ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Agnelli "Il 10? Giusto che lo indossino altri"

    Il presidente della Juve non ritirerà la maglia di Del Piero e poi torna a commentare la stagione bianconera, fatta di bassi, ma soprattutto di tanti alti (foto AP/LaPresse)

    "Se dovessimo vincere la Coppa Italia, neanche il miglior sceneggiatore avrebbe potuto scrivere un finale migliore - aggiunge a proposito dell'addio dello storico capitano - ma dobbiamo rimanere concentrati perché questo pezzo di storia dobbiamo ancora scriverla e affronteremo una squadra che ci impegnerà fino all'ultimo minuto". Una battuta anche sul mercato: "A inizio stagione eravamo da quinto-sesto posto, oggi ci paragonate alle migliori quattro d'Europa. Sapevamo le priorità su cui dovevemo intervenire già prima di questa euforia. Le priorità sulla squadra come in azienda sono rimaste tali".

    "Domenica - ha aggiunto ancora Andrea Agnelli - è un passaggio fondamentale della stagione perché, a prescindere dallo scudetto, abbiamo sempre puntato alla Coppa Italia che per noi sarebbe la decima".

    La festa di domenica scorsa è ancora nel cuore e negli occhi del presidente. "E' stato bellissimo tutto, perché va raccontato da dove arriviamo, veniamo da due settimi posti, ma questa e' stata la squadra degli invincibili che verrà ricordata nella storia. E' stato un percorso di vittorie e sofferenze, il giorno dello scudetto a Trieste contro il Cagliari, ero a casa da solo ed è stato straordinario vedere come abbiamo riempito le piazze di Roma, Milano e Torino, poi abbiamo avuto il privilegio di poter preparare la festa per una settimana nell'imponenza della folla di Torino c'era tutto l'orgoglio e la rabbia che ci ha fatto tornare dall'inferno al paradiso".

    Agnelli ha parlato anche del museo. "L'emozione della Juve per me è sempre rivolta a domani, la gioia più bella è sempre quella che deve venire, ma questo museo ha qualcosa di staordinario che deve piacere non solo agli juventini ma a tutti gli appassionati di calcio del mondo. Per me è motivo d'orgoglio pensare che dal 1923 la famiglia Agnelli è con la Juventus, non c'è un caso analogo in nessun altro sport. Qui ci sono cimeli straordinari donati da collezionisti o protagonisti sul campo, oggetti di culto a oggetti tecnici che evidenziano anche l'evoluzione del calcio".