ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Abuso sul twitter di Daley, scattano le manette

    Arrestato il ragazzo che, deluso per il quarto posto nei sincro dai 10 metri, aveva scritto sul twitter del tuffatore “Hai deluso tuo padre”. Il papa di Tom è morto nel maggio del 2011

    In lui erano riposte le speranze britanniche di vittoria, invece Tom Daley e il suo compagno di sincro nella piattaforma dai 10 metri si è dovuto accontentare di un quarto posto. L’errore, evidente, è stato di Pete Waterfield che ha subito chiesto scusa al giovane Tom. Giovane d’età, ma certo non di testa. Il 18enne ha infatti immediatamente chiarito che si vince e si perde in due, spegnendo sul nascere ogni possibile polemica. O almeno, cercnado di farlo…

    Nelle ore immediatamente seguenti la delusione per il legno olimpico, sul profilo twitter del tuffatore è comparso il ‘cinguettio’ di un tifoso inglese. “Hai deluso tuo padre”, le parole del 17enne, immediatamente arrestato. Perché?

    Perché la sua frase è stata considerata una forma di abuso del social network. Perché lui è stato considerato capace di comunicazioni potenzialmente pericolose. Perché il papà di Tom è morto lo scorso anno di tumore al cervello.

    Tom, che come detto, è campione vero, ha risposto confermando il suo massimo impegno, ma non “nascondendo la delusione per aver letto queste parole”. Immediate e inutili le scuse del colpevole, un 17enne di Weymouth, che ha cercato di giustificare la sua pessima uscita con la delusione provata per la mancata medaglia e ha pregato il suo ‘idolo’ di accettare le sue scuse e di non odiarlo.

    Il profilo twitter del ragazzo è stato immediatamente chiuso, ma ancora non si fermano i messaggi di sostegno per Tom. Primo su tutti il suo compagno di sincro che ha scritto “Prima di parlare, provate voi a fare quello che facciamo noi”.

    Parole a cui hanno fatto seguito quelle della Keri-Anne Payne che ha consigliato a Tom di “ignorare gli idioti, non ne vale la pena”. E comunque, sottolinea @sherricramer, “tuo papà è molto orgoglioso di te”. In generale il grido che si alza dal mondo dei social network, utili e pericolosi insieme, è “vergogna”