"Ha perso l'equilibrio e strusciando il trampolino si è creata un'abrasione sulla coscia interna ma il pericolo è rientrato". Giorgio Cagnotto, ct della nazionale di tuffi e papà di Tania, assicura che la figlia sta meglio dopo il piccolo incidente durante un allenamento a Bolzano. "In tutte le gare in cui ha conquistato una medaglia ha avuto sempre qualche problema fisico, chissà che non porti bene", aggiunge ai microfoni di Sky Sport, aggiungendo che "la testa è nella direzione giusta, poi tutto sta in quel momento, a cosa fanno le avversarie. Noi andiamo con la coscienza a posto, le ragazze hanno fatto il massimo".
Grande fiducia anche per il sincro che vedrà di scena Tania Cagnotto e Francesca Dellapè. "Sono arrivate seconde ai Mondiali di Roma e sono campionesse europee - sottolinea - Se andiamo a Londra e funziona, siamo felici e contenti, altrimenti la vita continua uguale".
CAGNOTTO "PUNTO AL BRONZO, CINESI IRRAGGIUNGIBILI" - "Arrivo a queste gare nelle condizioni migliori, sia dal punto di vista fisico sia mentale. Quale medaglia potrei vincere? Bronzo. Le cinesi sono irraggiungibili. Da tanti anni occupano i primi due posti in classifica. Nel loro paese i tuffi sono sport nazionale. Le atlete lavorano in piscina per otto ore al giorno da quando hanno cinque anni. Non vanno neppure a scuola". Così la campionessa di tuffi Tania Cagnotto, che rappresenterà l'Italia alle imminenti Olimpiadi di Londra, in un'intervista su Grazia, il settimanale diretto da Vera Montanari, in edicola da domani. L'atleta 27enne si è soffermata poi sul suo futuro.
PRESTO L'ADDIO AI TUFFI - "Penso di continuare ancora per uno o due anni - ha aggiunto la Cagnotto sull'ipotesi di partecipare ai Giochi del 2016 - ma farne altri quattro di allenamenti non mi alletta per niente. E' troppo stancante, anche psicologicamente. Ci vorrà un po' di tempo, un paio di anni, per prepararsi anche moralmente a dire addio. Ma so che la vita vera non è questa, fatta di gare e piscina. E' un lavoro normale, mettere su famiglia, avere dei figli. A loro non farei praticare il mio sport, perché tuffarsi è troppo stressante. Ed è una disciplina che può fare molto soffrire, che richiede troppa dedizione", ha concluso la tuffatrice.

