Tra Argentina e Brasile non sarà mai un'amichevole, a maggior ragione se si gioca al New Meadowlands di East Rutherford, New Jersey, dove bisogna deliziare i palati ancora scevri di futbol dei neofiti yankees. E allora che trionfi l'estetica rarefatta di un Superclasico indimenticabile: per i tatticismi verranno altri giorni... Finisce 4-3 per l'Argentina, che rimonta due volte sulla Seleção grazie al suo prometeo, il suo maieuta, il suo fenomeno: Lionel Andrés Messi. Hat-trick per la punta del Barcellona, 26 reti in Albiceleste, per rispondere a chi, oltreoceano, fa l'incendiario provando a negare l'evidenza di una maestria sconfinata e inimitabile.
PANORAMA SUPERCLASICO - E' stata una partita bellissima con grandi interpreti e difese da rivedere: Mano Menezes prepara i Giochi Olimpici londinesi schierando una formazione di Under-23 con due fuoriquota, Marcelo e Hulk; Alejandro Sabella sceglie Angel Di Maria, Gonzalo Higuain e Messi per non fare da sparring-partner, perché ci sono dei precedenti "lugubri", sette vittorie del Brasile negli ultimi otto scontri diretti, da dimenticare. Eppure il Brasile parte benissimo e fa la partita con eleganti fraseggi nello stretto e prime limpide occasioni per Neymar, stasera un po' impreciso, e Hulk, al contrario straripante. Verdeoro in vantaggio al 23' con Romulo che, dimenticato in area da una difesa argentina immobile, non può fallire la sua prima rete in Nazionale su innesco di Oscar. Argentina non pervenuta per tutta la prima mezzora di gioco, ma dopo il secondo gol sfiorato da Neymar, s'infiamma Messi: due piste verticali dei Blancos Higuain e Di Maria, una difesa Verdeoro incomprensibilmente alta (Bruno Uvini e Juan Jesus non all'altezza di Thiago Silva e Luiz) e doppietta per Leo in 3 minuti per la prima rimonta della Selección prima dell'intervallo.

MESSI DEUS EX MACHINA - Nella ripresa i fuochi d'artificio più belli: squadre lunghissime e senza alcun referente tattico, conclusioni a ripetizione su entrambi i fronti e rete di Oscar, anche lui al primo gol in Seleção, sullo scarico di Leandro Damiao per un asse-Internacional capitalizzato anche in Nazionale. Entra Pato, ma il Brasile va ancora avanti con Givanildo Hulk sul solito pasticcio di Romero che non trattiene in presa alta un corner innocuo di Neymar e offre al centravanti del Porto un cadeaux a porta vuota. A un quarto d'ora dal termine il centrale del Napoli Federico Fernandez prende l'ascensore su angolo di Aguero e firma il pari, poi l'epifania all'85', la catarsi prima del sipario: Messi palla al piede da metà campo fino al limite dell'area e sinistro a giro sotto l'incrocio dei pali dell'inerme Rafael Cabral.
SCIABOLA E FIORETTO - Spettacolo e agonismo tra le due scuole sudamericane, perché gli ammoniti sono sei - Gago, Rafael, Higuain, Mascherano, Danilo, Casemiro - e gli espulsi due, Marcelo e Lavezzi (entrato da 2 minuti!) al 90' dopo gli affetti vicendevoli. Non è stata e non sarà mai un'amichevole, dicevamo, perché Argentina-Brasile, anche questa sera, ha celebrato per 82mila inediti fruitori la sua liturgia laica.
