gio set 04 12:50
Ci ho pensato un paio di giorni prima di scrivere questo post: perché chi mi conosce sa come la penso sulle tifoserie organizzate. E che non ho mai avuto problemi a dirlo pubblicamente, in tv o per iscritto: ma le vicende che sono accadute ultimamente mi risultano sconcertanti. E qualsiasi riflessione che non sia la solita banalità diventa difficile. Partiamo da un dato di fatto: le tifoserie organizzate sono affascinanti e rispecchiano un' aggregazione a volte socialmente molto utile. Spesso la moltitudine non ha idea di quanta beneficenza silenziosa e quasi scomoda tantissime tifoserie riescano a portare avanti con la propria attività. Ho visto decine di splendide iniziative nate in gradinata, e alcune di queste cose il cosiddetto ‘servizio sociale pubblico' se le sogna.
Ma la frangia più estrema del tifo è una realtà pericolosa: il mondo ultrà ha leggi scritte, ma molto più spesso indefinite, che non consentono deroghe e che sono uguali un po' dappertutto. Il gruppo difende il singolo fino a quando il singolo accetta le regole del gruppo: la gerarchia decide, il gruppo si uniforma alla decisione dei capi. E se i capi hanno deciso di fare casino, il gruppo fa quanto più casino possibile per non essere fuori, per non essere da meno, per non sentirsi emarginato da quello che probabilmente è l'unico contesto che ha saputo accettarlo.
Non ho una preparazione specifica e approfondita su norme e leggi: chi in questi giorni parla di soluzioni al problema della violenza in stadi e trasferte ne saprà sicuramente più di me.
Ma su alcune cose una riflessione me la posso permettere: tuttologi e dietrologi che parlano di idee politiche o criminalità organizzata (grande e piccola) alle spalle delle tifoserie, scoprono l'acqua calda. Lo si sa da anni, praticamente da sempre; come da sempre si sa che alcune tifoserie italiane, esattamente come alcune tifoserie straniere, hanno un'organizzazione gerarchica rigidissima, quasi paramilitare. Così come si sa che la stragrande maggioranza dei club collabora, se non addirittura finanzia più o meno direttamente, questi gruppi per non subire pressioni fastidiose o ingestibili.
Le mazzette di biglietti gratuiti che finiscono ai capi ultrà diventano merce di scambio, e dunque introiti, spesso molto ricchi, che rendono alcune tifoserie organizzate una vera e propria azienda che in questo mondo si finanzia le trasferte, e non solo; da tempo è nato anche un commercio di gadget, magliette, cappellini o riviste. Ci sono tifoserie che hanno anche coltelli e piccoli manganelli con il proprio logo. Le vendono anche on-line. Intorno a tutto questo mondo sotterraneo, ma molto, molto visibile e noto a tutte le istituzioni del calcio e del mondo politico, ruotano un sacco di soldi. E poi le tifoserie sono una nicchia di voti importanti: voti che portano migliaia di altri voti.
Di qui il sorriso che mi scappa ogni volta che qualcuno scrive "le leggi ci sono bisogna solo applicarle". In effetti le leggi ci sono. Quella che dice di processare e condannare al carcere un delinquente sorpreso in flagranza di reato; quella che dice che bisogna fermare chi nasconde un arma in modo illecito; quella che sostiene che qualsiasi protagonista di fatti di violenza, privata o pubblica (e dunque in casa propria o allo stadio) deve essere identificato, denunciato e perseguito. Leggi anche del buonsenso se non sbaglio. Non mi sembra nulla di nuovo: se in Italia non si riesce ad applicare leggi e buonsenso il perché è evidentemente da cercare in altri motivi. Che poi sono i soliti.... Soldi e potere.
Chi ci va di mezzo? La gente normale: chi si trova con suo figlio nel mezzo di una sassaiola e non andrà più allo stadio, chi porta la fidanzata che non è mai andata a vedere una partita e la vede terrorizzata di fronte a una carica della polizia. Chi non sa che certi agguati vengono preparati meticolosamente a tavolino per giorni e giorni, come l'azione di guerriglia di un paese in guerra civile: e prima o poi l'agguato sfiorerà anche lui. Perché ha deciso di fermarsi a bere una birra nel bar vicino alla stessa strada che gli Ultrà hanno scelto per attaccare la polizia o la tifoseria avversaria.
