mer apr 16 18:00
Romario lascia, a 42 anni dopo aver alimentato per anni partite e polemiche, sfide e discussioni. Un personaggio unico. Un calciatore fortissimo, sicuramente un vincente a fronte di un carattere bizzoso, scontroso e mai docile. Il calciatore era straordinario e l'uomo era straordinariamente consapevole della forza del calciatore: e spesso gli lasciava prendere il sopravvento.
Forse anche per questo non è stato amato quanto altri fuoriclasse. Romario è stato uno dei giocatori più determinanti e meno benvoluti dai brasiliani: ha portato in dote al Brasile un campionato del mondo nel 1994 (eletto miglior giocatore assoluto), con una squadra globalmente non straordinaria conquistando diversi altri successi in tutte le squadre che ha servito (magari anche troppe), firmando un migliaio di gol e almeno una cinquantina di reti indimenticabili. Letale nei sedici metri, scaltrissimo con la palla tra i piedi, era uno dei pochi in grado di poter competere con Maradona in quanto a velocità di esecuzione palla a terra: "Non capivi da che parte sarebbe passato, e non sapevi se avrebbe fintato, tirato o dribblato. Ti guardava negli occhi con la palla incollata ai piedi e già sapevi che ti avrebbe saltato" dice di lui Jorginho difensore che condivise con lui il successo del mondiale USA.
Chi ha visto lui e Stoichkov al Barcellona probabilmente ha ammirato una delle coppie più forti e meglio assortite di sempre. Sicuramente li ricorda Alex Ferguson il cui Manchester perse 4-0 al Camp Nou, ridicolizzato da un Barça incontenibile: "Ci prese letteralmente in giro - dice ancora oggi il tecnico dei Red Devils - fu una delle sconfitte più pesanti e umilianti mai subite da quando sono in panchina".
Ma i tifosi brasiliani, che passano sopra qualsiasi rivalità di club e di campanile quando si tratta di nazionale verde-oro gli hanno sempre un po' rimbrottato la facilità con cui cambiava maglia e bandiera; dal Vasco al Flamengo, alla Fluminense. E non gli è stata perdonata neppure la sua aspra rivalità con Pelè, per il quale Romario ha spesso nutrito un dualismo geloso e a volte un po' malsano. Ora, a distanza di quasi un anno dalla per il suo gol n.1000 con il Vasco da Gama, alcuni in Brasile sostengono che il record sia fasullo e che molti di quei gol siano ‘ufficiosi', e appartengano a statistiche puramente personali. Insomma, sarebbe il record di Romario perché a sostenere di aver marcato 1000 gol è proprio lo stesso Baixinho.
Invidia o poca diplomazia del soggetto a parte un fuoriclasse indimenticabile del quale ci mancheranno anche le sparate. Memorabile quella sul fisco brasiliano, quando venne messo sotto inchiesta per qualche dribbling un po' troppo brillante all'erario: "In qualsiasi altro paese non farebbero mai pagare le tasse a un monumento..."
UN GRANDE.
straordinario, uno dei giocatori più grandi della storia, ma negli ultimi anni trp dimenticato
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