Si è appena concluso il Torneo di Viareggio che ha visto prevalere la Juventus per la sesta volta negli ultimi dieci anni. Molti i talenti che si sono messi in mostra. Noi proviamo a raccontarvi i dieci giocatori che si sono distinti maggiormente nell'arco del torneo.
Tomas Svedkauskas (Fiorentina, 22/6/1994) - PORTIERE - E' stato eletto il miglior portiere del torneo, nonostante le ottime prestazioni del romanista Pigliacelli e del parmigiano Gallinetta. Merito soprattutto di una semifinale da urlo nella quale ha parato un rigore a Viviani e ha salvato la porta della Viola a più ripresa. Molto agile, ma anche sicuro nella presa. Il lituano, arrivato in prestito dal Svyturys Marijampole, si è già guadagnato il riscatto.
Elio De Silvestro (Juventus, 10/3/1993) - ALA - Una freccia che non si ferma mai. Sia che giochi a destra, sia che, come nella finale contro la Roma, parta a sinistra. Velocissimo, ma anche preciso con il mancino. Un giocatore che potrebbe rientrare benissimo negli schemi offensivi di Antonio Conte. A risentirci presto.
Federico Viviani (Roma, 24/3/1992) - CENTROCAMPISTA - Il piede e la visione di gioco sono già da Serie A. Non a caso Luis Enrique lo ha già gettato nella mischia. A Viareggio ha confermato le capacità di regista affiancato da un altro mediano dai piedi buoni come Matteo Ricci (gemello dell'altro Ricci, l'ala Federico). Il capitano della Roma ci ha messo anche il carattere, ripresentandosi dal dischetto nella semifinale vinta dagli undici metri contro la Fiorentina. Peccato soltanto per l'appuntamento decisivo, che lo ha visto chiudere in lacrime. Un gioiellino.
Giammario Piscitella (Roma, 24/3/1993) - ALA - Altra stella della formazione allenata da Alberto De Rossi. Un ala sinistra che per movenze ricorda il primo Cristiano Ronaldo. Tutto uno contro uno, dribbling e cross verso il centro. In finale è riuscito a riportare in partita la Roma, ma è stata soltanto un'illusione. Il suo talento, invece, si può già toccare con mano.
Boadou Maxwell Acosty (Fiorentina, 19/9/1991) - ALA - Di esterni che hanno impressionato se ne sono visti parecchi. Ma in pochi hanno avuto la costanza fisica del giocatore Viola. Esemplare la semifinale con la Roma, quando non ha mollato nemmeno per un attimo. Scattando sino al 120'. Veloce e fisico, ma anche discreto tecnicamente. Sicuri che, con la Fiorentina di questi tempi, non valga un posto in prima squadra?
Leonardo Spinazzola (Juventus, 25/3/1993) - ALA - Il migliore del torneo è lui, eletto Golden Boy del Viareggio. Fantastiche le due partite decisive: nella semifinale contro il Parma ha segnato il gol decisivo a cinque minuti dal termine, mentre nella finalissima ha servito due assist al bacio per Beltrame e Padovan. Progressione, fisicità e tecnica. Un altro che a Conte farà comodo eccome.
Stefano Beltrame (Juventus, 8/2/1993) - TREQUARTISTA - Il miglior giocatore della finale, senza dubbio il talento più fulgido dell'undici di Marco Baroni. Piede da trequartista classico, ma movimenti alla Kakà che gli permettono di fare male sotto porta e in contropiede. Prodotto del settore giovanile del Novara, ne sentiremo parlare ancora.
Riccardo Improta (Genoa, 19/12/1993) - ATTACCANTE - Non poteva essere menzionato il capocannoniere del torneo, anche se delle 6 reti ben 5 sono giunte dal confronto con i modesti Liac New York. Prodotto del settore giovanile del Lanciano, ha doti tecniche davvero individiabili.
Gaetano Monachello (Parma, 3/3/1994) - ATTACCANTE - Il centravanti migliore del torneo è questo attaccante che ha aiutato non poco il Parma di Fausto Pizzi, squadra sorpresa della manifestazione. Arrivato in prestito dall'Inter nello scorso mese di gennaio, è stato tra i protagonisti nel successi ai rigori dei crociati proprio contro i nerazzurri campioni in carica (quarti di finale). Si ispira a Diego Milito. E, in effetti, alcune movenze nell'attaccare la profondità sono molto simili.
Kenneth Zohore (Fiorentina, 31/1/1994) - CENTRAVANTI - In Danimarca il Copenhagen credeva talmente in lui da farlo debuttare in Champions League a nemmeno 17 anni. Dalle nostre parti, invece, è già chiuso e "costretto" a giocare il Viareggio per mettersi in mostra. Ha colto l'occasione, dimostrandosi il centravanti più dirompente in compagnia del romanista Tallo. Fisico pauroso (190 cm per 89 kg) e forza devastante in ripartenza. Non a caso è il cugino di Drogba.
di Mattia FONTANA (Twitter: @mattiafontana83)

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