ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Alla frutta già in gara-1: è possibile?

    I Celtics lanciano segnali allarmanti mostrando evidenti segnali di stanchezza già nella prima partita della serie contro Miami: l'attacco ristagna e la difesa apre inusuali autostrade mancando completamente di organizzazione e fisicità. E mercoledì notte si torna già in campo...

    Miami va in mezza transizione. Wade riceve in guardia sinistra, punta Ray Allen, lo attacca senza neanche troppa convinzione verso il centro e si ritrova incredibilmente solo. Solo in mezzo all'area. Talmente solo che si stupisce, rallenta, si guarda attorno, con Allen che non riesce nemmeno ad assestargli una debole spinta da dietro e Garnett a tre metri di distanza che lo osserva, impotente, andare su con estrema morbidezza per appoggiare al tabellone. Come ieri, proviamo a trovare un'azione-simbolo della partita. Anche se, in realtà, ce ne sarebbero molte, moltissime simili a questa.

    C'E' QUALCUNO CHE E' UN PO' STANCHINO... - Boston ha retto un tempo (pari 46 all'intervallo lungo) azzerando praticamente il ritmo e spremendo il succo rimasto da Kevin Garnett (23+10), l'unico che sembra aver ancora qualcosa in serbatoio (certo, tirare in testa a Turiaf aiuta...). Ma nella ripresa è letteralmente implosa, cadendo sulle ginocchia: distrutta nel verniciato (48-33 a rimbalzo) e frustrata con 11 stoppate (11!!!) da una Miami senza Bosh, surclassata su tutte le palle vaganti e sulle giocate di reattività, e "rimbalzata" letteralmente in attacco, con un Pierce dominato da LeBron (5/18 e anche una serie di tre azioni consecutive chiusa con due stoppate subite e una palla persa su trap a centrocampo), un Rondo sempre più fermo e stantio (la tripla doppia sfiorata sono numeri che lasciano il tempo che trovano) e un Ray Allen che fa, scusatemi, piangere, 1/7 al tiro (è al 40% in questi playoff), un assurdo 3/7 in lunetta e una difesa impalpabile su Wade. E, a proposito di difesa, è nella propria metacampo dove Boston è stata una disperazione, perché se l'attacco stagnante è stato comunque una prerogativa di questi playoff, i Celtics hanno sempre tenuto dietro. Ma non ieri sera, dove hanno sbragato nel secondo tempo, perdendo continuamente gli uomini sul perimetro e mancando nelle rotazioni, negli aiuti, nella protezione del ferro. Wade e James si sono trovati delle autostrade davanti, incommentabili per quella che dovrebbe essere una delle migliori difese della Lega e che dovrebbe fare della fisicità e dell'organizzazione il proprio punto di forza.

    L'IMPORTANZA DEL SUPPORTING CAST - Dopo aver segnato 197 punti nelle ultime tre gare della serie contro Indiana, James e Wade hanno combinato per altri 54, ma questa volta hanno trovato qualche segno vitale anche dai compagni: pur tirando maluccio (2/15 dall'arco in coppia) Chalmers ha svolto un buon lavoro su Rondo, così come Battier ha dato equilibrio in difesa e a rimbalzo (10 catturati) giocando a lungo anche da 4 in assenza di Bosh. Positivo anche Mike Miller, con un paio di bombe chirurgiche prima di essere sconfitto dal mal di schiena. Doc Rivers, invece, ha ridotto la rotazione a otto pescando soltanto una breve fiammata difensiva di Dooling su Wade nel secondo quarto, ed è stato completamente tradito da Mickeal Pietrus, l'uomo che avrebbe dovuto dare quel qualcosa in più dalla panchina anche e soprattutto per aiutare Allen e Pierce nella staffetta su Wade e LeBron: il francese ha chiuso con 1 solo punto impegolandosi in falli e isterismi vari, senza riuscire nemmeno a rallentare i Big-Two di Miami.