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    Bryant "Potremmo battere il Dream Team '92"

    Continuano i paragoni tra l'attuale squadra degli USA e quella di Barcellona: la stella dei Lakers sogna di fare la doppietta olimpica

    "Il Dream Team del '92 era più forte della nostra squadra, avevano grossi giocatori sotto canestro come Robinson e Ewing. Ma se la domanda è se in un'ipotetica sfida potremmo batterli, la risposta è sì. Loro sono una leggenda del basket ma speriamo un giorno di diventarlo anche noi". Kobe Bryant addolcisce i toni dei giorni scorsi ma lancia la sfida ad avversari passati e presenti.

    Gli Stati Uniti sono la squadra da battere, gli strafavoriti per l'oro e dopo Pechino la stella dei Lakers sogna il bis per entrare nella storia. Esordio a parte con la Francia ("ha talento, Parker, Diaw e Turiaf sono grandi giocatori, li conosciamo bene, sarà un grande esordio"), "la squadra più difficile da affrontare sarà la Spagna, se arriviamo in finale ci aspettiamo di trovare loro. E saremo pronti. Il miglior giocatore del mondo fuori dagli Usa? Pau Gasol, nessun dubbio. Ci siamo visti tante volte negli ultimi giorni, mi ha portato fuori a cena a Barcellona. Il suo futuro? Resterà ai Lakers, finché ci sarò io, sarà con noi, se vogliono mandarlo via dovranno mandare via prima me".

    Bryant confessa poi di essere preoccupato dal fatto che l'Olimpiade londinese potrebbe essere l'ultima con giocatori Nba "perché vorrei vedere Rose, Harden e Durant e tutti gli altri giovani ai prossimi Giochi. Penso che dovrebbero essere i giocatori stessi a decidere se partecipare o meno".

    "Nessuno avrà paura di noi, visto soprattutto che tutti dicono che siamo troppo piccoli e che non avendo nessun giocatore di peso sotto canestro sarà più facile batterci - sono invece le parole di Kevin Durant -. Sarà dura ma non vedo l'ora di giocare, possiamo sopperire alle lacune e sfruttare i nostri punti di forza". Anche la stella dei Thunders è contrario all'ipotesi di limitare i tornei olimpici di basket agli under 23.

    "Vorrei giocare i Mondiali di Barcellona e poi i Giochi di Rio", l'auspicio di Durant, felice di giocare al fianco di LeBron James, suo avversario nella finale Nba. "Giocarci contro è divertente, giocarci insieme è ancora meglio - ammette - E' un grande passatore e un grande compagno di squadra". Dagli Usa ci si aspetta l'oro "ma non penso che ci siano pressioni - replice Chris Paul - perché siamo noi i primi ad aspettarci molto da noi stessi. Siamo qui per una ragione che è la stessa per ogni atleta".