Era una maschera di tensione il principe qatariota Al Attiyah prima dello spareggio finale dello skeet. La pioggia londinese sembrava l'immagine nefasta di un sogno medaglia che stava svanendo. Quel fucile che tremava tra le mani del campione è un'immagine portentosa, sarà una delle cartoline di queste Olimpiadi. Poi Superman - come lo chiamano in Qatar - ha saputo ritrovare la concentrazione, conquistando uno splendido bronzo ai danni del russo Valerij Shomin.
Figlio del capo di gabinetto dell'Emirato, Nasser Al Attiyah è uno sportivo poliedrico. Si divide tra rally, skeet ed equitazione. Nel 2001 ha battuto Carlos Sainz alla Dakar 2011, conquistata trionfalmente. Per esserci a queste Olimpiadi londinesi ha rinunciato al Rally di Finlandia, dopo aver ottenuto il nulla osta dalla sua squadra, la Citroen.
La medaglia olimpica è il suo successo più agognato. Sicuramente quello inseguito con più tenacia. Il sogno realizzato. Il successo olimpico è arrivato alla quinta partecipazione, all'alba dei quarantadue anni. L'aveva già sfiorato ad Atene, dove si era fermato ai margini del podio, quel quarto posto non contemplato da vincenti nati come lui.
È orgoglioso di difendere il suo paese Nasser: "Volevo rendere celebre il mio Paese, che tanto fa per me. È bello averlo potuto ripagare con una medaglia. Il Qatar è piccolo. Spero che questo terzo posto possa ispirare dei giovani a praticare questo sport". Per il Qatar quella di Al Attiyah è solamente la terza medaglia olimpica, ma con ogni probabilità è la sua storia più bella.
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