Stefano Benzi

Stefano Benzi

Il divieto di trasferta è davvero l'unica soluzione?

gio set 04 12:50

Ci ho pensato un paio di giorni prima di scrivere questo post: perché chi mi conosce sa come la penso sulle tifoserie organizzate. E che non ho mai avuto problemi a dirlo pubblicamente, in tv o per iscritto: ma le vicende che sono accadute ultimamente mi risultano sconcertanti. E qualsiasi riflessione che non sia la solita banalità diventa difficile.

Partiamo da un dato di fatto: le tifoserie organizzate sono affascinanti e rispecchiano un' aggregazione a volte socialmente molto utile. Spesso la moltitudine non ha idea di quanta beneficenza silenziosa e quasi scomoda tantissime tifoserie riescano a portare avanti con la propria attività. Ho visto decine di splendide iniziative nate in gradinata, e alcune di queste cose il cosiddetto ‘servizio sociale pubblico' se le sogna.

Ma la frangia più estrema del tifo è una realtà pericolosa: il mondo ultrà ha leggi scritte, ma molto più spesso indefinite, che non consentono deroghe e che sono uguali un po' dappertutto. Il gruppo difende il singolo fino a quando il singolo accetta le regole del gruppo: la gerarchia decide, il gruppo si uniforma alla decisione dei capi. E se i capi hanno deciso di fare casino, il gruppo fa quanto più casino possibile per non essere fuori, per non essere da meno, per non sentirsi emarginato da quello che probabilmente è l'unico contesto che ha saputo accettarlo.

Non ho una preparazione specifica e approfondita su norme e leggi: chi in questi giorni parla di soluzioni al problema della violenza in stadi e trasferte ne saprà sicuramente più di me.

Ma su alcune cose una riflessione me la posso permettere: tuttologi e dietrologi che parlano di idee politiche o criminalità organizzata (grande e piccola) alle spalle delle tifoserie, scoprono l'acqua calda. Lo si sa da anni, praticamente da sempre; come da sempre si sa che alcune tifoserie italiane, esattamente come alcune tifoserie straniere, hanno un'organizzazione gerarchica rigidissima, quasi paramilitare. Così come si sa che la stragrande maggioranza dei club collabora, se non addirittura finanzia più o meno direttamente, questi gruppi per non subire pressioni fastidiose o ingestibili.

Le mazzette di biglietti gratuiti che finiscono ai capi ultrà diventano merce di scambio, e dunque introiti, spesso molto ricchi, che rendono alcune tifoserie organizzate una vera e propria azienda che in questo mondo si finanzia le trasferte, e non solo; da tempo è nato anche un commercio di gadget, magliette, cappellini o riviste. Ci sono tifoserie che hanno anche coltelli e piccoli manganelli con il proprio logo. Le vendono anche on-line. Intorno a tutto questo mondo sotterraneo, ma molto, molto visibile e noto a tutte le istituzioni del calcio e del mondo politico, ruotano un sacco di soldi. E poi le tifoserie sono una nicchia di voti importanti: voti che portano migliaia di altri voti.

Di qui il sorriso che mi scappa ogni volta che qualcuno scrive "le leggi ci sono bisogna solo applicarle". In effetti le leggi ci sono. Quella che dice di processare e condannare al carcere un delinquente sorpreso in flagranza di reato;  quella che dice che bisogna fermare chi nasconde un arma in modo illecito; quella che sostiene che qualsiasi protagonista di fatti di violenza, privata o pubblica (e dunque in casa propria o allo stadio) deve essere identificato, denunciato e perseguito. Leggi anche del buonsenso se non sbaglio. Non mi sembra nulla di nuovo: se in Italia non si riesce ad applicare leggi e buonsenso il perché è evidentemente da cercare in altri motivi. Che poi sono i soliti.... Soldi e potere.

Chi ci va di mezzo? La gente normale: chi si trova con suo figlio nel mezzo di una sassaiola e non andrà più allo stadio, chi porta la fidanzata che non è mai andata a vedere una partita e la vede terrorizzata di fronte a una carica della polizia. Chi non sa che certi agguati vengono preparati meticolosamente a tavolino per giorni e giorni, come l'azione di guerriglia di un paese in guerra civile: e prima o poi l'agguato sfiorerà anche lui. Perché ha deciso di fermarsi a bere una birra nel bar vicino alla stessa strada che gli Ultrà hanno scelto per attaccare la polizia o la tifoseria avversaria.

Purtroppo anche la gente normale ha le sue colpe: la più grave è l'omertà. Quante denunce arrivano da vicini di poltroncina o di gradinata di un deficiente che ha tirato in campo una bottiglietta, un accendino? Pochissime: eppure io penso che sia impossibile che in una gradinata, o in una tribuna nessuno, ma proprio nessuno, si sia reso conto di qualcosa di gravemente illecito che gli è appena accaduto accanto.  Si ha paura, non ci si vuole ridurre al ruolo di un delatore. E così si finisce per dare ragione a chi urla: e chi sta zitto avrà sempre più torto.

