"Il momento migliore per arrivare a Roma? Sì, direi che arrivo al momento giusto, in una fascia d'età in cui sono già grandicello, maturo, pronto. Ho avuto tante esperienze, anche internazionali con il recente Europeo. E' il momento giusto anche per la Roma che ha grandi ambizioni".
Si presenta così ai suoi nuovi tifosi il terzino sinistro Federico Balzaretti, intervenuto oggi in conferenza stampa nel ritiro austriaco di Irdning. "Tante offerte? A livello mediatico c'è stata grande confusione, ma da parte mia c'è stata sempre chiarezza e semplicità. Quando il presidente Zamparini mi ha detto dell'offerta della Roma ho parlato con la famiglia e abbiamo deciso che sarebbe stata l'unica soluzione possibile. Appena ho saputo che c'era la possibilità di andare a Roma, Zamparini lo sa bene, gli ho detto che se dovevo andare via sarei andato soltanto a Roma".
Balzaretti sa di essere approdato in una squadra e ambiente ambiziosi: "La Roma ha grandissime potenzialità. E' una piazza che sogna tantissimo, si vede che c'è entusiasmo e aspettative intorno a questa squadra. La società ha investito tantissimo negli ultimi due anni, porsi un obiettivo credo non sia ne semplice ne bello e farlo adesso è alquanto difficile. Ci sono tanti giocatori nuovi, bisogna integrarsi, l'importante è che ci divertiamo noi e che si diverta la gente. Così i risultati arriveranno. Ho sempre detto che avrei privilegiato la famiglia in qualsiasi scelta mia. Roma è una città stupenda, in cui posso far crescere le bimbe al meglio, credo che lavorando mia moglie a Parigi sono due città ben collegate, lei ha prospettive di lavoro anche a Roma. Questo da un punto di vista familiare. Poi il rapporto con il direttore ha influito, perché so come lavora e quali sono i suoi pensier. Sono pensieri comuni, lo erano a Palermo e lo sono adesso. Ci siamo trovati in 5 minuti".
"Ho scelto la Roma, che a livello di piazza, di società, di gruppo e di ambizioni credo sia una delle società più importanti, che ha il progetto migliore e che ha voglia di vincere - continua Balzaretti - Giocare a destra? Sì, l'ho fatto a Varese a 17 anni, l'ho fatto alla Juventus, al Torino, agli Europei, non è un problema. Naturalmente sarebbe un modo di giocare diverso, perché viene più facile crossare col proprio piede. Ma non è un problema. E' vero che sarebbe stato meglio non fare le coppe per avere più tempo libero? Assolutamente non è per questo motivo, anzi l'obiettivo minimo quest'anno e' quello di raggiungere le coppe, ci auguriamo tutti che sia l'ultimo anno senza coppe. Il Psg? E' una storia lunga, non vi voglio annoiare. In realtà è stata una storia di un anno fa. Certo, mi avrebbe fatto piacere sia per il prestigio del club che per mia moglie che è a Parigi, ma sapevo che non ci sarebbe stata la reale possibilità di andare".
Balzaretti sta arrivando con un po' di ritardo ai vertici del calcio: "Io non credo di essere stato scoperto. Il mio percorso è stato bellissimo e mi ha portato qua. Se sono in uno dei club più importanti a 30 anni è perché ho avuto una carriera costruita passo dopo passo, che magari ha dato soddisfazioni maggiori a chi a 20 anni è già in Nazionale. Sono contento del percorso che ho fatto. La Roma può competere con le altre grandi? Dobbiamo dimostrarlo sul campo, sicuramente come qualità siamo tra le squadre più forti del campionato, inutile nascondersi. Ma bisogna dimostrarlo, dobbiamo lavorare tanto e bene, amalgamarci bene, fare quello che il tecnico ci chiede, trovare il nostro equilibrio. Dobiamo essere bravi a partire bene, a costruire, ma anche nel saper assorbire le critiche e i momenti difficili. Daremo sicuramente filo da torcere a tutti, passando anche per momenti difficili, fortificando il gruppo, possiamo toglierci belle soddisfazioni".
"I metodi di allenamento di Zeman? Sono molto molto duri, si fa fatica la sera a parlare al telefono (ride ndr). Però si sa che le sue squadre sono sempre andate fortissimo, e quindi questo sacrificio serve per preparare questa stagione. Poi lui allena anche la sofferenza e credo che sia la cosa giusta perché in campo all'85' devi fare lo scatto decisivo per vincere, e quando le gambe non vanno più devi giocare anche di testa. Sono metodi giusti, ma bisogna abituarsi. Da un punto di vista umano è una persona molto disponibile, semplice, corretta e coerente. Sa quello che vuole, ma è anche molto aperto".
SABATINI SUL MERCATO - Al termine della presentazione di Balzaretti a parlare è stato poi il direttore sportivo della società giallorosso. "Noi i titolari in attacco ce li abbiamo già - spiega Sabatini circa il mercato della Roma - sicuramente però avvertiamo l'esigenza di trovare un centrale di difesa. Heinze, Pizarro e Borriello sono sul mercato, e questa è una cosa nota. Cassano? Mi è stato offerto, anche se non direttamente dal Milan, ma ho ricevuto una chiamata. E' stato un sondaggio, ma non ho parlato con il Milan. E' stata una chiamata da parte di un intermediario, il fatto non esiste per ora. Osvaldo? Per noi è fondamentale, come altri. Non vorremmo indebolire la rosa. De Rossi? Sicuramente incedibile, ma se dovesse arrivare una super-offerta bisognerà almeno valutarla, non dico accettarla ma almeno parlarne. Dodò? Non mi fa star tranquillo, ho puntato molto sul ragazzo e crediamo sia fortissimo, ma un approccio così lento non lo avevamo previsto. Rosi e Borini? Hanno avuto atteggiamenti che non ci piacevano. Il primo non ha accettato il prestito al Parma, mentre il secondo volevamo tenerlo in comproprietà. Lui non ha accettato, abbiamo voluto cederlo dopo il riscatto".
