Ospite negli studi di SkySport24 l'avvocato di Antonio Conte, Antonio De Rensis, si è concesso a un fuoco di fila di domande non solo da parte dei cronisti, ma anche dai Twitter dei tifosi. "Se Conte è innocente, perché voleva patteggiare? Perché il patteggiamento è un'opportunità - ha detto De Rensis - e le garantisco che il percorso per provare a convincere Conte ad accettare suo malgrado i 3 mesi era stato impervio. Lui aveva messo la propria dignità in secondo piano per allenare questi ragazzi. Fallito questo tentativo si è deciso di andare avanti per la nostra strada perché la dignità non ha prezzo".
A chi gli ha chiesto perché Palazzi aveva chiesto prima tre mesi e poi un anno e tre mesi, il legale di Conte Antonio De Rensis ha risposto indirettamente. "Premetto che non mi sarei mai permesso di parlare del processo se non avessi parlato prima ai giudici - ha detto - ma vi dico che la sproporzione della quintuplicazione della richiesta del procuratore parla da sola. Perché Carobbio doveva inventarsi una storia del genere? La storia delle collaborazioni e dei pentiti - ha proseguito - è costellata di episodi in cui una persona, come ha ribadito la collega Bongiorno, non si deve per forza definire credibile o meno, ma può dire dire 99 cose vere e una manipolata. I motivi sono nelle carte, ci sono manipolazioni mostruose".
Nel dettaglio il legale ha detto che "La genesi dichiaratoria di Gervasioni - ha sottolineato De Rensis - è diversa da quella di Carobbio, l'ha fatta in molto meno tempo. Carobbio ha parlato cinque volte e ogni volta ha cambiato particolari, ogni volta che entrava in rotta di collisione con Gervasioni diceva di prendere atto delle parole dello stesso, ma che quelle erano parole false. Dalle mie parti si dice che se uno dice bianco e uno dice nero, uno dei due dice balle". A chi gli ha chiesto chi ce l'ha con Conte, De Rensis ha risposto che "Il problema e' che le dichiarazioni sono contraddittorie, non è che qualcuno ce l'ha con Conte. Nel Novara all'epoca, così come adesso, ci sono persone degnissime. Al di là dei proclami di ciò che si dice che abbia fatto Conte, va sottolineato che non c'è traccia di alcuni elementi: con chi si sarebbe accordato, da chi avrebbe avuto queste notizie? Noi dobbiamo aiutare la giustizia. Che non si deve imporre, ma fare rispettare. Non c'è intercettazione telefonica, non c'è giro di denaro, nessuno, ne' 'de relato', ha confermato le parole di Carobbio. Penso che nel momento in cui un soggetto che ha già commesso atti delinquenziali parla, andrebbe verificato. Altrimenti significa che ci troviamo di fronte a una inquisizione".
Gli avvocati di Carobbio si chiedono chi ha mandato Stellini, collaboratore di Conte, a combinare la partita. Praticamente si chiedono chi sia il mandante. "I colleghi - ribatte il legale di Conte - forse per stanchezza, perché questo è un processo faticoso, hanno compiuto una dichiarazione che può essere letta in due modi. Antonio Conte per omessa denuncia non può essere lui il mandante a cui si riferiscono. Se noi fossimo i mandanti non saremmo coinvolti per omessa denuncia. Ma se dicono così, però, forse i colleghi sanno cose che noi non sappiamo. La prossima settimana infatti vorremmo scoprire noi per primi chi è il mandante. Ma a differenza loro non lo diremo a mezzo stampa, chiederemo alla procura che questi avvocati dicano quello che sanno. Gli avvocati devono difendere non fare proclami". "Quando Conte ha saputo che suo fidato collaboratore ha combinato quello che ha combinato, cosa ha fatto? - ha ripetuto il legale - Non vivo in simbiosi con la squadra. Posso parlare delle cose che mi dice Conte quando lavoro per lui". A proposito del possibile interrogatorio di Conte da parte della Procura di Bari che indaga sul filone penale dell'inchiesta relativa al calcio scommesse, l'avvocato De Rensis ha detto che "Lo stato d'animo di Conte e' quello di una persona che per altri motivi è impegnata a dimostrare la propria estraneità. Se dovesse essere sentito come testimone è un atto dovuto per capire chi è indagato e chi è testimone".
Prima di congedarsi dai microfoni di Sky De Rensis ha rivolto una sorta di appello a chi dovrà giudicare Conte. "Il modo migliore per perdere la dignità è non essere onesto intellettualmente - ha detto - la loro onestà li accompagnerà in camera di consiglio. Se Conte crede nella giustizia sportiva? La fatica di Conte è quella di un uomo che si trova coinvolto suo malgrado in qualcosa che non meritava. Ma il grande amore di 14 milioni dei tifosi, di Andrea Agnelli e di tutti noi che lo amiamo lo aiuterà a sostenere questa vicenda. Il sistema della giustizia sportiva? Sono passati decenni da quando e' stato concepito questo codice - ha concluso De Rensis - credo che un aggiornamento andrà fatto in tempi brevi. Bisogna lavorare meglio e dotare di mezzi e strumenti adeguati le procure per evitare di essere macinati da un meccanismo troppo frettoloso".

