mar ott 20 16:22
Il calcio di provincia - in questo caso sarebbe più corretto dire "di quartiere" - è approdato al Festival Internazionale del Cinema di Roma, dove è stata presentata la pellicola "Liberi Nantes Football Club". Un documentario curato da Francesco Castellani che racconta le vicende dell'omonima società calcistica, iscritta nella scorsa stagione alla Terza Categoria del Comitato Regionale Lazio della FIGC. Fuori classifica, nonostante i ventitré punti idealmente conquistati in ventisei partite, a trentasette lunghezze dal Borgo Testa di Lepre, promosso in Seconda.
Iscritta per il solo gusto di giocare e di veicolare un messaggio. Questo perché Liberi Nantes - clicca qui per scoprire il perché del nome - è un'associazione sportiva dilettantistica molto particolare, interamente composta da ragazzi rifugiati o che hanno richiesto asilo politico, come racconta il presidente Gianluca Di Girolami: "La squadra è formata da gente che ha vissuto traumi e violenze, innanzitutto il viaggio stesso, perché la fuga è sempre una necessità, mai una scelta di vita e quando questi ragazzi ti cominciano a raccontare cosa hanno fatto per arrivare in Italia, rimani senza fiato".
Un ragazzo arriva dall'Afghanistan ed è giunto nel nostro Paese fra mille peripezie, attraverso Iran, Turchia e Grecia, alla ricerca di una vita migliore, seppur da rifugiato; un altro, togolese d'origine, in patria si opponeva alla dittatura: a Roma, oltre alla tranquillità, ha ritrovato anche il piacere di giocare a calcio. "Noi garantiamo loro il diritto allo sport e al gioco - spiega Di Girolami - due diritti umani al pari degli altri, come stabilisce l'Unesco dal 1978, e giochiamo con il logo delle Nazioni Unite sul petto, un simbolo che in ogni parte del mondo significa cibo e assistenza".
L'idea dei dirigenti di Liberi Nantes - il cui progetto è stato seguito da RedTv ed è patrocinato da Fondazione Don Luigi di Liegro e Alto Commissariato ONU per i rifugiati politici - sarebbe stata quella di proseguire l'avventura anche nel 2009/10, ma l'inserimento in un girone logisticamente scomodo ha costretto i dirigenti a ritirare l'iscrizione già effettuata. Questa, tuttavia, è un'altra storia...
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Grandi ragazzi!
questo dovrebbe essere il vero significato del calcio non il denaro che cola
finalmente un po di spazio anche al calcio "senza i miliardi" complimenti alla redazione!!!
questi ragazzi giocano con il cuore e per divertirsi e dovrebbere essere una lezione ai calciatori di tutte le altre squadre che non pensano altro che ai soldi e alla fama
cara paola, penso che a casa ci tornerebbero se fosse possibile..e comunque nessuno ti impedisce di andare in Gana, se vuoi..
La regola dei limiti dei stranieri e' ridicola in un campionato amatoriale. La forza del paese viene dalla gente che ci vive, indigena e straniera, e il calcio locale bisogna riflettere questa realta'.
Cara Paola, ti suggerisco di approfondire l'argomento, un rifugiato politico non può tornare nel suo paese praticamente per definizione; i ragazzi che fanno parte della squadra sono titolari di una forma di protezione umanitaria, e pertanto hanno tutto il diritto di stare sul suolo italiano.
Comunque, ed è notizia di oggi, grazie alla Federazione anche quest'anno la squadra parteciperà al Campionato di Terza Categoria.
Anch'io concordo con mc23alfa e giuliottog: chi esprime il suo parere pubblicamente deve almeno risparmiarci la sua ignoranza GHANA , si scive GHANA......cara Paola, oltre a sapere chi sono i rifugiati.
bello davvero che bello che ci sono sempre persone di cuore che aiutano la gente forza ragazzi vi aspetta un futuro migliore
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