Purtroppo anche la gente normale ha le sue colpe: la più grave è l'omertà. Quante denunce arrivano da vicini di poltroncina o di gradinata di un deficiente che ha tirato in campo una bottiglietta, un accendino? Pochissime: eppure io penso che sia impossibile che in una gradinata, o in una tribuna nessuno, ma proprio nessuno, si sia reso conto di qualcosa di gravemente illecito che gli è appena accaduto accanto. Si ha paura, non ci si vuole ridurre al ruolo di un delatore. E così si finisce per dare ragione a chi urla: e chi sta zitto avrà sempre più torto.
Siamo arrivati al divieto delle trasferte: i delinquenti sono riusciti a toglierci anche la libertà di andare a fare una gita in una città che non abbiamo mai visto, mangiare un panino freddo in autostrada e una pizza alla sera con tre pere sul groppone e 600 chilometri di treno o di macchina. Perché questo è il tifo. Ed è quello che rivendico per me e per chi la pensa come me: la maggioranza, perché siamo tutti ostaggio di una minoranza di delinquenti e di chi a diversi livelli si rivela connivente o incapace.
Qui si parla molto del modello inglese (ma qualche casino ogni tanto scoppia anche lì), o di quello olandese anche se garantisco che alcune partite non sono una passeggiata di salute. Il carcere in Inghilterra per gli hooligans arrestati è durissimo. Diciamo che sia in Olanda che in Inghilterra se qualche tifoso esagera sa che non la passerà liscia. Qualche tempo fa in un derby semifinale FA Cup tra Aston Villa e West Ham, un ragazzino entrò in campo a prendere in giro con un gestaccio Peter Encklemann che si era fatto beffare da un fallo laterale allucinante battuto dal suo compagno di squadra Mellberg. Fu un autogol grottesco, figlio di una papera orrenda. Ma il gestaccio di quel tifoso fu condannato: carcere, interdizione dagli stadi e servizi sociali. E i giornali diedero un risalto enorme a quella condanna. Oggi non è più una novità: nessuna recinzione dentro lo stadio, ma controlli fuori sì, e severi. Nessun vincolo in gradinata, ma rispondi di quello che fai: e se sgarri e rompi il patto di fiducia che lega il tifoso al calcio, fai la galera, sul serio. E lo stadio te lo scordi per la vita. I tifosi inglesi fanno casino fuori: o molto, molto lontano dagli stadi. Perché dentro non ci riescono: e in questo modo se non altro non coinvolgono nessuno di quelli che allo stadio ci va solo per divertirsi.
In nessun altro paese succede ogni maledetta domenica quello che accade da noi, in modo così costante, continuo, uniforme e soprattutto diffuso. E il giorno dopo se ci sono dei responsabili, sono già a casa. Li intervistano anche, diventano opinionisti: li chiamano 'le voci della curva'.
Dunque la solita soluzione italiana, visto che perseguire è difficile, scomodo, problematico e costa, diventa vietare le trasferte: a tutti.
Altrove, in Brasile, in un paese che per fortuna conosco discretamente bene per poterne parlare, esiste un regolamento, l'estatuto do torcedor, redatto da anni dalla Organizadas Brasil, l'associazione (legalissima!) che riunisce tutte le torcide organizade o uniformade del paese. Ogni anno i membri della commissione statutaria si riuniscono, ascoltano le proposte dei gruppi e cambiano le eventuali normative da adeguare. Negli anni lo statuto ha provveduto a garantire un accesso al calcio pratico e sicuro per le famiglie: intanto con i biglietti, tutti numerati e garantiti dal club ospitante, e destinati alla tifoseria ospite per qualsiasi trasferta in qualsiasi città. E non in un orrido box con griglie e gabbie; ma in un settore definito, uguale agli altri, spesso senza alcuna recinzione.
Di solito la dotazione minima di biglietti è il 10% della capienza dello stadio ma spesso è molto più grande: in uno stadio come il Morumbi sono oltre 8mila posti per la tifoseria ospite, al Maracanà 10.500, al Mineirao circa 9mila. Posti a prezzo politico. Se una società per motivi di interessi non garantisce questa quota, o alza i prezzi, viene severamente multata: è accaduto nella finale di Copa do Brasil di quest'anno con lo Sport Recife che non ha riconosciuto ai tifosi del Corinthians la dotazione minima di biglietti. Multa salatissima della federazione destinata ad alimentare il fondo per i tifosi.
