"Ho saputo della cosa tramite un compagno di squadra, mi sono messo su internet sperando in un'evoluzione migliore della situazione poi purtroppo la brutta notizia è arrivata". Intervistato ai microfoni di RTL 102.5 all'interno di "Password",
"Credo che la decisione di non giocare sia stata la migliore che potessero prendere. So che c'e' stata una risonanza particolare anche all'estero e alcune squadre hanno giocato con il lutto al braccio, hanno fatto il minuto di raccoglimento, credo sia stato un bel gesto. Io ho giocato in diversi campionati e posso dire che in Italia siamo all'avanguardia per quanto riguarda la prevenzione e il controllo medico. Le tragedie successe a Mario e a Bovolenta sono cose che lasciano di stucco. Quando inizi a far parte della prima squadra ti sottopongono a controlli continui durante tutto l'anno, quindi non riesci a capire come possa succedere. Se questo potesse dare il là a controlli sempre maggiori ben vengano. Io son venuto qua e non sono stato sottoposto a nessun tipo di controllo e di visita, ho firmato un contratto e ho giocato, e la stessa cosa mi è successa in Inghilterra.
Sulle dichiarazioni del capitano dell'Udinese Antonio Di Natale circa il numero eccessivo di partite che si giocano in una stagione: "Credo che essendo stato Mario parte importante dell'Udinese tutti noi che lo abbiamo conosciuto siamo sotto shock quindi magari questo è il motivo delle sue parole.
