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    I Bobcats, la peggior squadra di sempre

    La franchigia di Charlotte ha chiuso con soltanto 7 vittorie e 59 sconfitte, ma anche una serie negativa di ben 23 ko consecutivi nella fase finale del campionato

    La storia è strana per Michael Jordan. Nel giorno in cui il suo vecchio amore, i Chicago Bulls, si laureano miglior squadra della regular season NBA, capita che i Charlotte Bobcats, sua attuale franchigia, chiude con un ruolino di marcia da mettere i brividi. Con la chiusura della stagione regolare, infatti, è arrivato un verdetto pesantissimo.

    I Bobcats, squadra di cui Jordan è proprietario unico dal 2010, non sono riusciti a battere nemmeno un quintetto rimaneggiatissimo dei New York Knicks, terminando il campionato con una serie negativa di 23 sconfitte consecutive, la terza striscia più lunga di sempre di ko (come i Vancouver Grizzlies del 1995-96 e i Denver Nuggets del 1997-98). Robe da brividi.

    Ma nulla se si prendono in considerazione i numeri complessivi della franchigia. Per la squadra di Charlotte, nel totale, sono arrivate 59 sconfitte e soltanto 7 partite vinte. Ancora peggio rispetto al precedente primato, quello del Philadelphia 76'ers del 1972-73, una squadra da 9 vittorie in 82 match. La percentuale di vittorie dei Bobcats diventa quindi la peggiore di sempre.

    "Non avremmo mai pensato di poter chiudere con questo bilancio - ha detto la "stella" Gerald Henderson -. Nelle ultime dieci partite abbiamo fatto di tutto per non pensare al primato negativo e cercare di vincere il più possibile. Ma non è andata come volevamo. Non abbiamo fatto abbastanza, questo è poco ma sicuro. Di certo avremmo potuto vincere più partite".

    Sott'accusa finisce il coach Paul Silas, la cui conferma per la prossima stagione è inevitabilmente a rischio. Il tecnico, però, difende in tutto e per tutto la squadra: "Non posso accusarli di niente. Mi hanno dato tutto quello che avevano e non posso lamentarmi. Hanno giocato al massimo delle loro possibilità e non si sono mai sottratti dal loro dovere". MJ, per ora, tace. Ma, presto, potrebbero arrivare decisioni importanti. Un numero uno non può affatto accettare di finire così indietro.