gio lug 03 17:52
Prima che qualcuno mi dica che copio avverto che il titolo è una citazione dal Globo di oggi: "O dor do quase", un titolo meraviglioso secondo me, che in italiano si riesce a rendere poco ma che fa capire quanto si soffre nell'andare così vicino a un risultato straordinario e vederselo sfuggire per un niente, probabilmente nell'unica occasione che hai avuto in vita tua per ottenerlo. Il dolore del quasi è quello del Fluminense che ha perso ai calci di rigore la Copa Libertadores sul più bello, e in casa: al Maracanà. E' il dolore di una squadra che negli ultimi sei mesi ha puntato tutto su questa vittoria, rinunciando al campionato carioca, giocando, da campione uscente ma con le riserve, la Copa do Brasil e finendo in fondo alla classifica del campionato brasiliano, con 3 punti dopo otto partite e senza nemmeno una vittoria.
Una sconfitta pesante, sotto ogni aspetto: e che in Brasile può significare la fine di una gestione tecnica, dirigenziale, manageriale e la fuga di tutti i talenti.
E' stata una partita incredibile: il Flu doveva recuperare il 4-2 subito dalla Liga Deportiva Universitaria di Quito in Ecuador. E' andato sotto di un gol al 4' e ha affidato al suo giocatore simbolo, Thiago Neves il riscatto: il numero 10 ha riposto da fuoriclasse con tre gol e giocate sontuose. Ma non è bastato: troppe le occasioni da gol fallite, pesante la decisione dell'arbitro di non assegnare un rigore per un fallo, apparentemente netto, su Washington, quando si era ancora sul 2-1: e anche se l'arbitro ha commessi altri sbagli, compreso quello di annullare un gol apparentemente regolare alla LDU, alla fine gli errori peggiori sono stati quelli dei brasiliani, sia sottoporta che nello spareggio ai rigori. Già, perché anche se la Conmebol ha deciso che in caso di parità i gol in trasferta valgono doppio, proprio come in Europa, la regola nella finale non vale. Bisogna marcare comunque un gol in più degli avversari: e con Cevallos che para tutto, la Liga vince la sua prima Copa ai rigori.
Vedere Renato Gaùcho piangere e dire che questa è stata la tristezza più grande mai vissuta dopo quella della morte di suo padre, mi ha fatto capire che nella vita tutto cambia, prima o poi: si tratta proprio dello stesso Renato Portaluppi che giocò nella Roma e che aveva espresso dubbi circa la virilità dei giocatori italiani a Italia '90. Eccolo in lacrime questo rubacuori, playboy dai modi grevi e un po' demodè, anche un po' appesantito rispetto a quando anni fa si vantava di aver stregato le donne di Roma e di aver sedotto (e ovviamente abbandonato) le mogli di alcuni colleghi giallorossi poco prima che la società decise di abbandonare lui per rispedirlo nel 1989 al Flamengo.
Oggi Portaluppi, o meglio Gaùcho visto che è nato a Guaporé nel Rio Grande so Sul, altrimenti noto in Italia come Pube de Oro, multa i giocatori che arrivano in ritardo, fa la paternale a quelli che non mettono su casa e tiene le ragazze di torcida lontano dallo spogliatoio e dal ritiro: per lo meno dalla camera dei suoi giocatori. E piange a dirotto nel giorno della sconfitta. Ma la sua lingua biforcuta non ha saputo tacere neppure nel momento dello sconforto peggiore. Sua una delle frasi più memorabili della nottata quando gli hanno chiesto come ha preso il fatto che i torcedores del Flamengo, acerrimi nemici di quelli del Fluminense, stessero festeggiando insieme ai tifosi del Quito: "Meglio lasciare perdere. Preferisco dimostrare dignità nella sconfitta che dare importanza a gente che ritiene dignitoso festeggiare le sconfitte degli altri".
Intanto negli spogliatoi i giocatori del Flu pare abbiano scatenato una mezza rissa con Dodò, reo di aver monetizzato la finale di Copa Libertadores firmando un sontuoso contratto poco prima della finale (stando ai si dice con il Vasco): i compagni non l'hanno presa bene.
Ma i tifosi l'hanno presa peggio: Renato è uscito dalla tribuna insultato in modo rabbioso, insulti anche per Branco (un altro ex del nostro campionato, Brescia e Genoa) oggi direttore generale del club e lunghi applausi solo per Thiago Neves e Gabriel. Giocatore straordinario, questo... sicuramente un grande acquisto per chi deciderà di investire e portare a casa un inesauribile laterale difensivo. Lui, capo chino, ha lasciato lo stadio ricevendo solo applausi.
Il Flu il giorno dopo la derrota è sotto shock: e piovono offerte per i gioielli, Gabriel e Thiago Neves su tutti, ma anche Arouca, l'argentino Darìo Conta e il giovanissimo Tartà.
