Tutto sommato buona la prova dell'ex capitano della Juventus, ancora però in ritardo di condizione e attorniato forse da compagni che ancora faticano a capirlo. Poco male, è solo l'inizio.
Del Piero viene mandato in campo dal primo minuto dal tecnico Ian Crook e nonostante la lunga carriera alle spalle, all'ingresso sul terreno di gioco, non riesce a mascherare una certa emozione. Che l'ex capitano bianconero sia già un leader nel gruppo lo si capisce sin dalle prime battute. I compagni lo cercano subito e lui fa di tutto per proporsi anche se a fare la partita è il Wellington. Il primo numero di Del Piero arriva al 14': dribbling con tunnel e destro da fuori area che però non inquadra la porta. Lo storico numero 10 della Juventus si dà da fare, rientra spesso a centrocampo per dare una mano ai compagni facendo valere il suo maggior tasso tecnico e le poche occasioni del Sydney passano tutte dai suoi piedi.
Il Phoenix, però, ha una marcia in più e dopo il palo colpito da Totori arriva al gol nel finale di primo tempo con Huysegems. Del Piero prova a suonare la carica, i calci piazzati sono una sua esclusiva e a ridosso dall'intervallo è bravo in area a servire Mallia che però non riesce a firmare il pari. Anche nella ripresa l'ex juventino cerca di ispirare la manovra degli Sky Blue ma è sempre il Wellington a essere più pericoloso, sfiorando il raddoppio in più di un'occasione.
Col passare dei minuti Del Piero cala come è normale che sia, il Phoenix prende campo e trova il meritato raddoppio con Fenton al 75'. Inutile dire che la reazione del Sydney è affidata ancora all'ex fuoriclasse bianconero che due minuti dopo è protagonista con uno spunto personale e un altro destro dal limite che finisce non lontano dal palo della porta di Paston. Poi poco altro, con i neozelandesi che hanno altre chance per siglare la terza rete. Del Piero deve crescere ma con lui anche tutto il Sydney.

