Francesca SCHIAVONE b. Klara ZAKOPALOVA 6-0, 6-4
Francesca Schiavone raggiunge la rivelazione del tennis italiano, Camila Giorgi, agli ottavi di finale del tabellone femminile di Wimbledon battendo Klara Zakopalova, 30 anni, numero 30 del ranking WTA. Ceca sottotono: l'avevamo lasciata al quarto turno del Roland Garros, quando aveva strappato l'unico set del torneo alla poi vincitrice Sharapova prima della resa, e in semifinale sull'erba di Eastbourne, ma oggi la Zakopalova non è mai entrata in partita, subendo le variazioni di una Schiavone finalmente senza pause. Francesca mescola le carte con un tennis molto diversificato per lasciare la ceca, in difficoltà soprattutto sugli slice dell'italiana, senza punti di riferimento per il suo gioco prevalentemente offensivo. Il primo set è un monologo in 22', nel secondo la Zakopalova ritrova un po' di ritmo da fondo campo, ma basta un break-point sul 3-3 (chiuso con una splendida volée di rovescio da metà campo) per decidere l'incontro in poco più di un'ora. Agli ottavi di finale la Schiavone attende la vincente del match tra Varvara Lepchenko e Petra Kvitova: la prima ha eliminato Francesca un mese fa al Roland Garros; la ceca, testa di serie numero 4, è la campionessa in carica del Championship.
Yaroslava SHVEDOVA b. Sara ERRANI 6-0, 6-4
Sara Errani, deve cedere a una grande Yaroslava Shvedova che, dopo i quarti di finale dalle qualificazioni al Roland Garros, deflagra il suo tennis da battitrice sull'erba di Wimbledon facendo la sua prima vittima illustre (l'italiana era testa di serie numero 10 del Championship) con un severo 6-0, 6-4. Nel primo set accade una cosa incredibile, perché la Shvedova mette a segno 24 punti consecutivi in 15 minuti firmando il golden set che nella storia del tennis ha un solo precedente (ma nel maschile), perché fece l'impresa soltanto lo statunitense Bill Scanlon contro Marcos Hocevar il 22 febbraio 1983 al torneo di Delray Beach, Florida. Come se non bastasse, la Errani, oltre a non fare punti nella prima partita, fa un solo errore non forzato ad avvalorare i 14 ingiocabili vincenti della Shvedova. Il secondo set è più equilibrato, perché la Errani fa il primo 15 per dimenticare il drammatico 0/24 della prima partita e strappa subito il servizio alla Shvedova, ma deve subito concedere il break/back a 0. Sul 3-3 la Vinci si guadagna due break-point - la Shvedova rimedia con due ace, uno di seconda, e due prime pesantissime - e ne salva uno nel gioco successivo, ma all'ultimo game l'italiana perde ancora la battuta contro una giocatrice che, nonostante la 65esima posizione nel ranking WTA, sull'erba l'ha sovrastata in soli 54 minuti con 6 ace e 35 winners.
Roberta VINCI b. Mirjana LUCIC 7-6 (7-4) , 7-6 (7-3)
Finalmente Roberta Vinci, l'italiana più "erbivora", raggiunge per la prima volta gli ottavi finale alla sua settima partecipazione al Championship battendo la croata Mirjana Lucic, semifinalista 1999 e tornata dieci anni dopo ad alti livelli. Ci vogliono due tie-break per decidere un match equilibratissimo con soli due break nel primo set e una statistica inversamente proporzionale, perché se la Lucic fa tanti vincenti, ma sbaglia tanto (31 errori non forzati), la Vinci chiude meno punti (22 winners) ma ne fallisce pochissimi (10) deliziando con la volée di rovescio. La vittoria della Vinci in chiusura di programma terzo turno del tabellone femminile permette all'Italia di diventare la nazione più rappresentata agli ottavi di finale con tre tenniste (Giorgi e Schiavone insieme alla salentina) contro le due russe (Sharapova e Kirilenko) e tedesche (Lisicki e Kerber).

