ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Top & Flop

    Il Pagellone della Bundesliga 2011/2012

    È finita un'altra stagione di Bundesliga, la numero 48 nella storia del campionato tedesco. È stata una stagione di sicuro emozionante per tutti, finita felicemente per alcuni, tristemente per altri. Una stagione che in realtà non è ancora terminata completamente, visto che l'Hertha Berlino deve ancora giocare il ritorno dello spareggio salvezza contro il Fortuna Düsseldorf. Il nostro giudizio sarà indipendente dal risultato alla Esprit Arena. Ecco quindi il pagellone della stagione 2011/12!

    Voto 10 a… Il profeta di Dortmund Jürgen Klopp e i suoi giovani proseliti

    In Germania si dice che chi vince la Bundesliga sia un ottimo allenatore, chi si ripete invece un fenomeno. Se quello dell'anno scorso è stato un titolo, pur se meritato, un po' a sorpresa, questo per Klopp è quello, strameritatissimo, della conferma. 81 punti (di cui 47 nel girone di ritorno), mai nessun campione di Germania ne aveva ottenuti così tanti, 28 gare di fila senza sconfitte, record storico in una stagione, con 80 gol segnati il miglior attacco del campionato. Ma questa è solo la punta dell'iceberg: il Borussia Dortmund è una squadra giovanissima e ancora affamata, che il prossimo anno cercherà di far fruttare anche l'asperienza dell'ultima disastrosa campagna europea. Pare rimangano (quasi) tutti: ne vedremo delle belle. Il solo Shinji Kagawa, in procinto di passare al Manchester United, potrebbe partire. Ma tranquilli, perché a Dortmund, oltre al confermato Mario Götze, arriverà anche il figliol prodigo Marco Reus, un razzo decollato dalla base di Mönchengladbach. In coppia con Lewandowski (22 gol senza rigori) potrebbe fare dei disastri.

    Voto 9 a… Il delizioso Borussia Mönchengladbach dello chef Lucien Favre

    Che stagione quella dei Fohlen, i puledri, come vengono chiamati in Germania i biancoverdi. Molto del merito va al tecnico svizzero che ha preso la squadra a dicembre 2010, ultimissima con 10 punti dopo il girone d'andata, l'ha portata alla salvezza nello spareggio col Duisburg prima e quest'anno al turno preliminare di Champions League. Una difesa ferrea e organizzatissima, ricerca costante della verticalizzazione e tanta qualità: questa la ricetta di Favre. È proprio vero che con gli ingredienti buoni si fatica a cucinare male: Marc-André Ter-Stegen, a 19 anni, è un fenomeno di portiere, Arango ha il piede sinistro più morbido di tutto il campionato e Marco Reus coi suoi 18 gol è più che il nuovo che avanza. Date ciò in mano a uno chef meticoloso come Favre e vi farà la pietanza perfetta.

    Voto 8,5 a… Il miracolo Augsburg

    Dopo alcuni anni nei quali era solo stata sfiorata, l'estate scorsa è finalmente giunta la tanto agognata promozione. Ma la Bundesliga sembrava un'impresa impossibile, con una squadra di giocatori sconosciuti e un tecnico forse non all'altezza. 12 mesi dopo, l'espressione "tutte balle" assume un nuovo significato. 38 punti, + 7 sull'Hertha, davanti a squadre storiche come i capitolini, l'Amburgo, il Colonia e il Kaiserslautern, e questo nonostante il terzo peggior attacco del campionato: un miracolo di efficienza di Jos Luhukay e dei suoi fantastici ragazzi. Peccato solo che l'olandese abbia deciso di lasciare a fine stagione.

