ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Top & Flop

    Cala il sipario su Euro 2012, è tempo di bilanci: tra promossi e bocciati, ecco il nostro pagellone del torneo continentale che ha visto il nuovo trionfo spagnolo, la rinascita azzurra ma anche le delusioni inglesi, francesi e olandesi.

    10 all'imbattibile corazzata di Del Bosque - una tripletta storica arrivata forse non attraverso il miglior gioco della storia. Ma alla fine è il risultato che conta. E comunque i numeri parlano chiaro: 4 vittorie e due pareggi in sei partite, dodici gol fatti contro l'unica pugnalata incassata da Di Natale nel match d'esordio. Strapotere fisico e tecnico, alla faccia dei critici che non hanno mai perdonato il "finto nueve" di Del Bosque. Questo successo, in fondo, è tutto del 61enne ct di Salamanca

    9 alla rinascita italiana - Sudafrica vendicato. L'Italia lascia Polonia e Ucraina con la rabbia di aver fallito proprio all'ultimo metro, ma con la consapevolezza di aver cancellato la spedizione mondiale di due anni fa. L'Italia, a tratti, ha espresso anche un gioco convincente e divertente. Prandelli ha ricostruito un gruppo solido che in Brasile potrà togliersi grosse soddisfazioni.

    8 al Portogallo di CR7 - resta l'amarezza di quel calcio di rigore di Ronaldo tenuto inspiegabilmente in naftalina contro i cugini spagnoli. Ma l'Europeo dei lusitani è sicuramente positivo: eliminati senza troppi problemi la grande favorita Olanda nella fase a gruppi, i portoghesi hanno sfiorato il colpaccio in semifinale fermati solo da un attacco ancora eccessivamente sterile, ma soprattutto legato esclusivamente alle giocate del suo capitano.

    7 alla Germania bella ma incompiuta - la più bella, divertente, convincente e completa del torneo. Almeno fino alla semifinale. Poi il blackout contro l'Italia. La Germania si scioglie come neve al sole contro la sua bestia nera. Gli Azzurri hanno infatti messo in luce tutti i limiti caratteriali di una squadra forte tecnicamente e fisicamente, ma che probabilmente non ha la giusta tenuta mentale per affrontare certi palcoscenici. Germania vittima del classico 'braccino', tennisticamente parlando.

    6 al cuore della Grecia - alzi la mano chi, prima degli Europei ma anche prima dell'ultima giornata del gruppo A, avrebbe scommesso un quarto di finale con la Germania.  La Grecia ci mette grinta, dedizione, corsa e tanto cuore: Davide contro Golia, la formazione di Fernando Santos riesce a regalare un dolce sogno a tutti i tifosi ellenici in un periodo nerissimo per tutto il popolo greco.

    5 all'arroganza russa - gioca, a tratti, il miglior calcio della fase a gironi. La squadra di Advocaat piace, incanta e vince ma commette il più classico degli errori: perde troppo tempo a specchiarsi e a compiacersi. Un peccato imperdonabile che costa il pass per i quarti di finale a una formazione che, almeno sulla carta, avrebbe potuto puntare tranquillamente alle semifinali.

    4 al catenaccio all'inglese - non è sempre domenica. Il calcio europeo aveva già dovuto digerire il trionfo del "non calcio" del Chelsea in Champions League e difficilmente avrebbe sopportato anche un successo della Nazionale inglese di Hodgson. Chiamato a sostituire l'italiano Capello, Roy ha costruito in fretta e furia una squadra capace di esprimersi solo con un sistema di gioco: l'estremo catenaccio all'italiana. Dai maestri del calcio ci si aspettava molto di più.

    3 alla polveriera francese - come l'Italia, i transalpini arrivavano in Polonia e Ucraina per cancellare i veleni e i disastri sudafricani. Come gli Azzurri, la Francia si era affidata a un tecnico giovane per riportare entusiasmo all'interno di uno spogliatoio spaccato da troppe fazioni. Tutto bene fino all'ultima partita del girone con la Svezia (già eliminata): al primo ko, la squadra transalpina perde completamente la testa e, di conseguenza, la rotta finendo contro gli scogli spagnoli. Soliti litigi, solite gelosie, solite frizioni tra giocatori, tecnici, giornalisti e tifosi. Solito disastro.

    2 ai campi di patate - noi italiani, viste le polemiche che ogni anno colorano i weekend invernali del nostro campionato, dovremmo essere gli ultimi a parlare. Ma, sinceramente, da un campionato europeo di calcio ci saremmo aspettati dei campi di gioco 'leggermente' migliori. O comunque accettabili. Spesso, invece, ci siamo dovuti accontentare di ammirare delle giocate e dei dribbling su dei veri e propri campi di patate.

    1 al disastro olandese - chi scrive, lo ammetto senza vergogna, aveva pronosticato gli Oranje campioni con van Persie capocannoniere. Per fortuna, qui in Redazione, non ero stato il solo. Un buco nell'acqua enorme. L'Olanda esce a testa bassa, anzi bassissima: dalla finale mondiale a una tripletta di sconfitte imbarazzanti per una formazione zeppa di qualità e campioni. E' la vera delusione di Euro 2012: senza idee, senza gioco, senza anima.

    0 agli hooligans russi - immagini che non vorremmo mai commentare, ma soprattutto vedere. Una tristezza immensa, una vergogna per tutto il calcio europeo proprio durante il palcoscenico più importante. Peccato.

    di Alessandro BRUNETTI (Twitter @AleBrunetti6)

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