Alla vigilia della partenza delle Olimpiadi di Londra abbiamo intervistato Pieter van den Hoogenband, tre volte oro olimpico nei 100 e 200 metri stile libero ai giochi olimpici di Sydney 2000 ed Atene 2004. L'ex fuoriclasse del nuoto mondiale sarà uno degli esperti che ci accompagneranno lungo questa avventura a cinque cerchi. Il 34enne olandese ha rivissuto le sue esperienze olimpiche, fatto le carte alle gare di nuoto e dato un parere sulla attesissima super sfida che vedrà protagonisti gli americani Micheal Phelps e Ryan Lochte.
Alle ultime Olimpiadi eri in piscina, alle prossime sarai dietro una telecamera. Qual è la tua sensazione a riguardo?
Strana, ma non vedo l'ora. Perché quando avevo 10 anni ho visto le Olimpiadi di Seoul alla TV, così come quelle del 92 a Barcellona; poi a 18 anni sono andato a Atlanta come atleta e dopo di quelle, per 4 volte consecutive, ho fatto la finale dei 100 metri stile libero. Quindi questa sarà la prima vera Olimpiade dove in un modo o nell'altro non starò nuotando. Sarà strano, ripeto, ma non vedo l'ora.
Qual è il tuo miglior ricordo alle Olimpiadi?
Vincere i 100 metri stile libero alle Olimpiadi di Atene 2004. Lì è stata la mia seconda volta consecutiva. Ci sono riusciti soltanto Johhny Weissmuller e Aleksandr Popov, quindi essere in un club esclusivo di 3 nuotatori è una sensazione speciale. Poi, per dirla tutta, quello che l'ha resa ancora più incredibile è che in quella gara io avevo avuto una brutta partenza per via dei miei problemi all'ernia ma, nei secondi 50 metri, sono riuscito a gestire la gara anche a livello mentale. E' quello il mio ricordo più bello.
Hai appena menzionato Popov, ma tu hai gareggiato con alcuni dei più grandi nomi della storia del nuoto. Questo quanto ha influito sulla tua carriera e quanto ti ha stimolato?
Molto. Sono molto contento che atleti come lui (Popov) o Ian Thorpe fossero i miei rivali in acqua, perché questo mi ha spinto oltre i miei limiti e mi ha aiutato a nuotare più veloce. Io penso che a tutti noi serva un buon concorrente, un buon rivale. Ai blocchi volevo davvero "spaccarli" tutti, ma quando la gara finisce poi è tutto diverso; con Ian Thorpe ad esempio era bello perché eravamo amici, e prima della finale olimpica di Atene abbiamo anche pranzato insieme...
Davvero? Questo è interessante perché i Media vi hanno spesso dipinti come "arci-rivali"...
Beh, sì, ma solo prima e dopo la gara. Ai blocchi lui era "il nemico".
Tu sei stato eletto per tre volte consecutive lo sportivo dell'anno in Olanda. Dev'essere una bella sensazione... Quanto ha influito nella tua carriera essere "l'orgoglio di una nazione"?
E' bello, ma gli ori olimpici valgono di più che essere lo sportivo dell'anno. Prima dell'olimpiade di Sidney ho vinto quel premio perché avevo vinto 6 medaglie d'oro ai campionati europei di nuoto a Istanbul. Quello mi ha messo un sacco di pressione addosso ma allo stesso tempo è stato molto bello perché in Olanda si aspettavano molto ma me mentre il resto del mondo era convinto che Ian Thorpe avrebbe vinto. Quella pressione probabilmente è stata molto positiva. In generale poi, mi rende orgoglioso perché sono stati gli atleti olandesi a votare, e questo è un grosso segno di riconoscimento verso tutto il lavoro che hai fatto.
Quindi qual è la sensazione quando sei sul podio, vedi la bandiera e senti l'inno della tua nazione?
Ad essere onesto per me la gara era più importante. Ma adesso, da quando mi sono ritirato, incontro gente che mi dice "Io lavoravo durante le Olimpiadi di Sidney ma puntavo sempre la sveglia per alzarmi a vedere le tue gare. La gente mantiene ricordi delle mie gare e riflettendoci ora penso "Wow, questo è davvero bello". Quindi, per tornare alla domanda, quando ero sul podio era semplicemente bello, però adesso, riflettendoci, lo trovo ancora più speciale.
Cosa pensi dei costumi super performanti?
Ho odiato quel periodo. Era molto semplice: nuotatori di minor talento erano in grado di nuotare più veloce e fare dei record. Sono molto contento che finalmente i super-costumi siano stati banditi e che si sia tornati a guardare uno sport reale.
Tornando alle Olimpiadi di Londra. Chi pensi splenderà in piscina?
Phelps. Di nuovo. E questo perché potevi leggergli in faccia il dispiacere dopo aver perso nei 200 misti con Lochte. Guardandolo in faccia ho capito che era quello che gli serviva per caricarsi maggiormente in vista di Londra, per arrabbiarsi col suo allenatore e per arrivare ancora più cattivo all'appuntamento. Quindi penso che sarò Phelps di nuovo. Lui e James Magnussen nei 100 stile libero.
Dici che riuscirà a gestire la pressione di vincere il terzo oro olimpico consecutivo?
Lo spero per lui, ma ha il talento, il fisico e l'età dalla sua parte. Ne io, ne Johnny Weissmuller, ne Popov siamo riusciti a farcela. Ci siamo tutti fermati a due. E se c'è qualcuno che può farcela è lui.
Si può battere la 4x100 degli australiani?
Sarà molto difficile. I francesi fecero molto bene a Pechino, poi ci sono gli Stati Uniti che sono sempre un ottimo team, ma penso che i favoriti siano gli australiani e sarà veramente dura batterli.
Vedi possibile qualche nuovo record del mondo?
Credo i 100 stile libero, perché James Magnussen ha nuotato 47.10 di recente ed è davvero un "tempone"! Il record è 46.9 quindi è assolutamente possibile..
La tua scelta di ritirati dopo Pechino?
Nessun rimorso, sono molto contento di quella decisione.
E' stata una decisione semplice?
Sì. Adoravo nuotare ma l'unica cosa per cui riuscivo ad allenarmi bene erano le Olimpiadi. Ho dato tutto me stesso, ho nuotato 47.6 e sono finito quinto. Quattro ragazzi erano più veloci di me in quel momento.. Se fossi stato il numero 1 sarebbe stato difficile, ma ero stato il migliore e in quel momento ho capito che non lo ero più. Quindi è stato abbastanza semplice.
Quanto durerà il tuo amore per il nuoto?
E' tutta questione di passione. Passione per la piscina, ovviamente, ma anche passione per il mare. Quando vedo il mare il primo pensiero è "mi voglio buttare, voglio nuotare!" Quando ero giocave guardavo Krisztina Egerszegi, Aleksandr Popov, Matt Biondi e amavo il modo in cui nuotavano, la loro tecnica. Ho amato guardare lo sport e ho amato praticarlo quindi penso che l'amore per il nuoto durerà per sempre.