Ma l'estatuto prevede anche il rifiuto di qualsiasi forma di violenza e sopraffazione, l'obbligo da parte dei torcedores di collaborare con le forze dell'ordine per identificare violenti e facinorosi, e tante altre cose interessanti che riguardano l'accesso allo stadio di bambini, disabili, e forti sconti per le famiglie. Ci sono stadi che hanno bagni riservati alle mamme con fasciatoi e scaldabiberon... tutto finanziato dal fondo dei tifosi. Quest'anno hanno organizzato un disco con i cori dei tifosi musicati dalla Orchestra Filarmonica di Rio de Janeiro: i proventi finiscono nel fondo dei tifosi, in parte in beneficenza e in parte per creare scuole calcio nelle favelas.
L'organizzazione poi fa divertire i tifosi: in Brasile c'è un torneo di calcio, molto popolare, tra le torcidas di tutto il paese la cui finale si svolge in un grande stadio prima di un evento ufficiale. Sono stato in Brasile tante volte e ho visto decine di partite di calcio: non ho mai visto niente che mi spaventasse: qualora un domani mi dovesse capitare, non avrò difficoltà a raccontarlo. Si sta parlando di un paese con un tasso di violenza notevole e sacche di povertà, disagio e ignoranza mostruose.
Ma il calcio lì è difeso: perché è il gioco dei figli di qualsiasi famiglia, ricca e povera.
Noi questo gioco ai nostri figli forse non saremo in grado di garantirlo. A meno che non diventino peggio di quello che vediamo oggi e non siano in grado di difendersi da soli.
Per chi ha qualche curiosità, è facilmente comprensibile anche da chi non mastica il portoghese, qui c'è il sito di Organizadas Brasil e questo è l'Estatuto do Torcedor.
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si sono d'accordo bisogna usare il pugno duro contro questi criminali travestiti da tifosi
io chiuderei gli stadi solo per i cretini, che poi tanto si sa chi sono, e allo stadio lascerei entrare solo i genitori con i bambini.
è giusto cosi
SOLO DIO GIUDICA!!! NESSUN ALTRO
PRIMA O POI LO CAPIREMO TUTTI
Hai ragione nexxxus77
mnaddei potevi evitare questa tua affermazione...in questo contesto è assolutamente inutile...cmq bell'articolo!!!Bravo Stefano...
no bisogna eliminarli
trovo un'emerita C A Z Z A T A il tifo violento, la fede per la propria squadra? ma che significa! Una cosa che non riesco proprio a capire, sono di Napoli e la mia squadra e il Napoli ma ha me il Napoli che cosa da' ? Forse un pó di gioia quando vince e gioca bene, ma se perde chi se ne frega mica ammazzo la gente! Il degrado, l'ignoranza, l'educazione, la ribbellione, la disoccupazione, la societá in cui si vive, forse tutto questo ha un ruolo importante con la violenza nel calcio, io arriverei alla violenza solo se toccassero i miei figli ma per il calcio e veramente da folli che siano di Napoli o Milano .
Un gran bel pezzo, congratulazioni. La mia opinione è che il tifo organizzato in curva debba essere reso illegale. Chi ha il piacere di seguire la propria squadra in trasferta può (o meglio, devo poterlo fare) organizzarsi in proprio, con i famigliari o con gli amici, senza alcun bisogno di aggregarsi ad un'organizzazione paramilitare. Tutte le trasferte organizzate devono essere vietate. A chi obietta che i gruppi ultras sono più facili quando sono aggregati dentro o intorno a uno stadio, e che allontanarli dagli stadi equivarrebbe spostare il problema altroe, rispondo che non è compito del sistema calcio risolvere i problemi di disagio sociale. Compito del sistema calcio è garantire l'accesso alle struttre sportive a chiunque (anziani, donne e bambini inclusi) abbia il piacere di andarsi a vedere una partita di calcio. L'Italia è il paese degli ipocriti. Parole come quelle pronunciate oggi da Cannavaro, che coccola gli ultras napoletani e sottintende che le colpe siano altrove (dove?), sono di una gravità e di una volgarità inaccettabili. D'altronde, Cannavaro è il capitano della nazionale italiana...
Mi é piaciuto molto l´articolo. Bravo Stefano.
