ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Il Chelsea sbatte su Julio Cesar, 0-0 con il QPR

    A pochi giorni dall'esordio in Champions League contro la Juventus, i Blues mancano l'appuntamento con la quarta vittoria di fila, rimbalzando sull'ex portiere dell'Inter, all'esordio in Premier League. Anton Ferdinand rifiuta di stringere la mano a John Terry prima del match, la polemica continua.

    Il Chelsea non ingrana la quarta e dopo tre successi in altrettante gare di Premier League deve accontentarsi di un pareggio nel derby di Loftus Road con il Queens Park Rangers. Gli uomini di Roberto Di Matteo hanno tenuto per larga parte il pallino del gioco, senza però mostrare cinismo nella fase realizzativa, una pecca che mercoledì, quando i campioni d'Europa inizieranno la difesa del titolo contro la Juventus, potrebbe costare cara. Torres e Hazard le due facce della medaglia in casa Blues, con lo spagnolo abulico e isolato a fare da contraltare al belga, vero fulcro della manovra nonostante il grave errore che nel finale avrebbe potuto dare il quarto assolo in campionato.

    ALTRO CHE STRETTA DI MANO - Stretta di mano, sì o no? Questo il tormentone che ha tenuto banco nell'immediata vigilia del derby di Loftus Road, con Anton Ferdinand e John Terry di nuovo faccia a faccia dopo il fattaccio dell'autunno scorso, con le conseguenti accuse di razzismo nei confronti del capitano del Chelsea, gli strascichi legali e tutto quel ginepraio che ha finito per togliere a JT la fascia di capitano dell'Inghilterra e portato alle dimissioni da ct di Fabio Capello. Stretta di mano no, infine, con il difensore del QPR che nemmeno la offre all'avversario durante il cerimoniale prepartita, stesso trattamento riservato ad Ashley Cole, anch'egli a suo tempo coinvolto nella querelle.

    CHE DEBUTTO, JULIO CESAR - Poi, fortunatamente, la parola passa al campo, dove salta fuori una gara decisa, ruvida, che l'arbitro, lasciando giocare, irrobustisce in quanto a toni e fisicità. Nel QPR c'è il debutto di Julio Cesar, ed è un signor debutto: al brasiliano bastano appena quattro minuti per disinnescare Hazard e prendersi i primi, meritati, applausi della sua nuova avventura Oltremanica. Il Chelsea, con Bertrand ancora una volta preferito a Mata in avanti, può recriminare su un paio di interventi dubbi nell'area di rigore avversaria (prima Terry, poi lo stesso Hazard finiscono giù senza che venga indicato il dischetto del rigore) mentre Torres ha una buona occasione attorno al quarto d'ora, ma trova sulla sua strada l'ex portiere dell'Inter. I Blues girano sulla regia di Lampard il quale mette sulla testa di David Luiz la palla dell'1-0 ma il colpo in tuffo del brasiliano su calcio d'angolo non inquadra nemmeno lo specchio della porta. Il QPR, con Fabio e Johnson k.o. durante la prima frazione, ci prova nel finale con l'ex madridista Granero ma il suo calcio di punizione non spaventa Cech.

    HAZARD ILLUMINA E SPRECA - Sono proprio i padroni di casa a cominciare meglio il secondo tempo, Cech risponde presente in un paio di circostanze, ma sul colpo di testa di Park all'altezza dell'area di rigore la difesa di Di Matteo scricchiola. Fuori uno spento Bertrand, dentro Moses ma è Eden Hazard a cambiare registro rispetto al primo tempo: dai piedi dell'ex folletto del Lille passa tutta la pericolosità offensiva del Chelsea, prima con uno splendido filtrante per Torres che Ferdinand chiude alla disperata, poi con un suggerimento su punizione per Ivanovic, il cui colpo di testa sfiora il palo. Ad un quarto d'ora dalla fine Mikel rischia la frittata con un retropassaggio che in pratica manda in porta Zamora, fortuna sua e dei Blues c'è Cech ad ipnotizzare l'ex attaccante del Fulham. Nel finale Di Matteo gioca anche la carta Sturridge (al posto di Torres che non è sembrato gradire, al momento del cambio) e all'87' Hazard fallisce la più ghiotta occasione per cancellare lo 0-0 dal tabellone: grande iniziativa di Moses, palla messa dentro con potenza e piattone del belga, forse tradito dal rimbalzo, conclusione che finisce sugli spalti. Un errore che fa svanire la quarta vittoria consecutiva ma che non toglie il suo nome dal taccuino degli osservatori della Juventus: mercoledì, a Stamford Bridge, i bianconeri dovranno guardarsi soprattutto da lui.