ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Armstrong, il dopato più evoluto di sempre

    Durissima la relazione di oltre 1000 pagine dell'Usada nei confronti di Armstrong: "E' stato il più sofisticato, professionale e vincente programma di doping che lo sport abbia mai visto". Le carte dimostrano che il texano avrebbe consegnato oltre 1 mln al dottore italiano Ferrari. Squalificati anche 6 compagni di Lance

    Non solo testimonianze ma, soprattutto, prove del "più sofisticato, professionale e vincente programma di doping che lo sport abbia mai visto" messo su da Lance Armstrong e dalla US Postal. L'Usada ha annunciato di aver completato la redazione del suo dossier di mille pagine che ha portato alla squalifica a vita dell'ex corridore texano, privato di tutti i successi ottenuti dall'1 agosto '98 in poi, comprese le sette vittorie al Tour de France.

    La documentazione non comprende soltanto le 26 testimonianze, tra cui quelle di 15 corridori, ma anche "prove dirette come pagamenti, email, dati scientifici, risultati di test effettuati in laboratorio che dimostrano ulteriormente l'uso, il possesso e lo spaccio di sostanze dopanti da parte di Armstrong".

    Secondo l'Usada, l'ex corridore texano, assieme ad altri cinque ex tesserati, tre dottori tra cui Michele Ferrari, un preparatore e il team manager Johan Bruyneel, ha messo in piede un sistema basato sul doping dal '98 al 2011. Per lui l'accusa di aver fatto uso di Epo, testosterone, corticosteroidi e trasfusioni oltre che di agenti mascheranti, fornendo gli stessi prodotti ad altri. Il dossier, che sara' reso pubblico sul sito dell'agenzia antidoping statunitense, ha permesso, a detta dell'Usada, di "frantumare il codice di silenzio sull'uso di doping" e "speriamo che lo sport tragga vantaggio da questa tragedia perche' non si ripeta mai piu'".

    1 MILIONE DI DOLLARI AL DOTT. FERRARI - Tra le prove che hanno portato alla squalifica a vita di Lance Armstrong citate dall'Usada nel dossier da mille pagine c'é anche lo stretto legame tra l'ex corridore texano e il dottor Michele Ferrari, medico coinvolto in diversi casi di doping e per questo inibito dal Coni sin dal 2002. Ferrari, secondo l'agenzia antidoping statunitense, avrebbe aiutato Armstrong a costruire i suoi successi e il rapporto tra i due sarebbe cominciato nel '96, prima che al texano venisse diagnosticato il cancro ai testicoli: l'Usada è stata in grado di risalire a tutti i pagamenti fatti al medico italiano tra il '96 e il 2006 per un totale di oltre un milione di dollari. A questo si aggiungono le testimonianze di Tyler Hamilton, al quale Ferrari ha somministrato la prima iniezione di Epo nel '99, e George Hincapie.

    ALTRI SEI COINVOLTI - Ma la maxi-inchiesta dell'Usada ha portato anche alla squalifica di diversi ex compagni di Armstrong, sei per l'esattezza. Si tratta di Levi Leipheimer (Omega Pharma-QuickStep), Christian Vande Velde (Garmin-Sharp), David Zabriskie (Garmin-Sharp), Tom Danielson (Garmin-Sharp), Michael Barry (Sky) e George Hincapie (BMC), anche se gli ultimi due hanno già annunciato il ritiro a fine 2012.

    L'Usada non rende nota l'entità della sospensione, limitandosi a dire che i corridori sono stati sanzionati "in modo appropriato, secondo le regole". Ma vista la loro collaborazione la squalifica potrebbe essere retrodatata e ridotta a sei mesi, il che consentirebbe loro di tornare in sella in primavera, in tempo per la Parigi-Nizza. i tre corridori della Garmin-Sharp squalificati per il loro ruolo ai tempi della Us Postal, Tom Danielson, Christian Vande Velde e David Zabriskie, hanno annunciato in una nota di aver accettato la squalifica di sei mesi inflitta dall'Usada. Vande Velde (sospeso dal 9 settembre) ha visto cancellati i risultati ottenuti dal 4/6/04 al 30/4/06; Danielson, sospeso dall'1 settembre, ha perso quanto fatto dall'1/3/05 al 23/9/06; Zabriskie, anche lui sospeso dall'1 settembre, vede annullati i suoi risultati dal 12/5/03 al 31/7/06.

    LA CONFESSIONE - Hincapie, intanto, ha confessato di aver fatto uso di doping durante la sua carriera ma fino al 2006 e ha auspicato di poter comunque rimanere nel mondo del ciclismo. "All'inizio della mia carriera avevo capito che, visto il largo uso di doping fra i ciclisti top, non era possibile competere ai più alti livelli senza ricorrere a quelle sostenza - le parole dell'ormai ex corridore americano - Rimpiango profondamente quella scelta e mi scuso sinceramente con la mia famiglia, i miei compagni e i miei tifosi. Sono stato pulito negli ultimi sei anni, dal 2006 ho lavorato duro senza doping e ho raccomandato ai giovani le giuste scelte da fare perché la cultura del ciclismo cambiasse".