Stavolta erano pronte, la medaglia se la sarebbero meritata e anche se si sono dovute accontentare di un quarto posto, che oggi brucia più che mai, Tania Cagnotto e Francesca Dallapè possono uscire a testa alta da questa finale olimpica del trampolino sincro da tre metri.
I pronostici davanti tutto la vittoria alle cinesi, a cui solo eventi dell'entità di un fulmine caduto nella vasca avrebbero potuto togliere la medaglia d'oro, dietro di loro c'erano due gradini del podio da contendersi fra tre coppie, quella americana, quella canadese e quella azzurra. Le cinesi sono partite nel migliore dei modi, facendo capire fin a subito che i pronostici non sarebbero stati ribaltati. Tania e Francesca hanno affrontato bene i primi due salti obbligatori, al termine dei quali si sono trovati al terzo posto appaiate con le americane, momentaneamente seconde. Il Canada sembra rimanere indietro, anche se la distanza con le altre rimane pochissima.
Il momento clou della gara è stato il quarto tuffo. Le cinesi ormai fuori dai giochi, le americane allungano, le italiane sbavano. Non sbagliano, perché chiamare errore la spinta leggermente storta di Tania sarebbe un'esagerazione, ma la leggera sbavatura è sufficiente per convincere i giudici a punire l'accoppiata azzurra. Il Canada ci passa. Manca l'ultimo tuffo, quello in cui ci si gioca il bronzo. La Cagnotto e la Dallapè fanno il doppio e mezzo ritornato carpiato, il loro tuffo migliore, e chiudono la gara nel migliore dei modi. Servirebbe solo un errore delle canadesi per mandarle sul podio. L'errore arriva, o meglio, anche qui si tratta di sbavatura, ma stavolta i giudici ci passano sopra e spediscono l'accoppiata del Canada sul terzo gradino del podio, davanti all'Italia.
Delusione enorme per le due azzurre, che da quattro anni preparavano questa gara e che oggi più che mai si sentivano pronte per vincere quella medaglia che sarebbe stata il coronamento di un quadriennio di costante miglioramento.
"Alla fine due punti non sono niente - ha dichiarato la Cagnotto al termine della gara- I tuffi sono così, non era nemmeno gravissimo ma si perde anche per mezzo punto". Amarezza anche nelle parole del ct Giorgio Cagnotto: "C'è l'amaro in bocca, ma la vita continua. Canada favorito dai giudici? Hanno sempre avuto un po' di aiutini ma noi abbiamo prestato il fianco".