Una sola cosa vorrei far notare:
"Dunque la solita soluzione italiana, visto che perseguire è difficile, scomodo, problematico e costa, diventa vietare le trasferte: a tutti. "
Siamo sicuri che perseguire ed arrestare siá piú costoso delle conseguenze? Se si considerano tutte le conseguenze delle violenze negli stadi degli ultimi anni, forse il bilancio é diverso.
Secondo me perseguire ed arrestare gli estremisti sarebbe la soluzione piú economica, se solo si utilizzassero mezzi tecnologicamente all´avanguardia e un migliore dispiagamento delle forze di polizia. Forse dovremmo avere piú umiltá e copiare biecamente da chi é riuscito nell´opera.
Caro Stefano, mi trovo d'accordo con la parte del tuo pensiero che ritiene che ciò che permette questa degenerazione del tifo sia legata in primo luogo ad una situazione di impunità che vige in Italia. Altrerttanto interessante il riferimento alla situazione brasiliana: probabilemente il miglior provvedimento per debellare il problema è proprio quello che siano i tifosi veri ad isolare queste frange, imponendosi delle regole di realtà e rispetto tra le tifoserie (una specie di "codice cavalleresco"
, e impegnandosi loro stessi a controllare le "infiltrazioni violente" tra i tifosi.
Continuiamo a lasciarli fare: è cosa davvero buona e giusta
Penso che questa soluzione non è sufficiente perchè
quando blocco delle trasferte dei tifosi perchè
ci vorrebbe una bella puninzione cioè la polizia può
menare liberamente per ordine di sicurezza, fare il campo
di tifosi @#$%.. e decidono che fare?
Mandare a lavorare terra o raccogliere @#$% dei cani su strada,
fare accoglienza agli anziani, animali, pulizie sulle spiagge,
meglio pulire i cessi dei militari ecc..lavorando gratuitamente.
Penso è la miglior soluzione per migliorare la disciplina civile.
io sono una ultra's seguo il MILAN ovunque posso andare..
non è giusto fare di tutta un erba un fascio!
su 6000 ulta's che seguono la propria squadra anche in trasferta 99% sono ragazzi che vogliono passare una domenica o un sabato fuori, con gli amici e con la propria squadra!!
non tutti i 6000 spendono dai 70 ai 100 euro di trasferta per fare casini o far sospendere le partite!
se la giustinzia in italia funzionerebbe (non solo per lo stadio) non saremmo a questi livelli!
ULTRA'SROSSONERAARN
Giustissimo ,bisogna imporsi!D'altra parte ai 200 tifosi napoletani pregiudicati i soldi per le trasferte e costano dove li trovavano? Sveglia!
Giustissimo ,bisogna imporsi!D'altra parte ai 200 tifosi napoletani pregiudicati i soldi per le trasferte e costano dove li trovavano? Sveglia!
Si parla solo dei delinquenti campani. Se non sbaglio tifosi interisti sabato notte, di ritorno da Genova, hanno assaltato e derubato un autogrill ... Ma di questo nessuno parla.
BASTA CON LE PUNIZIONI COLLETTIVE (come a scuola) MA PUNIZIONI INDIVIDUALI SU CHI INDIVIDUATO SI E' COMPORTATO DA DELINQUENTE!!!
Il ministero dell'interno ha voluto il biglietto nominativo per potere entrare allo stadio ed è sotto gli occhi di tutti che non serve a nulla perchè poi i deliquenti agiscono fuori e se anche si comportano male dentro lo stadio, le forze dell'ordine del biglietto non se ne fanno di nulla; il delinquente lo devi prendere al momento del fatto ed è in quel momento che lo si deve mettere subito in galera.
Questo del bilgietto unico ha solamente scoraggiato il tifoso onesto che vuole decidere all'ultimo momento, se piove o no, di andarsi a vedere una partita di calcio in qualsiasi parte d'italia e non doverlo decidere giorni prima per avere il biglietto in tempo!!
Quindi non sono d'accordo nel penalizzare le tifoserie "sane" che subiscono le idiozie di altri.
Ciao
Ma perché sprechiamo il fiato ... ogni volta a dire le stesse cose.
