Si torna, nel caso avessimo mai smesso, a parlare di calcio scommesse perché le ultime rivelazioni fatte dal pentito numero 1,
Il nome dell’allenatore bianconero già qualche giorno fa era stato pronunciato davanti agli inquirenti, ma le notizie lo riguardavano di striscio, si trattava solo di una telefonata in cui l'ex giocatore Antonio Bellavista chiedeva al giornalista Raimondo di chiamare Conte per capire se fosse o meno ‘contattabile’. Raimondo ha spiegato di aver mandato a Conte un sms, ma della risposta dell’allenatore, se ci sia stata o meno, nulla si sa. La questione, comunque, è in mano alla procura di Bari.
Notevolmente diversa l’accusa pronunciata da Carobbio che parla di una combine decisa per il match del 1° maggio 2011 tra Novara e Siena quando Conte era ancora l’allenatore del Siena. Secondo quanto rivelato da Carobbio al pm Di Martino, il gruppo degli Zingari avrebbe chiesto ai giocatori di evitare il pareggio o, nel caso, giocare per un over (almeno 3 gol segnati). Stando alle sua parole, Carobbio avrebbe risposto di non essere “interessato e che non avrei nemmeno giocato" nonostante confermi che la combine sia riuscita. "So che ci fu un contatto tra Vitiello del Siena e Drascek del Novara nell'albergo che ospitava noi del Siena. Io li ho visti parlare. Non so poi cosa è successo, certo è che il pareggio sarebbe stato un risultato proficuo per tutti".
Il match finì 2-2. E fino a qua il nome di Conte non spunta. Ma c’è dell’altro…
Se l’accordo c’è stato, e questo sarà la magistratura a stabilirlo, quello che Filippo Carobbio sosterrebbe è che Conte ne fosse a conoscenza. Non che avesse preso parte alla combine o che avesse deciso di approfittarsene, non è di questo che Carobbio avrebbe parlato. La tesi del giocatore è che l’allenatore pur sapendo non abbia denunciato la cosa alle autorità competenti. Questa, al limite, è l’unica accusa che si potrà rivolgere a Conte il cui ruolo all’interno della vicenda, non influirà in alcun modo sulle sorti del Siena anche perché non si tratta di azioni penalmente perseguibili.
Per questo non c’è urgenza o premura di ascoltare la versione di Conte che, al massimo, qualora queste indiscrezioni trovassero conferma, rischierà un anno di squalifica per “omessa denuncia” che sarebbe inflitta all’allenatore dalla Giustizia Sportiva.