* * * * * * * * * * * *
Si parla quasi più della sconfitta del Flu che della straordinaria vittoria della LDU, la prima squadra dell'Ecuador che porta a casa una Copa Libertadores dopo i due tentativi falliti dal Barcelona di Guayaquil nel 1990 e nel 1998. Chi ha seguito questa squadra nel corso dell'impresa si sarà reso conto che la Liga non è la solita squadra d'altura che dà tutto in casa, quando bisogna fare i conti anche con i 2853 metri della Casa Blanca di Quito. Ha un ottimo allenatore, l'argentino Bauza, un uomo pragmatico che vede il calcio in modo straordinariamente semplice: "I difensori centrali coprono, i terzini laterali attaccano in fascia, le ali o crossano o convergono, i centrocampisti rompono e partono e l'attaccante pensi solo a segnare" dice spiegando a chi gli chiede del suo aggressivo e fantasioso 4-4-2: "Squadra corta e larga - chiede ai suoi giocatori di fascia - voglio vedervi calpestare le linee laterali". Proprio come facevano in Olanda, trent'anni fa, o in Uruguay, sessant'anni fa. Segno che forse anche nel calcio non si butta via niente.
Semplicistico ma d'effetto: perché in realtà la LDU ha un paio di giocatori che farebbero comodo e diversi schemi interessanti. Cevallos è un portiere matto come un cavallo, divertentissimo ma che sa essere determinante. Peccato che la grande soddisfazione se la tolga solo a 37 anni: è da almeno due anni che Joffre Guerron è considerato il miglior giocatore della Copa, e bastava guardare due partite di fila (e non solo a Quito) per rendersi conto che questo 23enne di El Chota, villaggetto sperduto nella provincia di Imbabura, può essere il nuovo Faustino Asprilla. Palla al piede è imprendibile: micidiale, un affondo straordinario e irraggiungibile e un tiro sempre nello specchio della porta. A uno a uno ha demolito le difese di America, San Lorenzo ed Estudiantes il cui tecnico Sensini, altra nostra vecchia conoscenza, ha spiegato che l'unico sistema per fermare Guerron, dopo che l'esterno aveva fatto di tutto, oltre a un gol un assist, era "sparargli". Guerron, soprannominato Dinamita, scartato dal Boca a 16 anni perché 'leggerino', giocherà nel Getafe, in Spagna: cartellino 2.9 milioni di euro.
E poi c'è Urrutia, el 'Pato', l'autore del primo rigore vincente: "Se non sono morto tra le risse delle bande giovanili della mia città è solo perché Dio ha deciso che dovevo vincere questo trofeo", ha detto dedicando la vittoria ai ragazzi poveri di Zapotal, dov'è nato. E poi Bolaños, letale nel gol del vantaggio della Liga impressionante nei suoi duetti con Guerron: 23 anni anche lui. E' uno dei giocatori più pagati in Ecuador, guadagna (pare) 260mila euro all'anno.
E' un calcio lontano dal nostro, alcuni sostengono meno appassionante capace di generare fenomeni che da noi si rivelano brocchi. Non so dire quanti di questi giocatori della finale di Copa Libertadores potrebbero ambientarsi nel nostro campionato, e quanti sarebbero davvero utili ad alzare il nostro livello di gioco e di spettacolo. Ma ieri notte mi hanno divertito proprio tanto. E un po' di curiosità me l'hanno suscitata.
LA NOSTRA VENDETTA!!!!!!COME GODO GRACIAS LIGA .TE AMO BOCA!!!!!!!!DALE BOCA CARAJOOOOOOOOOOOOOOO
Sono un italiano finito a lavorare a Quito quasi x kaso: ieri ero in Plaza Fosch a guardare la partita e a godermi il trionfo della LIGA
uno dei momenti piú belli da quando sono quí.....
grandeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
eeeeeeeeeeeeeeee 
ho visto la partita....grande partita del flu ma bella squadra questa dell écuador..due bei giocatori che farebbero comodo a qualche squadra italiana...certo che sbagliare 4 rigori su 5 non é male!!!!
Soy ecuatoriano,me encuentro en Italia y mi equipo preferido en Ecuador es el Barcelona de mi Guayaquil,y estoy contento porquè finalmente un equipo de mi pais,ha logrado a conquistar esta copa,gracias LIGA continua asi.....Marcos de Genova-Italia
Si, dopo que ha lasciato la Roma, Renato Gaucho anche ha detto che il calcio italiano é ridicolo, le partite sono opaca.
ma avete visto quanto e potente GUERRON'ha fatto una progressione al 119'da paura prima di essere steso e decretando l'espulsione per il difensore della flu cmq sempre grandi finali non come quelle europee!!!!!
MILAN SVEGLIATI!!!! prendi guerron e thiago neves
bando de iediotas.........No equador nao existe futebol.Nem mesmo na Italia.A sorte e que chegou um time horroroso com um tecnico de primeira viagem.o fluminensa.
entra grazie per aver inviato il tuo commento