Stefano Benzi

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Dunga non fa esperimenti, e vuole vincere

lun giu 15 09:26

Per me qualsiasi occasione per vedere il Brasile è buona. Figuriamoci in un torneo come la Confederations Cup nel quale la squadra di Dunga si presenta in crescita di condizione, con una discreta coesione figlia delle partite di qualificazione ai mondiali, e della necessità di tenere alta la guardia in un paese dove la Seleçao è considerata enormemente più di una rappresentativa e della passione per qualsiasi squadra di club.

La Confederations Cup non è più il torneo amichevole di qualche edizione fa: ci sono i campioni del mondo, quelli europei e la nazionale che a detta di tutti è sempre quella da battere, il Brasile. E per gli sportivi brasiliani non si tratta certo di un torneo di servizio. Ne sa qualcosa Emerson Leao, tecnico cui nel 2001 dissero che la Confederations Cup non era una priorità. Leao portò una squadra sperimentale e riuscì a rimediare una brutta figura dopo l'altra: 0-0 con il Canada e il Giappone e sconfitta contro la Francia in semifinale perdendo nella finalina anche dall'Australia.

A quel punto per la federazione brasiliana divenne una priorità giubilare il tecnico che, letteralmente, fu licenziato appena atterrato, mentre ritirava i suoi bagagli all'aeroporto: Leao venne sostituito da Luiz Felipe Scolari che poi vinse in Corea e Giappone.

Quattro anni dopo accadde l'esatto contrario. A Parreira la Confederaçao Brasileira de Futebol chiese di trovare un modo per far giocare contemporaneamente Adriano, Kaka, Ronaldo e Ronaldinho: impresa impossibile si diceva allora. Ma Parreira ci riuscì partorendo un modulo apparentemente squilibrato (nel senso di folle): il 4-2-4. I quattro delle meraviglie fulminarono il Paraguay, si spensero con l'Argentina nel corso delle qualificazioni mondiali prendendosi poi la rivincita proprio nella finalissima di Confederations Cup, vinta 4-1 sempre contro l'Argentina al termine di una partita meravigliosa. Quella vittoria fu il più grave errore di Parreira sulla strada al Mondiale perso in Germania: "Dopo quella vittoria tutti in Brasile volevano vedere i quattro delle meraviglie - ricorda oggi Parreira - e io mi lasciai convincere dalla gente e dai giornali nel proporre quel modulo con il quale non avrei mai giocato e che poteva andare bene alla Confederations Cup ma era un puro suicidio tattico ai mondiali".

Anche a Dunga hanno detto qualche settimana fa che la Confederations Cup non era una priorità e che era libero di sperimentare qualcosa di tatticamente innovativo utile in vista dei mondiali: e lui infatti ha portato tutti i titolari, nessuno escluso, anche dopo le vittorie contro Uruguay e Paraguay che hanno portato il Brasile al comando della classifica delle qualificazioni. E terrà fuori Kaka. Niente laboratorio, niente esperimenti. Dunga vuole vivere tranquillo.

Per chi ha voglia di vedere il Brasile con occhi diversi mi permetto di fare un paio di nomi oltre ai soliti noti: Nilmar, meraviglioso attaccante dell'Internacional di Porto Alegre. Il Palermo provò inutilmente a prenderlo lo scorso anno: giocatore fantastico, velocissimo, bravo a fare da sponda e a trovare la porta da tutte le posizioni. Un attaccante molto moderno. Ramires, 22enne cresciuto nel Cruzeiro e passato da pochi giorni al Benfica, mezzapunta in grado di giocare al centro e a destra, esile ma potentissimo con la palla tra i piedi: il cambio di ritmo è il suo punto di forza.

 

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  • Commenti1 - 4 di 4
  1. Il Brasile li puo prendere pure dalla spiaggia, giocheranno bene lo stesso...

    carmennicolDa carmennicol il lun giu 15 09:39

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  2. e che significa? anche l'italia è quella titolare mica ci sono le riserve!

    ale.puglieseDa ale.pugliese il lun giu 15 16:18

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  3. Se dovessimo incontrare il Brasile dei titolari,con l'atteggiamento che abbiamo avuto contro la Nuova Zelanda,sarebbero dolori ed in Italia si dirà che la Confederation è solo un torneo pre-mondiale da affrontare con una squadra sperimentale

    guerrieri_lelloDa guerrieri_lello il lun giu 15 17:00

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  4. A detta di Lippi chi vince la Confederation Cup non vince poi il Mondiale, quindi sembra che a lui non importi. Il fatto è che con squadre come il Brasile, per dirne una, non puoi sperare di vincere tirando da trenta metri come ieri sera, perché non andrà sempre bene, Toni davanti alla porta ha dei problemi in questo momento, altr punt che facciano gol cercansi.

    artbachDa artbach il mar giu 16 07:50

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