    Voto 8 a… Klaas-Jan Huntelaar e il suo Schalke

    Primo olandese a ricevere il cannone di capocannoniere con 29 gol in campionato, complessivamente 48 gol in 48 gare con la maglia dello Schalke: in Europa hanno segnato di più solo Messi e Ronaldo. Dici poco per uno che a Madrid e Milano non aveva pienamente convinto: alla seconda stagione con lo Schalke l'olandese fa il botto e segna come ai tempi dell'Ajax. I più maligni staranno già sorridendo, ma il suo anno è stato strepitoso. Ottimo anche il campionato dello Schalke, che pur tentennando nel finale si qualifica direttamente alla Champions League: tanti soldi e il tempo di programmare. Ci mancherà però Raul, professionista esemplare e uomo vero, che cambia vita e vuol passare più tempo con la famiglia. Ci uniamo al saluto del pubblico di Gelsenkirchen: Gracias Senor Raul.

    Voto 7,5 a... Il redivivo Friburgo di Christian Streich

    Allenatore burbero e poco mediatico ma dal grande impatto. A Natale ha preso il Friburgo ultimissimo, gli hanno tolto anche il bomber Cissé e lui ha sorpreso tutti dando fiducia a giovani sconosciuti e ottenendo 27 punti nel girone di ritorno. Un vero personaggio.

    Voto 7 a... Il solido Hannover di Mirko Slomka

    Un tecnico dalle idee chiarissime, che fa delle ripartenze velocissime la sua arma migliore, sulla fasce come centralmente: poche soluzioni ma quelle davvero perfette. La squadra, imbattuta per tutta la stagione in casa, giocherà in Europa anche il prossimo anno, dopo i quarti di finale di UEFA Europa League di quest'anno, dove è stata eliminata proprio dall'Atletico Madrid. Segnatevi i nomi di Mame Diouf, attaccante senegalese, e di Manuel Schmiedebach e Lars Stindl, centrocampisti tedeschi, ne sentiremo ancora parlare.

    Voto 6,5 a... Il prolifico Stoccarda di Bruno Labbadia

    Chiude sesto, ma autore di un girone di ritorno da paura condito da caterve di gol. Segnatevi il nome di William Kvist, centrocampista danese: un fenomeno che farebbe un figurone in qualsiasi squadra italiana, chiedere a Molinaro per conferme.

    Voto 6 a… Il Bayern Monaco che crede di dover sempre vincere

    Al più tardi da adesso, il Bayern dovrà iniziare a prendere sul serio il Borussia Dortmund. Sì perché erano diversi anni che il Bayern non vinceva il campionato per due anni di fila, e contro i giovani terribili di Klopp ha perso le ultime 4 partite di Bundesliga. Götze non si è mosso da Dortmund, Reus addirittura l'ha preferita a Monaco: un vero smacco per la triade Hoeness-Rummenigge-Nerlinger. Il Borussia ha vinto sul campo e meritatamente: onore ai gialloneri. Nella prima metà della stagione però il Bayern ha giocato il calcio forse più bello di tutta Europa e ora ha ancora due finali da disputare: è un 6 che potrebbe lievitare di molto se il finale di stagione sarà all'altezza.

    Voto 5 a… Michael Ballack

    Sarebbe forse un 4 il voto più giusto per lui, ma il 5 è di "incoraggiamento" e premia la carriera dell'ex Capitano, che dopo il ritorno in patria dal Chelsea nel 2010 non ha più convinto. Quest'anno ha litigato con tutti: con i vertici della società, stanchi delle sue pretese da (ex) star, con l'ex tecnico Robin Dutt (su di lui un capitolo a parte), che lo schierava poco e malvolentieri, e pure con i suoi compagni di squadra, frustrati da una stagione mediocre e dalle costanti chiacchiere sul numero 13. Ma la carriera di Ballack non si discute, nonostante la fama di eterno secondo. Pare vada a finirla negli Stati Uniti, a lui i nostri migliori auguri.

    Voto 4 a… L'Amburgo (ex) grande di Germania

    Risparmiamo un voto peggiore solo perché alla fine almeno la salvezza, tanto striminzita quanto liberatoria, è arrivata. Oenning per le prime 14 giornate, l'allenatore della seconda squadra Cardoso per 2, addirittura il direttore sportivo Arnesen per una, poi Thorsten Fink, giunto dopo il rifiuto di alcuni tecnici più esperti, fino al termine della stagione. Nessuno è riuscito a dare un gioco alla squadra: a lungo ultimo in classifica, il Dinosauro della Bundesliga si salva da quart'ultimo più per i demeriti di Hertha, Colonia e Kaiserslautern che per capacità proprie.

