
Mancano ancora quattro anni ai prossimi Giochi Olimpici, ma facendo il punto della situazione su quelli appena conclusi viene spontaneo chiedersi quali sono gli atleti che sarebbe bello rivedere a Rio De Janeiro nel 2016. Ecco una selezione..
USAIN BOLT - E' stato il dominatore dell'atletica nelle ultime due Olimpiadi, ma per essere il più grande della storia gli manca ancora qualcosa, i cinque ori in una stessa edizione. A Rio, tra quattro anni, lo vorremmo rivedere con una specialità in più. La scelta più probabile sarebbero i 400 piani, che gli permetterebbero, di conseguenza, di prendere parte alla staffetta 4x400.
JESSICA ROSSI - Con i suoi diciotto anni e il suo clamoroso oro con record del mondo nel tiro a volo Jessica è stata la rivelazione azzurra di queste Olimpiadi. Ci piacerebbe rivederla a Rio, ma anche nel 2020 e in generale almeno nelle prossime tre o quattro edizioni dei Giochi Olimpici. L'anagrafica sta dalla sua parte, la disciplina è di quelle che permettono una lunga carriera.
ROGER FEDERER - L'uomo che nel tennis ha vinto tutto non è mai riuscito a mettersi al collo l'oro olimpico nel torneo individuale. Ha vinto a Pechino in coppia con Wawrinka, a cui a Londra ha ceduto l'onore di portare la bandiera svizzera nella cerimonia di apertura dopo averla tenuta lui nelle ultime due edizioni, ma mai da solo. In questa edizione è capitolato davanti al padrone di casa Murray. Non gli resta che riprovare tra quattro anni, magari ancora da portabandiera.
ANDREW HOWE - E' vero, a Londra non c'era, e non c'era nemmeno a Pechino. Ma forse è proprio per questo che ci piacerebbe vederlo a Rio, perché vorrebbe dire che uno dei più talenuosi e allo stesso tempo sfortunati rappresentanti dell'atletica italiana avrebbe finalmente avuto la sua grande chance, quella che rincorre da tutta una vita.
MARCO AURELIO FONTANA - La sua stoica conquista della medaglia di bronzo nonostante avesse perso il sellino a mezzo giro dalla fine rimarrà una delle fotografie dell' Olimpiade. L'azzurro era parso davvero in ottima forma e con tutte le carte in regola per giocarsi la vittoria. Lo rimandiamo fra quattro anni per vedere se riuscirà a vincere l'oro, questa volta con la sella.
KOHEI UCHIMURA - Un ginnasta perfetto come non ce ne erano mai stati prima, con la capacità più unica che rara di saper unire la difficoltà dell'estremo tecnico con la classe e la pulizia tipiche del grande ginnasta. E' stato il primo atleta nella storia della ginnastica a vincere tre mondiali di fila nell' all round. Per il fenomeno giapponese Londra è stata la seconda Olimpiade, ma quella nel concorso individuale è stata la prima vittoria a cinque cerchi nella sua carriera. A Rio non avrebbe più grandi obiettivi da perseguire se non quello della vittoria nel concorso a squadre, ma ci piacerebbe comunque rivederlo perché a lui, come a tutti i grandissimi campioni, si augura sempre una lunga e radiosa carriera.
FEDERICA PELLEGRINI - Dopo l'argento di Atene che l'aveva resa la più giovane medagliata azzurra in un'Olimpiade e dopo l'oro di Pechino che l'aveva consacrata donna immagine dello sport italiano, Federica Pellegrini esce da Londra come una delle grandi delusioni dei Giochi. Non ha ancora deciso cosa farà nel suo futuro, ma sarebbe bello poterla rivedere a Rio nella sua quarta Olimpiade. Vorrebbe dire che l'Italia del nuoto può contare ancora sulla sua punta di diamante e, soprattutto, vorrebbe dire che dopo la delusione londinese Federica è stata capace di rialzarsi e tornare a vincere.
DANIELE GRECO - Il suo nome è meno noto degli altri perché a questi Giochi non è andato a medaglia. Quarto posto nel salto triplo alle spalle di Fabrizio Donato, di cui prenderà il posto nel panorama sportivo nazionale e, speriamo, internazionale. L'atletica italiana negli ultimi anni sta conoscendo un periodo di buoi sempre più profondo ed è proprio per questo che giovani come Greco devono essere aiutati e valorizzati.
LIU XIANG - Un grande ostacolista come lui meriterebbe un finale di carriera migliore rispetto ai due flop olimpici di Pechino e Londra. Era stato medaglia d'oro ad Atene, a soli diciannove anni, diventando uno dei miti dello sport cinese, poi la sfortuna ha iniziato a perseguitarlo. Nel 2008 un infortunio ne aveva compromesso la stagione e di conseguenza le Olimpiadi, dove non era nemmeno riuscito a gareggiare. Questa volta era pronto, Londra avrebbe dovuto essere il momento del riscatto, ma al primo ostacolo delle batterie è inciampato infortunandosi di nuovo. A Rio avrà 33 anni, che non sono pochi, ma continuare a provare non costa nulla.
JOSEFA IDEM - Ha già detto che a Rio non ci sarà, quantomeno come atleta, ma a chi non piacerebbe vederla ancora in gara fra quattro anni? D'altra parte se a quarantasette anni è riuscita a disputare una finale ad altissimo livello non è detto che a cinquantuno sarebbe completamente fuori dai giochi. Certo, dopo una vita passata a pagaiare avrà voglia di prendersi un po' di meritato riposo, ma possiamo sempre sperare che ci ripensi...