Siamo arrivati al divieto delle trasferte: i delinquenti sono riusciti a toglierci anche la libertà di andare a fare una gita in una città che non abbiamo mai visto, mangiare un panino freddo in autostrada e una pizza alla sera con tre pere sul groppone e 600 chilometri di treno o di macchina. Perché questo è il tifo. Ed è quello che rivendico per me e per chi la pensa come me: la maggioranza, perché siamo tutti ostaggio di una minoranza di delinquenti e di chi a diversi livelli si rivela connivente o incapace.

Qui si parla molto del modello inglese (ma qualche casino ogni tanto scoppia anche lì), o di quello olandese anche se garantisco che alcune partite non sono una passeggiata di salute. Il carcere in Inghilterra per gli hooligans arrestati è durissimo. Diciamo che sia in Olanda che in Inghilterra se qualche tifoso esagera sa che non la passerà liscia. Qualche tempo fa in un derby semifinale FA Cup tra Aston Villa e West Ham, un ragazzino entrò in campo a prendere in giro con un gestaccio Peter Encklemann che si era fatto beffare da un fallo laterale allucinante battuto dal suo compagno di squadra Mellberg. Fu un autogol grottesco, figlio di una papera orrenda. Ma il gestaccio di quel tifoso fu condannato: carcere, interdizione dagli stadi e servizi sociali. E i giornali diedero un risalto enorme a quella condanna. Oggi non è più una novità: nessuna recinzione dentro lo stadio, ma controlli fuori sì, e severi. Nessun vincolo in gradinata, ma rispondi di quello che fai: e se sgarri e rompi il patto di fiducia che lega il tifoso al calcio, fai la galera, sul serio. E lo stadio te lo scordi per la vita. I tifosi inglesi fanno casino fuori: o molto, molto lontano dagli stadi. Perché dentro non ci riescono: e in questo modo se non altro non coinvolgono nessuno di quelli che allo stadio ci va solo per divertirsi.

In nessun altro paese succede ogni maledetta domenica quello che accade da noi, in modo così costante, continuo, uniforme e soprattutto diffuso. E il giorno dopo se ci sono dei responsabili, sono già a casa. Li intervistano anche, diventano opinionisti: li chiamano 'le voci della curva'.

Dunque la solita soluzione italiana, visto che perseguire è difficile, scomodo, problematico e costa, diventa vietare le trasferte: a tutti.

Altrove, in Brasile, in un paese che per fortuna conosco discretamente bene per poterne parlare, esiste un regolamento, l'estatuto do torcedor, redatto da anni dalla Organizadas Brasil, l'associazione (legalissima!) che riunisce tutte le torcide organizade o uniformade del paese. Ogni anno i membri della commissione statutaria si riuniscono, ascoltano le proposte dei gruppi e cambiano le eventuali normative da adeguare. Negli anni lo statuto ha provveduto a garantire un accesso al calcio pratico e sicuro per le famiglie: intanto con i biglietti, tutti numerati e garantiti dal club ospitante, e destinati alla tifoseria ospite per qualsiasi trasferta in qualsiasi città. E non in un orrido box con griglie e gabbie; ma in un settore definito, uguale agli altri, spesso senza alcuna recinzione.

Di solito la dotazione minima di biglietti è il 10% della capienza dello stadio ma spesso è molto più grande: in uno stadio come il Morumbi sono oltre 8mila posti per la tifoseria ospite, al Maracanà 10.500, al Mineirao circa 9mila. Posti a prezzo politico. Se una società per motivi di interessi non garantisce questa quota, o alza i prezzi, viene severamente multata: è accaduto nella finale di Copa do Brasil di quest'anno con lo Sport Recife che non ha riconosciuto ai tifosi del Corinthians la dotazione minima di biglietti. Multa salatissima della federazione destinata ad alimentare il fondo per i tifosi.

Ma l'estatuto prevede anche il rifiuto di qualsiasi forma di violenza e sopraffazione, l'obbligo da parte dei torcedores di collaborare con le forze dell'ordine per identificare violenti e facinorosi, e tante altre cose interessanti che riguardano l'accesso allo stadio di bambini, disabili, e forti sconti per le famiglie. Ci sono stadi che hanno bagni riservati alle mamme con fasciatoi e scaldabiberon... tutto finanziato dal fondo dei tifosi. Quest'anno hanno organizzato un disco con i cori dei tifosi musicati dalla Orchestra Filarmonica di Rio de Janeiro: i proventi finiscono nel fondo dei tifosi, in parte in beneficenza e in parte per creare scuole calcio nelle favelas.

L'organizzazione poi fa divertire i tifosi: in Brasile c'è un torneo di calcio, molto popolare, tra le torcidas di tutto il paese la cui finale si svolge in un grande stadio prima di un evento ufficiale. Sono stato in Brasile tante volte e ho visto decine di partite di calcio: non ho mai visto niente che mi spaventasse: qualora un domani mi dovesse capitare, non avrò difficoltà a raccontarlo. Si sta parlando di un paese con un tasso di violenza notevole e sacche di povertà, disagio e ignoranza mostruose.

