Cecilia Camellini, due ori parolimopici coronati da altrettanti record mondiali nei 50 e nei 100 stile libero, una finale, quella dei 100 dorso, ancora da disputare, e la conseguente possibilità di mettere a segno una storica tripletta. Abbiamo passato un'estate a chiederci chi avrebbe salvato le sorti del nuoto azzurro dopo il flop olimpico di Federica Pellegrini aggrappandoci prima alla speranza di una gara miracolosa di Gregorio Paltrinieri e poi a quel bronzo di Martina Grimaldi nella 10 km, unico spiraglio di luce nell'infelice esperienza dei Giochi londinsei, senza mai prendere in considerazione che con la fine delle Olimpiadi non si stava mettendo la parola fine a Londra 2012.
Ora, a un mese esatto di distanza dalle deludenti prestazioni dei nostri sempre più patinati campioni, a salvare il nuoto azzurro ci ha pensato questa ventenne modenese, entrata in una piscina per la prima volta a tre anni. Nonostante la giovane età Cecilia ha già alle spalle una carriera di alto livello. Quella di Londra è, infatti, la sua seconda Parolimpiade dopo Pechino 2008, dove appena sedicenne fu anche portabandiera dell'Italia nella cerimonia di apertura. Dalla Cina, quattro anni fa, la Camellini tornò a casa con due medaglie d'argento e da lì iniziò a collezionare una serie di vittorie in diverse competizioni internazionali e qualcosa come diciotto titoli italiani.
Impressionanti anche i suoi rilievi cronometrici, con il nuovo record del mondo nei 100 stile libero stabilito in 1.07.29 e quello nei 50 in 30.94, prima nuotatrice parolimpica a scendere sotto i 31 secondi.
Oggi Cecilia, che comunque vada può considerarsi più che soddisfatta di questi suoi Giochi londinesi, scenderà in acqua nei 100 dorso, distanza di cui è stata per un breve periodo primatista mondiale e sulla quale ha fatto registrare il secondo miglior tempo di stagione. Non sarà la favorita assoluta perché tutto fa presupporre che in finale ci sarà anche la cinese attuale primatista mondiale, ma ciò non toglie che l'azzurra avrà diverse carte da giocarsi e le possibilità del triplete non mancano. In ogni caso, tris d'oro o no, se, almeno per questa edizione olimpica, il nuoto italiano è salvo c'è solo da dire "grazie Cecilia".

