Non è un torneo dello slam ma poco ci manca. Nel campo che meno di un mese regalò un’incredibile delusione a tutto il popolo britannico, Andy Murray non solo vince per la prima volta in carriera un match che per importanza può essere paragonato a una finale dello slam, ma lo fa annichilendo con un eloquente 6-2, 6-1, 6-4 suà maestà Roger Federer.
IL MATCH DELLA CARRIERA - Murray gioca un match semplicemente perfetto. Un rovescio delizioso (che già conoscevamo), un servizio implacabile (anche nei momenti chiave!), e un dritto finalmente in grado di reggere i ritmi di quei 3 là davanti che sempre, insieme alla sua testa, l’avevano condannato nelle occasioni importanti, sono la chiave di una vittoria strameritata. Sì perché Andy Murray, anche dal punto di vista mentale, sembra da un mesetto a questa parte aver finalmente svoltato. Merito di Ivan Lendl (forse), merito dell’aria di casa (probabile), ma Murray ha letteralmente dominato anche dal punto di vista psicologico un Federer sorpreso, spaesato e troppo falloso per poter impensierire lo scozzese. E’ questa la vera novità del match di quest’oggi. Sì perché mentre Andy Murray stupiva tutto il pubblico del centrale dell’All Englad Club con le sue diagonali di rovescio, Roger Federer incappava in una giornataccia (merito anche di Del Potro...) che con buone probabilità lo condannerà per sempre ad avere un piccolo buchino nella sua infinita bacheca: l’oro olimpico.
IL PARZIALE - E sì che tutto sembrava essersi messo piuttosto bene per Federer, specialmente dopo la vittoria epica nella semifinale con Del Potro (splendido e meritatissimo bronzo), e ancor di più dopo il primo game dove un falloso Murray era costretto a salvare due delicatissime palle break. Un’effimera illusione però. Sì perché dal 2-2 del primo set Murray è salito in cattedra con un tennis sublime infilando la bellezza di 9 giochi consecutivi trovandosi così, in un’inerzia, sul 6-2, 5-0. Nessuno aveva mai osato tanto contro il 7 volte vincitore di Wimbledon.
MURRAY, QUESTA VOLTA NESSUN CALO - Chi si aspettava poi la reazione del terzo set di Federer, e il conseguente calo fisiologico (e scontato) di Murray si sbagliava di grosso. Murray, fino al 5-4 e servizio, non lasciava un singolo quindici a Federer confermandosi ingiocabile sul servizio e incredibilmente focussed, passateci l’inglesisimo, sull’obiettivo. Il 6-4 finale infatti arriva lasciando un solo 15 allo svizzero anche nell’ultimo game chiuso poi, naturalmente, con un emblematico ace. Non sarà un grande slam ma da oggi, Murray, potrebbe aver scacciato qualcosa di più di un fantasma. La definizione fab-four potrebbe tornare molto presto di moda.
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DEL POTRO, BRONZO MERITATO - L'Argentina conquista la prima medaglia della spedizione londinese grazie alla bella e meritata vittoria di Juan Martin Del Potro nella finalina di tennis maschile. Dopo la cocente delusione per il ko in semifinale contro Federer, maturato al terzo set col punteggio di 19-17 dopo oltre quattro ore di maratona, Delpo ha letteralmente schiantato il numero due del mondo Novak Djokovic. Niente da fare per il campione serbo, abbattuto 7-5, 6-4, che fallisce l'appuntamento olimpico dopo il ko in semifinale contro Murray e il bronzo di quattro anni fa a Pechino (finalina vinta contro Blake).
PIOGGIA E POI VITTORIA - Sfida condizionata dalla pioggia (sospensione sul 3-3 nel primo set) ma saldamente nelle mani dell'argentino. Del Potro ha sfruttato al massimo i due break messi a segno durante la sfida disegnando traiettorie perfette e dimostrando una grande concentrazione che spesso, più dei colpi, può essere difficile da trovare. Giusto 48 ore fa infatti il gigante di Tandil era stato beffato da Federer dopo una maratona di 4 ore e 26 minuti ma nonostante questo, DelPo, è stato in grado di domare in 2 set niente meno che Nole Djokovic. Proprio per questo, probabilmente insieme agli US Open del 2009, questa è da considerarsi una delle giornate più felici per il 23enne argentino.
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BIELORUSSIA D'ORO - Non riesce la doppia impresa a Andy Murray. Nel doppio misto con la Robson la coppia britannica è infatti fermatata dal veterano Max Mirnyi e dall'esplosività di Vika Azarenka che, dopo aver perso il primo set per 2-6, si impongono per 6-3 e 10-8 al super tie-break. Bronzo alla coppia americana Raymond-Bryan.
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