Avere diciotto anni e dover affrontare un’Olimpiade con un titolo europeo, seppur in staffetta, sulle spalle è già qualcosa che richiede dei bei nervi, ma se poi c’è da portarsi dietro anche il perenne paragone con la nuotatrice italiana più vincente di sempre diventa veramente troppo. Ed ecco allora che Alice Mizzau, friulana impiantata a San Marino, decide di scrollarsi di dosso un’eredità che proprio non sente sua.
Tutti si chiedono di te, sei l’erede di Federica Pellegrini?
Io son l’erede di me stessa, nel senso che non paragono la mia carriera sportiva a quella di nessun altro.
Parliamo di uno dei momenti più significativi dell’ultimo campionato europeo, l’oro nella staffetta 4x200 stile, ve lo sareste aspettato?
Personalmente no. Sapevamo di poter far bene, ma non credevo che saremmo potute addirittura arrivare alla vittoria. E’ vero che non tutte le squadre avversarie erano nella loro migliore formazione e che mancava la Francia, ma per una staffetta giovane come la nostra è decisamente un buon inizio.
Oltre all’oro, a Debrecen siete riuscite a qualificare la staffetta per Londra. Che cosa ti aspetti di trovare una volta arrivata la?
Visti i risultati recenti direi che è doveroso puntare alla finale, ma per raggiungerla dovremo andare forte già dalla mattina e per questo sarà indispensabile la presenza di Federica già nelle batterie. La medaglia sembra, onestamente, molto lontana, però nello sport non puoi mai dire mai, tutti dicono che l’Olimpiade è una gara a se’ dove può succedere qualsiasi cosa.
Alice Mizzau come si aspetta l’Olimpiade?
Per ora non mi aspetto niente, attendo solo di arrivare e vedere com’è. Me la immagino una cosa diversa da tutto il resto delle gare che ho fatto fino adesso e diversa da qualsiasi altra competizione internazionale.
Nelle competizioni internazionali che hai affrontato fin adesso hai sentito molto la pressione?
Devo dire che quasi quasi sento di più la pressione a livello italiano che internazionale, infatti questi Europei li ho affrontati in modo sereno, positivo e per niente teso, anzi, ero super carica e in acqua sono riuscita a dare tutto quello che avevo.
Ti allena Max Di Mito, che è stato l’allenatore che ha portato al successo Federica Pellegrini. Le tue gare sono i 100 e i 200 stile libero, come quelle che Federica faceva all’inizio della sua carriera. Si tratta solo di un caso o state seguendo un percorso affine?
Sicuramente per fare un buon 200 bisogna allenare la velocità perché va bene avere un buon ritorno, ma se non si fa un passaggio veloce dopo un po’ non si riesce più a migliorare. Io a differenza di Federica sono più portata per i 100 che per i 400. Federica poi aveva iniziato con Max molto prima di me, per cui non si può dire che il percorso atletico sia stato lo stesso.
Tornando alla staffetta, che cosa significa avere come compagna di staffetta Federica Pellegrini?
In realtà è una persona normalissima. Certo, è positivo perché, come successo a Debrecen, mi ha aiutata molto, solo che da un lato è un po’ meno bello perché poi sui giornali sembra che l’abbia fatta solo lei la staffetta. Al di fuori di questo, però, mi piace molto averla come compagna di squadra. Lei in gara è molto combattiva e anche grazie alla sua grande esperienza è molto difficile che perda in un testa a testa.
Cosa fa Alice quando non nuota?
Vado a scuola. Faccio il liceo scientifico e quest’anno avrei avuto gli esami di maturità, però visto l’impegno delle Olimpiadi ho deciso di rimandare gli esami al prossimo anno per poterli affrontare con maggior concentrazione. Per chi si allena molte ore al giorno come noi studiare non è molto facile, soprattutto nei periodi più intensi della preparazione, ma è un grande aiuto per staccare la testa. A me piacerebbe anche proseguire gli studi dopo le superiori. Mi piacerebbe studiare psicologia, ma adesso c’è ancora tempo per pensarci.
