Andy MURRAY b. Marcos BAGHDATIS 7-5, 3-6, 7-5, 6-1
Il match di Andy Murray ci regala, come al solito, quei sei, sette, otto, diecimila spunti su cui potremmo scrivere pagine ma per motivi di tempo (e noia vostra nel leggerci) non lo faremo. Andiamo quindi con ordine e sopratutto analizzando i punti principali. Il primo, sicuramente, è che Andy Murray alla fine ha vinto volando agli ottavi contro il croato Marin Cilic.. il "come" è però tutto da raccontare. Murray ha fondamentalmente giocato 3 partite diverse: la prima, col tetto aperto, completamente da "fuori di testa", cercando come unica tattica di entrare nello scmabio con Baghdatis e prolungandolo il più possibile in attesa di un errore dell'avversario; per un set ha funzionato, ma nel secondo Baghdatis ha pian piano conseguito confidenza con i suoi colpi e ha beffato un Murray capace di andare avanti 2-1 e servizio ma farsi poi breakkare per 2 volte consecutive. La seconda partita, invece, è quella incominciata dopo la chisura del tetto per consentire l'illuminazione. Lì Murray ha avuto più chance di scappare avanti, non l'ha fatto, è andato sotto ma si è riuscito a salvare - complice anche un Baghdatis sciagurato a rete - sul 4-4. Il set sembrava destinato al tie-break ma, nell'undicesimo gioco e con la prima palla set per lo scozzese, l'ennesima discesa rete del cipriota è terminata con una volèe debole a metà campo sulla quale Murray non ha avuto alcun problema a trovare il passante. La terza partita, infine, è stata quella contro il cronometro. L'accordo tra l'All England Club e il council di Wimbledon infatti prevede, per motivi di sicurezza, che i match in notturna non potessero finire oltre le ore 23. Baghdatis tiene duro per i primi due game ma, breakkato subito, alla fine allenta le corde. Murray corre contro il tempo e alle 22.57(ora londinese) è avanti 4-1. Baghdatis serve, Murray strappa il servizio... e scoccano le 23. Lo scozzese sta per uscire dal campo ma il giudice di sedia, saggiamente, decide di far giocare. Murray chiude, alle 23.03, e vola algli ottavi. L'orgolgio dello scozzese è salvo. E quello degli organizzatori pure.
David FERRER b. Andy RODDICK 2-6, 7-6, 6-4, 6-3
Regge un paio d'ore Andy Roddick, poi sale in cattedra David Ferrer. Eppure lo spagnolo, testa di serie numero 7 del torneo, non era entrato in campo nel migliore dei modi: primo set a favore di Roddick con un netto 6-2 e partita che sembrava potesse incanalarsi sui binari di un americano davvero molto agile anche negli spostamenti. Lo spartiacque della gara è però il secondo set dove Ferrer, avanti subito di un break, si fa recuperare sul 4-4 e trascinare fino al tie-break: qui, Ferrer, annulla sul suo servizio una palla set a Roddick e chiude poi per 10 punti a 8. Bingo. Da quel momento il valenciano riesce a trovare la chiave in risposta ai servizi di Roddick e, contemporaneamente, l'americano perde quella reattività fisica che aveva mostrato nei primi due set. Il risultato è che Ferrer si porta via così il terzo, il quarto e il passaggio del turno. Per lui adesso di sarà la sfida con Del Potro. Partita interessantissima.
Joe-Wilfried TSONGA b. Lukas LACKO 6-4, 6-3, 6-3
Non c'erano precedenti tra i due: Joe-Wilfried Tsonga apre il record battendo senza esitazioni Lukas Lacko, numero 60 del ranking ATP, per raggiungere Mardy Fish agli ottavi di finale dei Championships. Primi tre giochi a servizio senza concedere 15 per Lacko, ma nel quarto lo slovacco concentra un doppio fallo e due errori non forzati per cedere il break a Tsonga, bravo a mettere i piedi in corridoio per il winner col dritto lungolinea. Al francese basta difendere una palla break con la prima pesante (e vincente) per aggiudicarsi la prima partita: la seconda avrà un copione molto simile con break sul 2-2 - Tsonga bravo ad attendere l'errore di Lacko infastidendolo con gli slice - e sul 5-4. Terzo set con veloci turni di servizio fino al 4-3, quando Tsonga attacca la seconda di Lacko e sul break-point addormenta lo scambio prima di chiuderlo caricando il dritto. Tsonga approda alla seconda settimana sui campi dell'All England Club dopo aver battuto un ex-numero 1 (Lleyton Hewitt) e ceduto un solo set allo spagnolo Garcia-Lopez: il deflagrante sipario sul torneo di Nadal rappresenta per il francese - quinta testa di serie - un'occasione troppo grande per provare almeno a ripetere la semifinale della scorsa edizione.

