E' vero, verissimo. La Germania non batte l'Italia da diciassette anni, ma soprattutto i tedeschi non hanno mai sconfitto gli Azzurri in partite ufficiali. Un dato statistico rilevante, che fa riflettere sugli equilibri "storici" della sfida che si disputerà giovedì sera a Varsavia. Eppure, se è vero che la Nazionale si è sempre imposta nelle partite secche, è bene anche ricordare che tutte le tre partite in questione sono state disputate con la Mannschaft reduce da 120' di battaglia nel turno precedente. Un discorso quanto meno interessante, considerando anche la problematica del recupero di energie posta sul tavolo da Cesare Prandelli.
IL MITO DELL'AZTECA - Italia-Germania Ovest 4-3 fu giocata il 17 giugno 1970 a Città del Messico, a soli tre giorni di distanza dai quarti di finale di entrambe le squadre. Gli Azzurri erano arrivati in semifinale battendo 4-1 il Messico in 90' di gioco, mentre i tedeschi erano stati impegnati in un'autentica battaglia contro l'Inghilterra. Un 3-2 maturato ai supplementari che resta nelle partite più rocambolesche nella storia del Mondiale. I campioni del mondo britannici si portarono avanti con i gol di Mullery (31') e Peters (49'). Ma a 22' dal 90' Beckenbauer iniziò la rimonta che, con il pareggio di Seeler al 76', fu conclusa soltanto al 108' da Gerd Muller. Una sfida che lasciò non poche tossine nella Germania Ovest, poi sconfitta ai supplementari dell'Azteca.
IL "MUNDIAL" AL BERNABEU - Scena tutto sommato simile nel 1982, quando Italia e Germania Ovest si giocano la finale Mondiale al Bernabeu e i ragazzi di Enzo Bearzot la spuntano per 3-1. Gli Azzurri si erano qualificati con un agile 2-0 sulla Polonia in semifinale, mentre i tedeschi avevano dovuto faticare l'impossibile per battere la Francia, sconfitta soltanto ai rigori nel caldo di Siviglia. Littbarski apre al 17', Platini pareggia su rigore al 27'. E ai supplementari i francesi si portano sul 3-1 con Tresor e Giresse, salvo farsi rimontare da Rummenigge (102') e Fischer (108'). Altra partita epica e altra stanchezza tremenda che rimase nelle gambe dei tedeschi. Un fattore che favorì non poco gli Azzurri nel secondo tempo del Bernabeu.

LA BATTAGLIA DI DORTMUND - La volta successiva, l'ultima prima di Euro 2012, in cui Italia e Germania si affrontarono in una partita secca è la semifinale del 4 luglio 2006. Gli Azzurri arrivarono all'appuntamento di Dortmund con il facile 3-0 all'Ucraina, la Mannschaft dopo un'altra battaglia conclusa soltanto ai rigori contro l'Argentina. Ayala portò avanti l'Albiceleste al 49', Klose pareggiò a dieci minuti dal termine e l'equilibrio resse sino ai tiri dagli undici metri, lì dove decisero tutto gli errori dello stesso Ayala e Cambiasso. La stanchezza, inutile dirlo, pesò non poco sugli uomini di Juergen Klinsmann, che giocarono soltanto quattro ore prima dell'Italia e a quattro giorni dalla semifinale poi persa contro i futuri campioni del mondo.

AI GIRONI SOLO PARI - Ora, però, il destino si è capovolto. L'Italia è reduce da una battaglia di 120' più rigori contro l'Inghilterra mentre la Germania si è classificata con un pizzico di turnover e un 4-2 alla Grecia. Per giunta, per la prima volta nelle sfide secche di queste due nazionali, una delle due contendenti ha addirittura due giorni in meno di riposo. Forse non sarà un fattore decisivo, ma di certo discuterne è legittimo. Anche alla luce dell'importanza che la fisicità può avere in una partita contro la Germania, per definizione la squadra più atletica di questo tipo di tornei. A tal proposito, non si può dimenticare che se è vero che l'Italia ha sempre vinto in partite secche, è vero anche che nella fase a gironi di una competizione internazionale gli Azzurri non sono mai andati oltre il pareggio (1-1 nel 1988 e 0-0 nel 1996). Forse perché i tedeschi non erano stanchi? Può darsi.

QUANDO A ESSERE STANCA E' L'ITALIA - La cartina di tornasole del discorso che vi abbiamo proposto sta nella storia degli Azzurri. Com'è andata a finire la partita successiva a quella in cui la Nazionale l'ha spuntata dopo al 120' o oltre? Nel complesso sono stati sei i match giocati in quelle condizioni, quattro dei quali vinti dall'Italia. Due risalgono ai Mondiali vinti nel 1934 (successo sull'Austria in semifinale dopo i 120' e il recupero contro la Spagna ai quarti) e nel 1938 (Francia ko ai quarti dopo 120' giocati contro la Norvegia), uno risale al Mondiale del 1994 (vittoria nei quarti sulla Spagna dopo i 120' con la Nigeria e l'ultimo alla finale del 2006 con la Francia, decisa ai rigori dopo i già citati supplementari di Dortmund. Soltanto due, dunque, le sconfitte. La storica nella finale del 1970 persa 4-1 contro il Brasile dopo il 4-3 contro la Germania Ovest e il beffardo 2-1 al Golden Goal dell'Europeo 2000, quando l'Italia di Zoff fu sconfitta dalla Francia dopo il successo ai rigori sull'Olanda. Un bilancio non troppo negativo, anche se una chicca statistica c'è. Quella sconfitta con i Galletti arrivò in condizioni simili a quelle in cui si giocherà il match con la Germania. Un esterno destro squalificato (Gianluca Zambrotta allora come Christian Maggio adesso), una stanchezza diffusa. E, soprattutto, un tempo di recupero inferiore a quello dell'avversario. Quella volta si trattava di 24 ore, adesso saranno 48.
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