cecoslovacchia.
Belgio-Danimarca 2-3 (Europei, 1984)
Ci si gioca il passaggio del turno in semifinale. Il match sembra saldamente nelle mani della squadre belga, capace di andare 2-0 nei primi 39 minuti. Poi la rabbiosa reazione danese che accorcia le distanze prima dell'intervallo, e nella ripresa completa rimonta portandosi a casa il pass per la semifinale - poi persa ai rigori - contro la Spagna.
Jugoslavia-Spagna 3-4 (Europei, 2000)
Ancora Jugoslavia protagonista. Ancora negativamente. La Spagna di José Antonio Camacho agguanta un'incredibile qualificazione alla fase a eliminazione diretta. Alla Spagna serviva un successo per passare il turno, ma di fronte c'è l'agguerrita compagine di Vujadin Boškov che passa con Savo Milosevic. Alfonso Perez pareggia prima dell'intervallo; Govedarica, ex Lecce, fa 2-1 ma un minuto dopo arriva il pari di Munitis. Finita? Macché. La Jugoslavia rimane in dieci (rosso a Jokanovic) ma Komljenović rischia di mettere fine ai sogni iberici con il gol del 3-2. Il miracolo avviene nei minuti di recupero: Gaizka Mendieta firma il pareggio su rigore, prima dell'apoteosi per il secondo gol personale di Alfonso Pérez. 4-3. Faranno festa entrambi: gli jugoslavi passeranno comunque il turno.
Olanda-Repubblica Ceca 2-3 (Europei, 2004)
Il 19 giugno 2004 al Municipal di Aveiro, in Portogallo, l'Olanda di Dick Advocaat si addormenta e lascia il campo alla Repubblica Ceca di Karel Brückner. I cechi, da Euro '96 una delle formazioni più temibili nella rassegna continentale, riescono a rimettere le mani sul match e a qualificarsi per prima ai quarti di finale: Bouma di testa e Van Nistelrooy (in posizione di offside, ndr) mettono la formazione oranje avanti di due appena al 19'. Koller segna il 2-1 e, dopo che Davids sfiora solamente il 3-1, è Baros a pareggiare i conti al 70'. Heitinga pensa bene di farsi cacciare al 75' (doppio giallo), ma bisogna aspettare il minuto 88' per vedere il gol decisivo: lo segna Smicer, da due passi servito da Poborski.
Portogallo-Camerun 5-5 (Mondiali U17, 2003)
Pazzesco. I giovani lusitani vanno all'intervallo avanti addirittura di quattro gol, e trovano addirittura la forza di piazzare il pokerissimo dopo sette minuti dal break. Successo in ghiaccio, o in cassaforte se preferite, ma i baby africani non demordono e compiono un'impresa storica. La rimonta si apre con un autogol di Thiago Costa al 70', mentre tra il 74' e il 76' arrivano altri due sigilli camerunesi. Il Portogallo prende paura, mentre i giovani Leoni Indomabili si riversano in attacco trovando tra l'88' e il 90' uno storico 5-5.
Angola-Mali 4-4 (Coppa d'Africa, 2010)
Durante il match inaugurale, i padroni di casa conducono agevolmente il match 4-0 quando mancano appena 11 minuti. Tutto finito per l'Angola, che però non calcola la rabbiosa reazione del Mali che pareggia i conti con due reti addirittura nel recupero.
Germania-Svezia 4-4 (Qual. Mondiali, 2012)
Mai nella storia. I teutonici mai avevano subito una rimonta simile. Nonostante i due gol di Klose, quasi nella leggenda e a meno uno dal record di Gerd Muller, e un vantaggio di 4 gol, i ragazzi terribili di Joachim Loew vengono clamorosamente recuperati da una Svezia non certo irresistibile nonostante la presenza di Zlatan Ibrahimovic. Shock.
