dom apr 27 08:48pm
Schiavo della cocaina, da anni. Prima assunta per noia, poi come fuga dalla depressione nella quale era piombato immediatamente dopo la separazione dalla moglie. Mario Jardel, uno degli attaccanti brasiliani più prolifici degli ultimi venti anni, ha rilasciato una lunga intervista sconcertante al reporter brasiliano Regis Rosine confessando i suoi gravissimi problemi di dipendenza. Ne esce un quadro davvero triste del calciatore che per almeno dieci anni era stato ritenuto il bomber più forte e continuo del mondo.
Jardel si è confidato a cuore aperto perché il problema della cocaina nel calcio, in Sudamerica e negli ultimi anni soprattutto in Brasile, è diventato drammatico: "E' diventato un problema purtroppo molto comune. Io sono solo uno che ha deciso di uscire allo scoperto, perché sto cercando di riprendermi la mia vita e l'affetto dei miei figli. Ho sbagliato, lo so: e posso solo dire ai ragazzi che si avvicinano a questo genere di problema, e che credono che la droga sia la soluzione alla loro solitudine, apritevi e confidatevi. Parlate con le persone che vi stanno vicino e rifiutate la droga con tutte le vostre forze".
Mario Jardel era esploso calcisticamente nel Vasco, poi dopo una stagione intensissima al Gremio (68 gol in 73 partite) si era trasferito al Porto segnando 168 gol in 161 partite ufficiali e contribuendo in modo decisivo ai successi della squadra che di lì a poco Mourinho avrebbe portato sul tetto d'Europa. Poi un lungo pellegrinaggio: Turchia (Galatasaray 34 in 44 partite), di nuovo Portogallo (Sporting 53 gol in 49 partite e un titolo nazionale). Qui prima di arrivare in Inghilterra, al Bolton, e in Italia, all'Ancona, qualcosa si spezza: la moglie chiede il divorzio, e lui cade in depressione. Niente gol, la sua dipendenza diventa la droga: "Riuscivo solo a stordirmi, non mi interessava nient'altro. Non volevo pensare, non volevo soffrire, non volevo pensare al fallimento della mia vita, alla separazione dalla mia famiglia. La cocaina mi ha stordito per evitare la depressione. Ma quando l'effetto finiva tutto diventava molto peggio".
Jardel è tornato a casa dopo la sua ultima esperienza (in Australia) e ha deciso di chiudere con la droga: "Vivo a Fortaleza, dove sono nato, e mi faccio coraggio - dice il giocatore che nel 2002 è stato Scarpa d'Oro - con la droga ho chiuso. L'ho promesso ai miei figli. Mi sto curando, e anche questa intervista è una parte della mia terapia di riabilitazione. Non mi voglio più nascondere".
Una scelta coraggiosa, l'ennesima tappa di un calvario che non è finito: "Il percorso sarà lungo e sofferto. Ma posso farcela. La volontà in questo è tutto: e l'unica cosa che adesso voglio davvero, è tornare a guardarmi nello specchio con dignità, riconoscendo i miei errori".
all'ancona era chiamato LARDEL aveva piu ciccia di me
...complimenti x il coraggio, non so quanti calciatori farebbero questo tipo di confessioni
Mario Jardel era un mio idolo, ai tempi dell' Ancona non era già più lui, ma ha segnato caterve di goal e sono d' accordo con centroboa100... questo calciatore ha avuto coraggio a confessarsi cosi..
Grande Mario Jardel..
Questo è stato uno dei più forti brasiliani non pubblicizzati ... fiuto x il gol e umoltà... poi è difficile giudicare cosa porta a certe scelte , sembrava però troppo strano fosse diventato un brocco all'improvviso ... FORZA MARIO :::
Grande...che coraggio!Ma avete letto quanti gol ha fatto...una macchina!in serie A sono tanti quelli che fanno uso di coca...nell'ambiente lo sanno tutti!
sei un Grande...!!!!! SUPER MARIO JARDEL..!!!!!! ti Auguro tanta Fortuna!!
Bene, bravo bis!!!!
C'è giusto una nota stonata a tutto 'sto idilliaco scenario...
mi sembra si sia dimostrato fortino anche a dribblare i controlli antidoping, no?
o gli ispettori di Brasile, Portogallo, Inghilterra, Italia, Australia sono tutti un po'...
Insomma passi l'impossibilità di determinare il doping nelle sue forme più complesse, concepite espressamente per sfuggire ai controlli, ma mi aspettavo che almeno la bamba riuscissero a beccarla, soprattutto nel caso di un consumatore abituale...
Onestamente sono un po' perplesso
Nicolas, Jardel in attività non consumaba la cocaina, questo è sucesso in realtà dopo la separazione della moglie ed ormai quando aveva finito la carriera. Oggi E più campione che mai...SI GIOCA LA VERA PARTITA DELLA SUA VITA...E QUI NON C'E DOPING CHE VALE !!!----Queste sono VERI CAMPIONI di uan VERA GARA...."Força Jardel o mais Grande do mondo" !!!!
non ci sono partite nella vita uno e' osi come lo si vede non capisco tutto qto buonismo nei confronti di una persona che ne faceva uso ricordiamo al sig. jardel che di cocaina si puo morire vediamo il nostro povero e compianto marco pantani lasciato da tutto e da tutti fino a che un giorno qno ha giovato della sua fine
calciatore+velina+cocaina+... oramai è lo stile di vita a cui bisogna ispirarsi e un esempio per i più giovani... bravi bravi bravi ..poi il solito finale strappalacrime..bravi bravi bravi domingo
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