    Voto 3 a… Robin Dutt

    Brutto voto nonostante si tratti di un ottimo allenatore: 4 stagioni di successo a Friburgo non si possono dimenticare. Però alla prima prova sulla panchina di una grande Dutt ha fallito in pieno, andando d'accordo con presidente e direttore sportivo (che l'hanno esonerato a malincuore, ma non potevano fare altrimenti), ma non capendosi coi suoi giocatori. È un giovane tecnico piuttosto arrogante e sicuro del fatto suo, dovrà forse fare un bagno di umiltà e limare alcuni aspetti un po' troppo spigolosi del suo carattere. Ma è intelligente e lo farà, ne siamo certi.

    Voto 2 a… Il direttore sportivo dell'Hertha Berlino Michael Preetz

    Dopo il girone d'andata aveva 20 punti, era a metà classifica e aveva un ottimo allenatore come Markus Babbel. Ufficialmente per la sua resistenza a prolungare il contratto col club capitolino, più probabilmente per motivi personali, Preetz ha litigato con Babbel allontanandolo a metà stagione e lasciando la squadra in balia degli eventi. Il direttore sportivo ha prima scelto il povero Michael Skibbe (5 gare e 5 sconfitte nella sua tanto breve quanto sfortunata parentesi) e poi Otto Rehagel, tecnico tanto esperto quanto antico. Il risultato: sei punti nel girone di ritorno e un piede e mezzo in Zweite Bundesliga, dopo lo scivolone interno nell'andata dello spareggio contro il Fortuna Düsseldorf. La squadra da Natale è spaventata e senza idee: un giocattolo non propriamente bello ma comunque efficiente si è rotto, e questa è colpa di Preetz. Dov'è finito Dieter Hoeness?

    Voto 1 a… L'annus horribilis del Kaiserslautern

    Ultimo posto in classifica con 23 punti (7 nel girone di ritorno), 4 vittorie e la miseria di 24 reti segnate in 34 partite. Peccato perché dopo il settimo posto dell'anno scorso i tifosi dei Diavoli Rossi si aspettavano una stagione migliore. Certo il mercato estivo non aveva lasciato presagire nulla di buono: le partenze di Lakic, Ilicevic, Moravek e Hoffer, di certo non sostituiti al meglio o per nulla, avevano lasciato buchi pesanti. Alla fine è rimasta una squadra senza gioco e soprattutto incapace di far gol, la terza retrocessione nella storia del club è sacrosanta.

    Voto 0 a… Il carnevalesco Colonia

    Difficile anche dare un giudizio sul dilettantismo con il quale è stata gestita la stagione dei Caproni. Iniziata male, continuata così così, finita al diciassettesimo posto. Nessuna chiarezza tra dirigenza e allenatore, con Solbakken sulla graticola per numerose settimane, difeso a parole ma smentito nei fatti, pacchetto arretrato da brividi (Geromel ha anche il passaporto italiano ma siamo certi che Prandelli non lo verrà mai a vedere…), un parco giocatori molto misero se si esclude un ottimo Podolski, autore di 18 reti ma stancatosi di aspettare le promesse di una società che dopo due vittorie sogna la Champions League e dopo due sconfitte è depressa cronica. Il bomber ha firmato per l'Arsenal, le qualità ci sono eccome: peccato perché è il terzo grosso nome che lascia la Bundesliga.

    di Daniele VERRI

    "Top & Flop" è è il blog di Yahoo! Eurosport dedicato a tutte le classifiche: non pertdere i prossimi approfondimenti su Serie A, Liga e Premier League

    FOTO: Liga spagnola, le immagini più belle

    FOTO: Premier League, le immagini più belle

    FOTO: Bundesliga, le immagini più belle