Il dg del Bari, Claudio Garzelli, mette le cose in chiaro sin da subito: il Bari, nel senso di società, è completamente estranea alla vicenda scommesse legata a Masiello e non intende pagare ulteriormente per l'attività fraudolenta compiuta dai suoi stessi giocatori.
GIOCATORI TRUFFATORI - "Questi provvedimenti, per i quali umanamente posso essere dispiaciuto, non modificano in nessun modo lo scenario che si è creato intorno alla nostra società - ha spiegato Garzelli in una intervista a Radio Sportiva -. Abbiamo assunto una posizione molto decisa e forse siamo stati i primi a ipotizzare un reato di truffa nei nostri confronti da parte di tutte quelle persone che hanno gravitato intorno ai nostri calciatori - continua -. Abbiamo chiesto il permesso alla Federcalcio di denunciare per truffa anche alcuni calciatori, e questo non fa altro che confermare la nostra posizione di parte offesa. È una posizione condivisa anche nell'ultimo congresso Uefa, che pensava di rivisitare il concetto di responsabilità oggettiva. Chi sa di calcio sa che in una squadra che è già retrocessa a febbraio l'atteggiamento e la determinazione calano. Le tensioni erano forti, ma questa è una situazione assolutamente comune quando ci sono questi risultati, quindi andare a pensare che dietro ogni risultato negativo ci possa essere un'organizzazione non è possibile".
NESSUN SOSPETTO SU MASIELLO - "Al di là di alcuni comportamenti discutibili perché legati ad alcune diatribe interne, non ho mai avuto motivo di pensare che lo stesso Masiello potesse essere coinvolto in situazioni fraudolente".
NO PROBLEMI ECONOMICI ALLA BASE - "Nel momento in cui i calciatori avrebbero commesso questi atti avevano preso tutto quello che dovevano avere: a febbraio avevano ricevuto tutti i compensi regolari e tutti i premi della salvezza dell'anno precedente. Oltretutto guadagnavano molto bene, e i problemi di quest'anno sono proprio figli delle alte retribuzioni dei nostri calciatori. Ci si sta cominciando a chiedere fino a che punto la responsabilità oggettiva sia utile e giusta quando le società sono truffate dai propri giocatori. Il concetto di truffa si attaglia bene a chi ci inganna dopo essersi battuto le mani sul petto. Le società di calcio non possono pagare due volte, noi siamo retrocessi e abbiamo già pagato tantissimo in termini economici per l'attività fraudolenta dei nostri calciatori".
* * * * *
ATALANTA TOCCATA SOLO DI RIMBALZO - Dall'altra parte, il direttore tecnico dell'Atalanta, Pierpaolo Marino, si affretta a precisare l'estraneità ai fatti della formazione orobica, dove ora milita Masiello. "Dispiace per la vicenda umana, però l'Atalanta stavolta c'entra dentro solo di rimbalzo. Il gruppo è ancora sotto shock per questi provvedimenti ma mai smetterò di ringraziare Colantuono ed i ragazzi, bergamaschi nella mente, che reagiscono straordinariamente. L'Atalanta diventa sempre più forte in queste avversità. Il calcioscommesse è una piaga che sta per minare la credibilità del sistema, tanto di cappello a quei magistrati che stanno indagando anche a tutela del calcio stesso. Per i calciatori non c'è l'attenuante della disperazione, è assurdo solo pensare a quello che hanno fatto questi giocatori privilegiati. Sta venendo fuori un letamaio che non poteva interessare solo l'Atalanta, e le mele marce vanno estirpate".