Un lunedì grigio e piovoso che ha consegnato all'Italtennis tre sconfitte. Il cammino delle azzurre a Wimbledon si ferma agli ottavi con qualche rimpianto, ma anche la consapevolezza di essere competitivi ai massimi livelli. Qualche rimpianto lo ha Francesca Schiavone, che per due ore buone ha giocato alla pari, anzi meglio, della campionessa in carica Petra Kvitova. Primo set 6-4, poi sul 5-6 40-40 del secondo quella maledetta pioggia, lo stop di alcuni minuti al freddo e sotto l'acqua e un match che le è sfuggito di mano sul più bello.
"Sono addolorata più che arrabbiata - ammette l'azzurra in sala conferenze - sono addolorata perché so come sto giocando, so quanto contava per me questa partita. Stavo comandando, la stavo vincendo. Era bello cercare il punto, andarmelo a prendere indipendentemente dall'erba o dalla Kvitova". Qualche appunto lo rivolge alla giudice arbitro, la britannica Fiona Edwards, apparsa piuttosto indecisa sul da farsi quando più volte è cominciata a cadere la pioggia: "Ha sbagliato una volta a dire il punteggio, soprattutto ha sbagliato in occasione delle sospensioni. Non puoi aspettare tanto sull'erba, non è come sulla terra. E poi non puoi far aspettare lì con il freddo. Però non vuole essere una scusa, con l'esperienza avrei dovuto gestirla meglio. Forse desideravo troppo vincere questa partita...".
Resta la consapevolezza di aver giocato un gran match ed un ottimo torneo: "Certo, uscire dal torneo mi brucia, ma ritornerò qui per le Olimpiadi con nuovi sogni e tanta carica". Probabilmente ci si aspettava qualcosa di più da Roberta Vinci, battuta ai suoi primi ottavi in uno Slam con un doppio 6-2 dall'austriaca Tamira Paszek. "Era un match più abbordabile sulla carta di quanto si sia poi rivelato sul campo - racconta la tarantina - la Paszek prima di Wimbledon ha vinto sull'erba a Eastbourne e su questa superficie sta confermando di essere molto forte. Dovevo salire io di livello, ma non ce l'ho fatta. Sono delusa, mi passerà. Devo prendere di buono i tre match giocati prima e poi c'e' ancora il doppio".
E' decisamente arrabbiata Camila Giorgi, la grande sorpresa di questo Wimbledon. E' partita dalle qualificazioni e prima di arrendersi alla polacca Agnieszka Radwanska ha vinto sei match senza perdere neppure un set. Alla stampa straniera, che le rivolge le prime domande in inglese dice secca: "Ho giocato un tennis orribile". Poi si rasserena un po' quando è il turno della stampa italiana: "E' vero che la mia avversaria è la numero tre del mondo - spiega - però io ho giocato male, non ero al massimo. Ho fatto molti errori sia al servizio che nelle voleé, succede.".
Ha gli occhi lucidi e ammette: "Dopo il match ho pianto". Non cerca scuse parlando delle condizioni di gioco molto difficili: vento, pioggia e freddo anche in questa settima giornata del torneo: "Erano le stesse dei giorni precedenti". Resta però un grande torneo: prima italiana a raggiungere gli ottavi a Wimbledon partendo dalle qualificazioni e ingresso nelle top 100: da lunedì salirà intorno alla novantesima posizioni dalla 145esima occupata prima del torneo. "Sono stati giorni fantastici, il mio obiettivo è salire nel ranking e sono sulla strada giusta". Ora l'attende il rientro a casa a Miami, qualche giorno di riposo, poi si ricomincia da San Diego con la stagione sul cemento americano. In attesa degli US Open di fine agosto: e questa volta non dovrà passare per le qualificazioni.

