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    Alshammar: "Pronta per la gara della vita"

    La velocista svedese va alla ricerca della sola medaglia che le manca in carriera, l'oro olimpico: "Spero di nuotare il mio tempo migliore di sempre", ha dichiarato la Alshammar in un'intervista esclusiva rilasciata a Eurosport

    In più di dieci anni nuotati ad altissimi livelli Therese Alshammar ha vinto praticamente tutto, due ori e cinque argenti mondiali, dieci ori ai mondiali in corta, dieci titoli continentali e sedici in vasca da 25. Le manca solo l’oro olimpico e Londra potrebbe essere l’ultima occasione per coronare una carriera praticamente perfetta.

    Quali sono le tue prospettive olimpiche?

    Spero di nuotare il mio tempo migliore di sempre. Per quanto riguarda le medaglie, nelle gare di velocità non ci puoi mai fare particolare affidamento, ma è chiaro che la vittoria rimane l’obiettivo principale.

    Cosa cambia tra un’Olimpiade da esordiente e una da veterana?

    Non c’è una sola differenza, è proprio tutto l’ insieme che risulta diverso. Quando sei un’esordiente non hai pressioni esterne, ma allo stesso tempo sei più teso perché quello che affronti è tutto nuovo, quando invece sei una veterana e hai alle spalle un percorso di alto livello tutti si aspettano molto da te, ma in ogni caso sono contenta della carriera che ho fatto, nonostante quello che questa può comportare.

    Sei stata la più grande nuotatrice svedese di sempre, qual è stato l’effetto delle tue vittorie nel tuo paese?

    Come spesso accade a molti sport il nuoto diventa particolarmente popolare in Svezia nel periodo delle Olimpiadi, quando le gare vengono trasmesse in televisione, ma ha il fattore aggiunto che quasi tutti i bambini fanno la scuola nuoto. Questo non significa, però, che si tratti di uno degli sport più popolari perché a farla da padroni nel panorama nazionale sono comunque il calcio e l’hockey su ghiaccio. Per quanto mi riguarda, al di fuori delle piscine non sono più famosa di una qualsiasi altra persona. I miei risultati contribuiscono alla crescita del nuoto in Svezia e questo mi fa piacere, ma non voglio essere un personaggio mediatico che appare in tutte le televisioni.

    Quale pensi sia stata la tua avversaria numero uno a Londra?

    In una gara come i 50 stile libero se vuoi avere possibilità di vittoria devi pensare che tutte le atlete che accedono alla finale possono potenzialmente essere la tua avversaria numero uno.

    Qual è stata la tua gara migliore e quale, invece, la più difficile?

    E’ una domanda difficile, ma come gara migliore potrei indicare l’oro vinto nei 50 stile libero ai Campionati Mondiali di Shanghai. Per quanto riguarda, invece, la gara più difficile direi che non ce n’è una in particolare. Il 50 stile è una gara molto imprevedibile, non puoi sapere come andrà a finire fin quando non sei arrivato in fondo.

    Vedi possibilità di medaglia per le staffette?

    Onestamente no. Alle Olimpiadi incontreremo delle nazionali veramente molto competitive e le medaglie in palio sono soltanto tre. A contendersele ci saranno gli Stati Uniti, l’Olanda, l’Australia e non escluderei la Cina. La nostra staffetta, eccetto me, è formata da frazioniste molto giovani e penso che già il riuscire ad accedere alla finale sarebbe un grandissimo successo per la Svezia.

    Quanto è grande, per te, la differenza fra un Mondiale e un’Olimpiade?

    La differenza sta solo nel contorno perché in un’Olimpiade tutto è molto più grande e molto più spettacolare, ma questo vale più che altro per chi è lì come spettatore. Quando devi gareggiare le cose cambiano perché quello che importa è rimanere concentrati su se stessi e sui propri obiettivi, per cui non ci si può permettere di perdere tempo a guardare quello che ti sta intorno.

    Quanto è importante la concentrazione per una velocista?

    Direi che è a dir poco fondamentale. Lo è in ogni cosa che fai, sia nell’allenamento che nel momento della gara.