Dal licenziamento per giusta causa al Corinthians alla nuova operazione al tendine d'Achille, passando per certi 'vizi' e il sogno di tornare in campo, con le maglie di Flamengo e Brasile. Adriano si racconta in un'intervista a Tv Globo, partendo dal burrascoso divorzio col Timao che avrà strascichi legali.
"Porterò il Corinthians in tribunale", annuncia Adriano, che racconta di essere stato costretto ad allenarsi per una settimana da solo. "Mi sentivo un prigioniero e non ho detto nulla, sembrava volessero punirmi e hanno finito con l'umiliarmi", dice ancora l'attaccante, che però dall'altro lato riconosce di aver saltato oltre 60 sedute di fisioterapia.
"Ammetto che non ho fatto il mio dovere per tornare a stare bene, ne sono cosciente - continua -. Sono stato testardo, all'inizio della fase di recupero ho saltato parecchi appuntamenti ma mai senza preavviso, chiamavo e ci si metteva d'accordo". In quel periodo l'Imperatore lasciava San Paolo per tornare nella sua Rio.
"Non sono riuscito a identificarmi con San Paolo - confessa -. Non che sia brutta, è una città meravigliosa ma sono carioca e sono abituato alle spiagge". Fuori dal campo, del resto, Adriano non è tipo da rimanere a casa la sera e spesso e volentieri si parla della sua passione per la birra. "Ma tutti i calciatori bevono, lo sa il mondo intero e facendo un churrasco non riesco a limitarmi a una sola birra", dice ancora l'ex attaccante di Fiorentina, Parma, Inter e Roma, al quale la madre ha chiesto di smettere di giocare.

"Ma mi sono detto: 'se mi ritiro a 30 anni, sentirò la mancanza del calcio e poi cosa farò?'. Ora dipende solo da me rialzarmi - prosegue - Ho imparato molte cose e sarò l'Adriano di sempre, questo non cambierà mai. Da qui a quattro mesi dovrei tornare in campo, magari al Flamengo, poi voglio realizzare il sogno di tornare nella Seleçao".