Io sono un tifoso romanista, ex abbonato in curva sud, se volete vi faccio nomi e cognomi dei @#$% che sono lí e vi dico pure dove abitano.Per cortesia, non lasciamoci prendere in giro, si sá chi sono le teste di @#$% ma non si fa nulla per metterli dentro.
D'altronde si dovrebbe iniziare a mettere dentro prima il 90% dei parlamentari... ma questo é un'altro discorso.
Se, giustamente, è stato impiegato l'esercito nelle città per ragioni di sicurezza collettiva (decisione sacrosanta) usiamolo anche alla domenica negli stadi...Visto che a questi cerebrolesi piace travestirsi da guerriglieri allora accontentiamoli..Fanno i duri con le suore orsoline sui treni, diamogli parà e lagunari con licenza di reagire e caricare...l'unica è menarli sul serio, altrimenti non la capiscono....
Vietando le trasfert si vieta il confronto tra tifoserie che dovrebbe essere solo una questione di sfottò e non violenza, ma viste le innummerevoli teste di c***o presenti alle partite mi sembra che sia l'unica soluzione.
E' anche vero che non vedo perchè io che magari sono un tifoso nel vero senso della parola che magari mi faccio mille Km per andare a vedere il Palermo a Milano e sostenere la mia squadra gridando e cantando non lo possa più fare, ma si sa la madre dei cretini è sempre incinta, e poi vogliono vietare l'aborto...
ROVINARE IL CALCIO...CAMON CASTEDDU
GIUSTO PENALIZZARE I CLUB CON AMMENDE DAVVERO SERIE!
è UN MODO IGNOBILE X ROVINARE L'IMMAGINE DELL SPORT KE VA X LA MAGGIORE IN ITALIA!
Scusate,si parla di fare delle leggi contro la violenza negli stadi,allora le società danno boglietti gratis x le trasferte,oppure con prezzo minore,facciamo una legge che dia veramente una svolta alla mviolenza,quando succedono fatti come domenica,levare alla squadra degli ultra 2 punti in classifica,continueranno a fare danno? ciao
Non serve inventarsi soluzioni assurde e/o strampalate,
basterebbe copiare il modello inglese.
Per fare questo però da un lato dovrebbero essere in primis le società di calcio a "responsabilizzarsi", diventando proprietarie degli stadi, con tutti gli oneri ed i doveri che ciò comporta. Ma di fronte a questi continui atti di vandalismo è palese che sono ben pochi i Club disposti a dare una mano..
Dall'altro lato servirebbero riforme a livello giuridico: se si viene colti in flagrante non ci sono "se" nè "ma", si va in carcere, ma quello duro. Che forse, qui in Italia, sono gli innocenti hanno la "fortuna" di conoscere..
ROMA CAPUT MUNDI!!!
NAPOLI CAPUT MONNEZZA!!!!
Ma non hanno vietato solo le c.d. trasferte organizzate?
Se e' cosi', il tifoso che vuole andare a seguire x cavoli suoi la sua squadra del cuore puo' continuare a farlo, no?
visto che da molto tempo esistono i biglietti nominativi perche nn creare un programma x bloccare la vendita dei biglietti a coloro che si rendono responsabili di atti vandalici allo stadio e nn solo.e dare pene piu severe sia a chi procura e sia a chi fa i biglietti senza un documento valido.
penso proprio di si...parti per fatti tuoi e ti prendi il biglietto allo stadio...almeno credo
Penso che sia ora in Italia di risolvere i problemi sempre con i divieti !
Usiamo il sistema " chi rompe paga "
Allora i tifosi mandiamoli a vedre le partite ma le Ferrovie dovrebbero mandare dei treni con tutti posti a sedere, con i biglietti e posti numerati dove occorre presentare la propria carta d'identità e pagare anche una quota di assicurazione per gli eventuali danni che potrebbero verificarsi. Sì perchè questi signori sanno che difficilmente vanno in galera e difficilmente risarciscono i danni perchè sono quasi tutti nullatenenti e nemmeno è giusto che a pagare siano i genitori.
Così in caso di incidenti si conoscono i nomi ed i responsabili.
Stessa cosa all'interno degli stadi.
Forse non è tutto ma quando sanno che non possono sfuggire alla identificazione ed alla icriminazione per asociasione a delinquere ci penseranno un pò di più.
Un plauso poi a tutti quei tifosi veri che sono nl calcio ma molto di più in altri sport come il ciclismo,tennis,ecc....
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