ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Top & Flop

    Londra 2012, le peggiori beffe olimpiche

    FINALE SUPERMASSIMI, ROBERTO CAMMARELLE - Non è la prima volta che nel pugilato arrivano verdetti strani ma, dopo un match dominato nel primo e nel secondo round, la sconfitta ai punti proprio non torna. Certo, combattere all'ultimo giorno di gare contro l'atleta di casa non aiuta, ma la finale dei supermassimi di Roberto Cammarelle entra di diritto nella top 10 delle beffe olimpiche.

    ATLETICA, STAFFETTA 4X100 MASCHILE - Non c'è nulla di più brutto di un'esultanza strozzata in gola. Immaginate di essere i primi tra gli umani (Jamaica e Stati Uniti vengono da un altro pianeta), immaginate quale orgoglio può essere per il Canada una medaglia del genere nell'atletica, state giustamente festeggiando... poi all'improvviso il verdetto: squalificati per cambio irregolare. E i vostri avversari, quarti e già sotto la doccia, escono bagnati e ancora in ciabatte per fare quello che voi stavate facendo fino a un minuto fa: esultare.

    110 OSTACOLI, LIU XIANG - Non esattamente un gran feeling quello tra l'atleta cinese e la rassegna a cinque cerchi. Alle olimpiadi di casa, da grande favorito, un infortunio nelle batterie al tendine d'achille. Cina in lacrime. Quattro anni dopo, prima gara, prima batteria, primo ostacolo: crack. Il tendine d'achille. Di nuovo. Maledizione.

    FINALE CORPO LIBERO, VANESSA FERRARI - Un grande esercizio, un grande ritorno, una medaglia che è lì e dopo l'oro dei mondiali del 2006 può riportarti nel gotha della ginnastica internazionale. Il punteggio è 14,900. Sarebbe bronzo. Sarebbe, condizionale. Sì perché la tua avversaria, la russa Aliya Mustafina, ha il tuo stesso punteggio complessivo ma un valore superiore nell'esecuzione del singolo esercizio. Voi come la prendereste?

    SCHERMA, COREA DEL SUD - Alle sudcoreane è praticamente successo di tutto. Prima la fiorettista Nam. Nella semifinale contro la Di Francisca, la schermitrice asiatica avanti 9-5 finisce col farsi rimontare: 10-10. Si va all'extra assalto. Sconfitta. Finale sfumata, ci si gioca il bronzo: avanti 4 stoccate, 13 secondi alla fine, bronzo già al collo... poi una, due, tre, quattro, cinque (al minuto extra) stoccate per la Vezzali. Beffe finite? Macché! Nella spada la storia di Shin A Lam ha fatto il giro del mondo: una semifinale, un secondo durato troppo a lungo, un pianto lungo un'ora e la condanna alla finale per il bronzo. Secondo voi com'è finita? Medaglia di legno, ovviamente.

    CICLISMO, MARK CAVENDISH - Arrivare al massimo della forma, con il favore del pronostico, su un percorso disegnato ad hoc ed essere il velocista più forte del mondo a volte può non bastare. L'oro di Mark Cavendish sembrava già scritto, gli stessi atleti inglesi c'erano andati giù "leggeri" anche con le dichiarazioni (Wiggins: "fatevene una ragione, questa medaglia è cosa nostra"). E poi un vecchietto kazaco, squalificato "una quarantina" di volte per doping, scatta e vi beffa. Il tutto sotto Buckingham Palace, of course.

    CALCIO, GRAN BRETAGNA - Non sono esattamente la stessa cosa, ma poco ci manca. L'Inghilterra non ha un grande rapporto con le partite da decidere ai calci di rigore: fuori a Italia 90, fuori all'europeo di casa del 96, fuori a Francia 98, fuori all'europeo del 2004, fuori a Germania 2006, fuori a Euro 2012 con l'Italia. Secondo a voi, i tiri dal dischetto della nazionale Olimpica contro la Corea del Sud, come sono andati a finire?

    CALCIO, BRASILE - Più che una medaglia sta diventando una maledizione. Ogni 4 anni il Brasile punta tutto su quel futbol che li ha resi grandi nel mondo dello sport e, puntualmente, ogni 4 anni, rimane deluso. Argento a Los Angeles 84, argento a Seul 88, bronzo ad Atlanta 96, bronzo a Pechino 08 e argento a Londra 2012. Che si tengano l'oro per Rio?

    FINALE TRAMPOLINO 3 MT, TANIA CAGNOTTO - La storia tra il quarto posto e Tania Cagnotto è lunga e risaputa ma, questa volta, supera di gran lunga tutte le precedenti beffe. Un tuffo alla sua portata, l'ultima (presumibile) Olimpiade, un piccolo errore e sbam... la frittata è fatta. Venti centesimi di punto. Giù dal podio. Di nuovo.

    FINALE VOLLEY MASCHILE, BRASILE - Il vecchio Boskov era solito dire "rigore è quando arbitro fischia". Una massima di vita trasportabile alla pallavolo e, più in generale, a qualsiasi disciplina sportiva che porti con se un cronometro o un punto. Il volley dei brasiliani aveva seppellito l'Italia e incantato il mondo anche in finale con la Russia. Due set a zero, una gara dominata e due match point che sembrano una formalità... poi due muri russi e la rimonta. Sembrava impossibile potessero perdere... e invece!

    FINALE BEACH VOLLEY MASCHILE, BRASILE - Stessa nazione, quasi stessa disciplina, identico finale. Siamo al tie-break: la coppia brasiliana Cerutti-Rego annulla 3 match point ai tedeschi Brink-Reckerman e si rifà sotto, l'inerzia sembra cambiata, i tedeschi reagiscono e tornano sul 15-14, Cerutti schiaccia una diagonale a terra. E' dentro, di pochissimo, ma è dentro. L'arbitro non vede, i tedeschi festeggiano e i brasiliani sono secondi. Per il volley sarà meglio aspettare Rio. Magari lo spirito del Cristo Redentor sarà d'aiuto.

    di Simone ETERNO (Twitter @Simon_Forever)