Juan Martin DEL POTRO b. Kei NISHIKORI 6-3, 7-6 (3), 6-1
Vince e convince Juan Martin Del Potro che regola senza troppi problemi il giapponese Nishikori. Se nel primo set Del Potro fa valere la maggiore velocità di palla negli scambi (6-3), nel secondo l'argentino incappa in uno dei suoi consueti passaggi a vuoto che rischiano di allungargli la partita non poco: il gigante di Tandil infatti, dopo essere scappato avanti di un break subito in avvio di set, perde la testa dopo non aver chiuso un facile quindici permettendo a Nishikori di infilare un super parziale che gli consente di trascinare la partita fino al tie-break. E lì Del Potro è fortunato: nei primi 4 punti infatti, l'argentino è aiutato per ben 2 volte dal nastro che anzichè spingere il giapponese 4-0 recita un 2-2 che fa scattare il più classico dei "clic" all'interruttore nella testa di Del Potro; da quel momento infatti la testa di serie numero 9 del torneo infila con il servizio e col dritto un parziale di 5 giochi a 1 che di fatto condanna Nishikori. Nel terzo set infatti il giapponese va subito sotto e, molto celermente, si inchina alla legge del più forte.
Mardy FISH b. David GOFFIN 6-3, 7-6 (6), 7-6 (6)
Mardy Fish è tornato. Adesso è davvero ufficiale. L'americano, dopo i problemi di natura cardiaca, era al rientro a Wimbledon e dopo i primi turni all'acqua di rose oggi ha dovuto affrontare un ostacolo davvero delicato: David Goffin. E la prova è stata superata a pieni voti. Fish, testa di serie numero 10 del torneo, ha giocato un gran match tirando fuori percentuali davvero da applausi; un esempio su tutte? 56 vincenti e solo 18 errori non forzati. Goffin, dal canto suo, ha comunque confermato di essere davvero un ottimo tennista (destinato entro fine anno, se andrà avanti così, ad entrare nei primi 40) e ha pagato soltanto la poca esperienza nel giocare i punti chiave: sciagurato l'approccio a rete dul 6-6 nel primo tie-break e altrattanto il vantaggio dilapidato (da 4-1 a 4-5) nel secondo. Fish vola comunque meritatamente agli ottavi dove troverà il vincente della sfida tra Lacko e Tsonga.
Philipp KOHLSCHREIBER b. Lukas ROSOL 6-2, 6-3, 7-6
E come spesso accade nel tennis, dopo l'impresa, l'eroe saluta il torneo. Finisce al terzo turno l'avventura del giustiziere di Nadal, Lukas Rosol, che contro Kohlschreiber non riesce a replicare la giornata di grazia vissuta contro il maiorchino e cede al tedesco in 3 set "facili facili". La partita, di fatto, c'è solo nel terzo dove il ceko riesce a trascinare Kohlschreiber al tie-break ma lì, alla fine, si deve inchianare per otto punti a sei. Per il tedesco, agli ottavi, c'è l'americano Brian Baker che nella sua sfida di terzo turno ha battuto 6-4, 4-6, 6-1, 6-3 il francese Paire.
Marin CILIC b. Sam QUERREY 7-6 (6), 6-4, 6-7 (2), 6-7 (3), 17-15
Dopo la vittoria al Queen's, il croato Marin Cilic conferma il suo feeling con l'erba battendo anche lo Sam Querrey, lo statunitense che ieri ha eliminato uno dei più quotati outsider del torneo, il canadese Milos Raonic. Cinque set equilibrati, ma col tennista di Medjugorje più ordinato nei punti decisivi dei primi due prima di lasciarsi rimontare fino al quinto con due tie-break maldestri. Nel quinto set Cilic serve per il match sul 6-5, ma perde improvvisamente la prima di servizio ed è sfortunato sul nastro concedendo il Break-back allo statunitense . Si va quindi a oltranza senza break o fino al 15 pari quando finalmente, Cilic, riesce a levare la battuta a un Querrey sfinito. L'americano, nel game successivo, riesce a spingersi ancora fino al 30 pari ma poi, alla fine, si deve inchinare al dritto del croato arrivato dopo uno scambio lunghissimo (tanto per gradire) e una prima di servizio vincente. Saranno cinque ore e trentun minuti alla fine... per fortuna di Cilic però il "never on Sunday" gli permetterà di recuperare tutte le forze.

