ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Ciclismo - Di Rocco "Il giorno più nero per il Ciclismo"

    Il presidente della Fci commenta così la revoca dei titoli a Lance Armstrong. "Il direttore della Grand Boucle ha affermato che i sette Tour di Armstrong non verranno riassegnati? Mi sembra una buona proposta", ha dichiarato

    "Per il ciclismo è il giorno più nero". Il presidente della Fci, Renato Di Rocco, commenta così la triste conclusione del caso Lance Armstrong, le cui vittorie dal 1998 in poi saranno cancellate dopo la decisione dell'Uci di non ricorrere ai verdetti dell'Usada. "La vicenda Armstrong - spiega Di Rocco in una nota - in qualche modo è il suggello di quel passato che la Federazione Ciclistica Italiana ha deciso di superare affrontando alla radice la mentalità e i metodi che hanno favorito la crescita della cultura del doping. Il nostro sport è il più soggetto a controlli e usa gli strumenti più avanzati per combattere il fenomeno. Ma non basta. Da una parte emerge l'esigenza di una collaborazione sempre più stretta, coordinata e tempestiva tra le procure, gli organi investigativi, la giustizia sportiva e le agenzie antidoping. D'altra parte occorre che tutti comprendano e condividano il senso delle disposizioni normative e delle priorità etiche approvate dalla Federazione Ciclistica Italiana nell'interesse delle generazioni future".

    "Il direttore della Grand Boucle ha affermato che i sette Tour di Armstrong non verranno riassegnati? Mi sembra una buona proposta, anche se l'Uci si esprimerà ufficialmente sulla questione venerdi - ha aggiunto Di Rocco, vice-presidente Uci, a Radio24 - Quella degli organizzatori del Tour è una buona proposta, proprio per dare un segnale forte a chi bara, ma anche per testimoniare la voglia di pulizia e chiarezza che anima il mondo del ciclismo".

    E Di Rocco si spinge oltre, ipotizzando che la Federciclismo possa anche dichiararsi parte civile in un eventuale procedimento penale a Padova: "Auspichiamo di poter avere presto visione l'intera documentazione relativa all'inchiesta patavina. Nel caso ce ne fossero gli elementi, non esiteremmo come federazione a costituirci parte civile a difesa dell'integrità del ciclismo italiano, e del lavoro che stiamo facendo per diffondere una cultura della trasparenza e della legalità".