mar nov 03 19:09
Per i non calciofili - giunti fin qui
per uno scherzo del destino - e anche per tutti coloro che dedicano la
loro attenzione quasi in esclusiva al trio internazionale "rigatino" - quello
biancorossonerazzurro, per intenderci - ecco una mappa utile per addentrarsi
nei meandri del calcio in Italia, cominciando da nomi e collocazione gerarchica delle diverse categorie.
Innanzitutto bisogna ammettere che il football, nel nostro Paese, è una delle realtà più strutturate, in termini assoluti. Nulla di perfetto, sia ben chiaro, soprattutto negli ultimi anni: questo perché, a tutti i livelli, non poche promozioni e retrocessioni sono scaturite dalle battaglie a suon di carta bollata giocate in estate all'interno dei tribunali, piuttosto che - come logica imporrebbe - da sfide infuocate disputate a primavera inoltrata negli stadi di provincia e nei campi sportivi di paese.
Detto questo, il calcio resta un fenomeno talmente ben radicato e seriamente interpretato che la sua struttura è senza dubbio fra le più consolidate e chiare della nostra nazione. Per capirci, utilizzando un luogo comune, la sanità pubblica è molto peggio! Se siamo diventati quattro volte campioni del Mondo al cospetto di nazioni molto più vaste e ricche di talenti naturali della nostra, ci sarà pure una motivazione organizzativa e sociologica! La mia è quella appena esposta.
Vediamo ora nei dettagli questa struttura! Non mi inoltrerò volontariamente nei tornei amatoriali organizzati da enti di promozione sportiva come CSI, UISP e simili - da me conosciuti attivamente negli ultimi due faticosi anni di "carriera agonistica" - e mi limiterò pertanto all'universo FIGC, quello che risponde direttamente all'UEFA - il massimo organismo continentale - e alla FIFA, il massimo organismo mondiale.
Dopo la Serie A e la Serie B, c'è la Serie C. Fin qui ci arrivano quasi tutti, anche le casalinghe disperate, sopraffatte dalla sconfinata passione di mariti e figli per la dea Eupalla. Attenzione però: si è scoperto che il nome della terza serie non attirava investitori commerciali e pertanto, dopo anni di onorato servizio, è stato considerato sminuente essere di...serie C. O perlomeno qualche uomo marketing l'ha pensata così! Pertanto si è deciso due anni fa di passare alla più anglosassone definizione di Lega Pro. Una categoria formata da due livelli, a loro volta strutturati su più gironi: due per la Prima Divisione e tre per la Seconda Divisione.
Dopo A, B e Lega Pro, con i relativi sette campionati professionistici appena elencati, arriva la Serie D, campionato semidilettantistico in cui i rimborsi spese, quando si parla dei più affidabili uomini-gol, possono comunque raggiungere cifre a cinque zeri, giusto per intenderci! I gironi di questa categoria sono nove, suddivisi su base interregionale.
Scendendo ancora più in basso, si passa a ragionare su base prettamente regionale e ci si avvia verso il vero e proprio dilettantismo. La massima serie, per ciascuna regione, è il campionato di Eccellenza, poi arrivano Promozione, Prima Categoria, Seconda Categoria e Terza Categoria. Quest'ultimo è l'unico campionato che non prevede retrocessioni, ma soltanto promozioni. Facile intuire perché, avendo toccato il fondo!
Solo dal punto di vista gerarchico però, perché pur non avendo mai militato in questa categoria, da spettatore posso assicurare che le emozioni che ne scaturiscono, talvolta, sono comparabili con quelle della Champions League. Lo spettacolo tecnico non è per palati fini, ma talvolta anche una trattoria di paese senza tovaglie ai tavoli sa riservare sorprese positive. Ogni regione presenta un proprio specifico numero di gironi, variabile in base alle dimensioni territoriali: la piccola Valle d'Aosta, ad esempio, è accorpata al Piemonte e neanche in Terza Categoria ha un girone formato unicamente da compagini locali, mentre la Lombardia vanta addirittura 3 gironi di Eccellenza, 7 di Promozione, 12 di Prima, 25 di Seconda e ben 36 di Terza Categoria, di cui 6 nella sola provincia di Bergamo.
Ciascun raggruppamento, dalla Serie A fino alla Terza Categoria, è composto da un minimo di 10 a un massimo di 22 squadre. Non sono numeri tassativi e recentemente si sono avuti anche gironi di 24 squadre, ma sono state eccezioni. In Serie A ci sono 20 squadre, in B ben 22. Per Lega Pro, Serie D ed Eccellenza lo standard è 18, mentre per Promozione e Prima Categoria è 16. In Seconda, di solito, è 14.
In teoria, facendo i conti, a una nuova società
appena iscritta in Terza Categoria servirebbero "soltanto" dieci anni perfetti per
poter partecipare alla Serie A e ambire a vincere lo scudetto. Negli ultimi tempi, purtroppo, la scorciatoia delle fusioni ha facilitato un po' il compito ai dirigenti più ambiziosi. Ma questo è un altro discorso...
Ecco una pagina utile da cui partire per approfondire i temi trattati in questo post.
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credo che nessuna squadra ha mai scalato tante categorie così...però belle le fotografie del calcio minore...ricordano un po' il campo sportivo che c'è in ogni piccolo paese. che figo!
Complimenti, bell'articolo! Seguo spesso con piacere questo blog, pur esaltandomi quando vedo in tv le imprese di squadre blasonate e di grandi campioni, devo dire che il lato più bello e genuino del calcio lo si vede nei campetti un po' spelacchiati di paese, dove la gente corre dietro a un pallone per passione e perché si diverte!
A proposito della Valle d' Aosta, le squadre partecipano nei campionati di calcio con Piemonte. Ci sono 2 o 3 squadre femminili pure, di cui 1 giocava in Serie B fino al' anno scorso.
Poi, se non sbaglio, l' unico giocatore di note da questa regione e' Sergio Pellisser, grande bomber del Chievo.
Saranno piu' interessati a sciare, mangiare lardo, e bere vino! 
io al massimo so di squadre ke dalla terza sono arrivate con promozioni consecutive in promozione
il Borgorosso Arenzano dve avere vinto quattro o cinque campionati di fila e ora è in Serie D contro il Savona...chi offre di più 
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