La prima, lunghissima giornata di Aurelio De Laurentiis a Dimaro (dopo lo scenografico arrivo in elicottero di ieri sera e la comparsata sul palco di Piazza Madonna della Pace insieme a Guido Lebo) si è trasformata, com'era prevedibile, in uno show ininterrotto. Cominciato in mattinata sul campo da gioco, dove il patron azzurro ha registrato un po' di fischi e qualche coro acido da parte dei tifosi insoddisfatti del mercato; continuato nel primo pomeriggio, in occasione della conferenza stampa coincisa con la presentazione ufficiale di Gamberini, Behrami e la terza maglia da gioco; conclusasi con la visita alla Primavera (in ritiro nella vicina Pejo) e in serata con un lungo incontro presso il teatro comunale di Dimaro (affatto gremito, con accesso interdetto agli organi di stampa, il faccia a faccia è durato quasi un'ora e mezza) con i tifosi.
BEHRAMI E GAMBERINI SI PRESENTANO - Ma andiamo con ordine, cominciando dalla presentazione dei due nuovi acquisti. "E' stata una trattativa tosta, ho lanciato un ultimatum a Della Valle e alla fine sono arrivati. Li seguivamo da tempo, piacevano molto a Mazzarri e hanno la caratteristica di aver giocato quasi sempre in Italia. Vogliamo fare bene subito in campionato non avendo il peso della Champions e volevamo disporre di giocatori già pronti, senza doverli aspettare uno-due anni". Questo invece il commento dei due ex viola: "Il Napoli ha dimostrato di volermi, qui c'è un progetto ambizioso. Ho dato disponibilità a giocare dove vuole il mister, il mio obiettivo è quello di farmi trovare pronto", ha detto Alessandro Gamberini. "Il Napoli mi ha comprato per le mie caratteristiche, ho giocato da mediano e da mezzala e in emergenza ho fatto anche l'esterno", sono state invece le parole di Behrami.
IDEA BALZARETTI, GRANA GARGANO - Poi ancora sulle trattative di cui si parla in questi giorni. "Ho parlato con Zamparini per Balzaretti. Il calciatore ha una compagna che vive a Parigi e una bimba alla quale tiene tantissimo. C'è la volontà mia e di Zamparini, ma il problema è del calciatore. Non dobbiamo mai forzare la mano al calciatore. Comunque ci manca un ambidestro e che possa giocare sia nel ruolo di Dossena che al posto di Maggio. Sto valutando con Bigon se conviene prendere una giovane promessa o un ventinovenne o trentenne che però vuol giocare. I tifosi si aspettano il colpo da novanta ma ci sono certi ruoli che non hanno pezzi da novanta. Gargano? Ha una personalità complessa, va in sofferenza perché pensa che un altro acquisto possa limitare il suo impiego. Nella vita si va avanti, una squadra deve evolversi. Con il cambio di modulo è chiaro che Mazzarri avrà visto pedine nuove più utili". Per il Mota sembra l'anticamera dell'addio. Il pomeriggio del patron si è concluso con un affondo alla municipalità sul tema del nuovo stadio: "Se lo faranno a Ponticelli non ci andrò mai. Giocherei solo al San Paolo, devo decidere io se costruire o meno un nuovo stadio. Aspetto le nuove leggi e vediamo se si possono fare modifiche. Non ho mai parlato con il sindaco De Magistriis per non dargli un dispiacere".
CAVANI MARCISCE IN PANCHINA; RAIOLA? E' UN ROMPIC... - Ed eccoci al gran finale: l'incontro serale con i tifosi che Aurelio De Laurentiis ha arringato così: "Cosa avete vinto prima del mio arrivo? Dovete fidarvi di me, l'anno scorso abbiamo fatto la Champions e vinto la Coppa Italia. E possiamo conquistare qualcosa di importante anche quest'anno. Ci ho sempre messo la faccia ed avete vinto". Pepate le parole sul mercato: "Cavani? Lo faccio marcire in panchina se chiede 7-8 milioni di euro. Jovetic? Preferisco un napoletano piuttosto che un calciatore che poi è capace di chiederti cifre enormi dopo che gioca qui da qualche anno. Raiola? E' un rompic... che da anni sta cercando di far andare via Hamsik, ma Marek è di ferro e non si muove da qui. Quello attuale è un mercato molto difficile, il conseguimento del fair play finanziario riguarda tutti i club, a queste norme si sta adeguando anche una società di primissimo livello come il Milan. Comunque l'esterno sinistro molto probabilmente arriverà".
SU PECHINO - Poi, vista la polemica viva in città sulla scelta di Pechino come sede del match che metterà il palio la Supercoppa di Lega: "Avevamo ipotizzato Spagna e Francia, ma c'era l'accordo per la Cina, era una scelta obbligata". All'uscita tifosi divisi: qualcuno soddisfatto, ma gli scontenti sono comunque in gran numero.
E' TEMPO DI BAYERN - Intanto, venendo alle cose di campo, domani alle 18,30 presso lo stadio di Arco di Trento, seconda amichevole stagionale per gli azzurri che affronteranno un Bayern di Monaco orfano dei tanti Nazionali tedeschi ma che ritrova i giocatori usciti al primo turno nell'ultimo Europeo (l'olandese Robben, il croato Mandzukic, l'ucraino Tymoshchuk). Per l'occasione Mazzarri riproporrà il 3-5-1-1 con la coppia-gioventuùInsigne-Vargas davanti. Confermato anche il centrocampo, mentre dietro giochera' la difesa 'titolare' con Cannavaro perno centrale. Per l'evento (che tra l'altro chiude la tre-giorni di mini ritiro della squadra bavarese tra Riva del Garda ed Arco di Trento), è previsto il tutto esaurito: 3.100 i tagliandi venduti (sono state approntate delle tribunette in tubi innocenti per aumentare la capienza fino a 3.600 posti, poi ridotti a 3.100 per motivi di ordine pubblico), con incasso che in larga parte sarà devoluto a chi ha subito danni nel recente terremoto in Emilia Romagna.