Ma il calcio lì è difeso: perché è il gioco dei figli di qualsiasi famiglia, ricca e povera.

Noi questo gioco ai nostri figli forse non saremo in grado di garantirlo. A meno che non diventino peggio di quello che vediamo oggi e non siano in grado di difendersi da soli.

Per chi ha qualche curiosità, è facilmente comprensibile anche da chi non mastica il portoghese, qui c'è il sito di Organizadas Brasil e questo è l'Estatuto do Torcedor.

 

 

 

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  1. Ascolta il tuo scritto è lungo non l'ho letto tutto.....
    Ma non non stiamo a raccontare STORIE.... Ci sono nomi foto e filmati.... VIETATEGLI l'accesso allo stadio per 10 anni con obbligo di firma alla polizia durante le partite!!! Gli str.... erano tutti li!!!! Aspetttavano da tempo questa occasione. Eliminati loro vediamo domenica che succede. Quei pochi str... rimasti si guarderanno bene dal rischiare il linciaggio dalla parte sana dei tifosi.
    E POI RAGIONIAMO: questi delinquenti stanno facendo i salti di gioia per aver ottenuto quello che volevano;e tranqiullamente domenica si compreranno un BIGLIETTO NEI DISTINTI e si vedranno la partita........CORNUT' e MAZZIAT'......
    Riccardo. Caro Stefano, rispondi tu a me!!!!!!!!!!!!

    lucky.rik1Da lucky.rik1 il mar set 09 01:26

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  2. A questi ignoranti e imbecilli di ultras che dello sport non gliene frega nienteee, per farli calmare non c'è ne vuole moltooo, non servono i daspo non è giusto che paghino sempre le società sportive.....SIAMO ITALIANI basta far pagare a loro tutti i danni che procurano basta toccarli nella tasca e si calmerebbero

    roberto1840Da roberto1840 il mar set 09 22:05

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  3. COME AL SOLITO PAGANO SOLO IL NAPOLI PER TUTTI.
    NON è LA PRIMA VOLTA E NON SARà L'ULTIMA.
    FINO AL 31 OTTOBRE A CURVE CHIUSE, AI TIFOSI ROMANI NIENTE, AI TIFOSI INTERISTI CHE NELLA TRASFERTA DI GENOVA (CONTRO LA SAMP.)AL RITORNO HANNO SFASCIATO 5 AUTOGRILL, ANCORA NIENTE.
    UN TIFOSO JUVENTINO TIRA UN PETARDO A 2m DALL'ASSISTENTE E NON GLI FANNO NIENTE, I PIAGNONI TIFOSI ROMANI BLOCCANO UNA PARTITA, COL RISCHIO DI FAR SUCCEDERE QUALCOSA DI GRAVE E L'OSSERVATORIO NON SI PRONUNCIA.
    COMUNQUE NOI NAPOLETANI SIAMO SUPERIORI NON CI PIEGHERANNO MAI!
    NE L'OSSERVATORIO, NE IL MINISTRO LEGHISTA, NE CHIUNQUE CI AFFRONTI.

    pasqualesciallaDa pasqualescialla il mer set 10 16:58

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  4. sono un tifoso del napoli ed ogni volta che il napoli gioca in casa mi accollo circa 800 km perche vivo in un altra citta.riguardo gli episodi successi domenica sono daccordo con il pugno duro verso il tifo violento ma non alla chiusura degli stadi agli ultrs che con tanti sacrifici fanno trasferte importanti stando vicino alla loro squadra. vorrei porre a voi tutti un quesito come mai nel famoso derby roma lazio una partita viene sospesa da capi ultras e allo tadio olimpico nessuna squalifica idem lo scorso anno vedere l assalto al commissariato do polizia mentre a bergamo x scontri si chiudeva lo stadio... fate le vostre considerazioni
    pene uguali x tuttu

    naplesnaDa naplesna il ven set 12 20:51

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  5. In linea di massima sono d'accordo con lei,anzi io sarei ancora piu' "drastico", pero´ non é vero che in Brasile sono dei "santi", io abito in Costa Rica das 15 anni e vedo moltissimo i campionati argentini e brasiliani: dei primi devo dire che quello che succede da noi sono solamente delle "scaramucce", se ben si ricorda hanno dovuto sospendere il campionato per Sicurezza Nazionale!!! mentre che in Brasile é vero che la tifoseria é relativamente calma, peró lí sono i giocatori che se le danno di santa ragione e non é uno spettacolo decente. Saluti, Adone dal Costa Rica

    adonevoDa adonevo il ven set 12 21:22

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  6. mnaddei credo che questo nn e il tuo posto xche nn entri nei blog delle chiese???? che centra dio

    casimiro_casaleDa casimiro_casale il sab set 13 23:27

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  7. mnaddei credo che questo nn e il tuo posto xche nn entri nei blog delle chiese???? che centra dio

    casimiro_casaleDa casimiro_casale il sab set 13 23:27

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