Il processo di ringiovanimento dell'Inter prosegue ma alcuni veterani restano a guidare il gruppo. Oltre a capitan Zanetti due colonne della squadra nerazzurra sono sicuramente Christian Chivu ed Esteban Cambiasso che ad Inter Channel hanno espresso le prime espressioni sulla stagione iniziata da qualche giorno a Pinzolo.
CHIVU "ORGOGLIOSO DI ESSERE QUI, VOGLIO VINCERE L'EUROPA LEAGUE" - "Sono contentissimo di essere di nuovo qui - ha detto il difensore romeno -. E' stata sin dall'inizio la mia scelta, poi la trattativa è andata un po' per le lunghe per vari motive perché io ero in vacanza, ci sentivamo una al telefono. Alla fine dopo tre settimane abbiamo chiuso tutto".
Ora si guarda al futuro: "Ho sposato il nuovo progetto e sono fiero e felice che la società abbia avuto fiducia in me per continuare un progetto e sono orgoglioso di questo. Una stagione di alti e bassi. "A volte un anno storto serve a capire quanto è importante quando le cose vanno bene. Ed é importante che lo capiscano anche i giovani, prendendo come esempio quello che noi abbiamo fatto in passato. Poi noi, con la nostra esperienza, proveremo a dare a loro l'idea di quell'entusiasmo, la forza, il sacrificio. Cercheremo di dare tutto nell'Europa League - ha aggiunto Chivu - ci teniamo, vogliamo arrivare fino in fondo, abbiamo come esempio l'Atletico che è partita con il turno preliminare e poi è arrivata a vincere l'Europa League".
Chivu si sofferma poi sui giovani entrati a far parte del gruppo. "Credo che la nostra fortuna sia quella di avere un vivaio sano, nel quale alcuni di questi ragazzi - avendo la possibilità di allenarsi con la prima squadra - possono solo crescere".
CAMBIASSO "PALACIO E SILVESTRE, GIA' CALATI NELLA REALTA'" - "Sono contento perché ci sono sempre nuovi stimoli. L'anno scorso l'avevo detto tante volte: un'annata così doveva servire per capire gli errori e per ripartire".
Un anno fa, il 6 agosto si giocò la Supercoppa, quest'anno il primo impegno è in programma il 2, i preliminari di Europa League. "La differenza è minima - ha aggiunto Cambiasso -, ma quest'anno c'e' il fatto di iniziare la preparazione con molti meno assenti". Sul lavoro di Stramaccioni, Cambiasso preferisce non esprimersi: "Non mi piace parlare degli allenatori, adesso sarebbe normale dire che mi piace il suo gioco e qualcuno potrebbe pensare che lo faccio per ringraziarmi l'allenatore. La cosa più importante è cercare di interpretarlo e farlo al meglio".
Dall'allenatore al capitano "Quando smetterà di giocare Zanetti? Abbiamo la possibilità di avere un giocatore, un uomo fuori dal normale. Speriamo il più tardi possibile...", e sul nuovo ruolo di Ivan Cordoba: "Non è dall'altra parte, la barca è la stessa, non cambia se si sta in campo o dietro a una scrivania. Qui viaggiamo tutti insieme". E, in questo contesto, se i gol arriveranno "poco importa se saranno miei o meno, la cosa importante e' che tutto sia insomma al proprio posto". Infine Cambiasso parla anche di Palacio e Silvestre: "Rodrigo lo conosco meglio, ho già giocato con lui in Nazionale. Matias di meno, ma mi sembra che entrambi siano entrati subito nell'ottica giusta, nell'ottica Inter".

