Solo domani ci sarà l'ufficialità, vista la frazione tutta pianeggiante da Cercedilla-Madrid che chiuderà le tre settimane di corsa spagnole, ma Alberto Contador è il nuovo vincitore della Vuelta che fa così il bis dopo aver vinto la classifica generale spagnola anche nel 2008. Battaglia ancora aperta invece tra Valverde e Rodríguez, in quanto ballano ancora 21'' tra i due spagnoli.
LA TAPPA DI OGGI - Forse il tappone più difficile oggi della Vuelta, considerando che siamo alla terza settimana di corsa. Ben quattro i Gran premi di Montagna: uno di seconda categoria e tre di prima categoria, oltre al Bola del Mundo nel finale. Abbiamo in serie il Puerto de Navafría (5,60% p. media), il Puerto de Canencia (3,90%), Puerto de la Morcuera (6,90%) ed il Puerto de Cotos (4,90%). Ovviamente nel finale c'è la Bola del Mundo, con una pendenza media dell'8,60% e 11,4 km di ascesa, quella vera, perché i km di salita nel finale in realtà sono 20. E' la seconda volta che si tocca questa punta, infatti il 18 Settembre 2010 si erano giocati la Vuelta Nibali e Ezequiel Mosquera (Xacobeo Galicia) sulla vetta di Alto de las Guarramillas. Nibali arrivò ad un secondo di distanza dal vincitore, ma conquistò la classifica finale.
PRONTI VIA, SI CERCA LA FUGA DA LONTANO - Prima ora di corsa molto veloce con molti tentativi di fuga però prontamente sedati dal plotone. I primi a riuscire a staccarsi sono Leonardo Fabio Duque (Cofidis) et Daniel Teklehaymanot (Orica-GreenEDGE) ma i due vengono ripresi dopo solo 5km. La fuga buona nasce dopo il 18esimo km con 25 corridori che prendono il largo. Tra questi abbiamo i due italiani Eros Capecchi della Liquigas-Cannondale e Matteo Montaguti della AG2R La Mondiale. I capitani provano a piazzare dei gregari di lusso in visto della Bola del Mundo, infatti Contador manda in avanscoperta Navarro, mentre per Valverde si fa avanti Cobo (vincitore dell'edizione 2011).
MARTIN SI RITIRA, MENTRE CLARKE SI PRENDE LA MAGLIA A POIS - Ai meno 70 dalla conclusione della tappa lascia la competizione Tony Martin. Il tedesco dell'Omega Pharma-Quickstep dopo aver affrontato i primi due Gran Premi della Montagna ha deciso di dire stop, anche se non si sono apprese le motivazioni che hanno spinto il corridore a lasciare la corsa. Ora il classe '85 si preparerà per la prova a cronometro del prossimo mondiale. Intanto primo verdetto: dopo il Puerto de Cotos Simon Clarke vince ufficialmente la maglia a pois per la speciale classifica della montagna grazie al primo posto del Puerto de la Morcuera ed il quarto per l'appunto sul Puerto de Cotos. L'australiano classe '86 riesce con queste azioni a vincere anche il premio combattività di giornata.
A MENCHOV LA TAPPA, A CONTADOR LA VUELTA (NON SENZA BRIVIDI) - Grazie al lavoro dell'Euskaltel-Euskadi il gruppo riesce a rinvenire su molti dei 20 battistrada partiti al mattino. In testa rimangono solo Porte, Menchov, De Weert e Capecchi (Liquigas) a giocarsi la tappa, mentre dietro Valverde comincia a piazzare i propri uomini in vista di un attacco all'inizio della salita tremenda del Bola del Mundo. Gli 8,60% di pendenza media si fanno sentire, a volte con picchi massimi di 18%, e i soli Menchov e Porte riescono ad arrivare al traguardo per giocarsi la vittoria di tappa con il russo che si impone con un scatto provvidenziale lasciando sul posto il corridore della Sky ai 500 metri. Contador non sembra essere in condizione e Purito scatta ai 3km ma il corridore della Katusha non riesce a fare la differenza riuscendo a guadagnare sul corridore della Saxo 45''. Ora si gioca per il secondo posto, visto che anche Valverde è rimasto dietro. Il classe '80 infatti dovrà conservare i 21'' secondi di vantaggio su Rodríguez cercando di non perdere terreno attraverso gli abbuoni.
DALL'INFERNO AL PARADISO - Oggi assolutamente in giornata no, ma Contador riesce comunque a gioire e fare il solito gesto, quello del pistolero a celebrare la vittoria. Lo spagnolo effettivamente non sembra essere stato il più forte in salita, anzi, si è quasi sempre piazzato dietro a Purito ma c'è da valutare il rientro dopo una lunga inattività per la squalifica per doping. Un applauso va comunque per lo spagnolo classe '82 che ha messo in mostra grande volontà e grande determinazione nel lasciarsi indietro il brutto periodo alle spalle dove l'ex Astana si è visto tolto del Tour de France 2010 e del Giro d'Italia 2011.
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