Non c'è pace nel Calcioscommesse. L'equilibrio sembrava raggiunto con i dieci mesi ad Antonio Conte e l'assoluzione per Bonucci, Pepe e gli altri giocatori coinvolti. E invece no, il procuratore Palazzi rilancia, impugna tutti i proscioglimenti e riporta "in ballo" tutti, salvando il solo Padelli.
Così come non erano congrui i tre mesi previsti per Conte in caso di patteggiamento, allo stesso modo non lo sono nel caso dei giocatori e allora sotto con altre magagne, con i ricorsi e la palla che passa alla difesa.
Palazzi appella alla Corte di giustizia federale e chiede la revisione delle decisioni in merito ad Albinoleffe-Siena, Udinese-Bari, Bologna-Bari e Bari Lecce. Il procuratore non è convinto dalle derubricazioni e chiede alla Disciplinare di rivalutare le posizioni Vitiello e Coppola (accusati di aver avuto un ruolo più importante nella combine), così come dei bianconeri Bonucci e Pepe, di Andrea Masiello, Portanova, Di Vaio e di Vives, il cui ruolo sarebbe più centrale.
Ora la parola passa ai difensori legali di tutti i pseudo prosciolti, ma il caso sembra assumere dei contorni poco chiari, tanto che è lecito chiedersi se questa situazione sia dettata dal forte impegno di Palazzi a favore della Giustizia sportiva o da una sorta di accanimento giudiziario.
